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    La Cassazione ammette il ricorso di "Mario Tropical" l'imprenditore di CASTEL VOLTURNO


      Si discuterà il 5 luglio, davanti ai giudici della Suprema Corte l’istanza presentata dall’avvocato difensore, Raffaele Gaetano Crisileo contro la condanna a 2 anni e 8 mesi per corruzione semplice, legata alla nota vicenda delle slot machines e dei videopoker che si trovavano in locali attigui al Bar Tropical di Ischitella CASTEL VOLTURNO – […]

    Nelle foto, da sinistra, il Bar Tropical e Mario Brancaccio

     

    Si discuterà il 5 luglio, davanti ai giudici della Suprema Corte l’istanza presentata dall’avvocato difensore, Raffaele Gaetano Crisileo contro la condanna a 2 anni e 8 mesi per corruzione semplice, legata alla nota vicenda delle slot machines e dei videopoker che si trovavano in locali attigui al Bar Tropical di Ischitella

    CASTEL VOLTURNO – Approda in Cassazione il processo nei confronti del titolare del noto Bar Tropical, ubicato lungo la Via Domitiana, di Castel Volturno, Mario Brancaccio, già assolto nei gradi intermedi di giudizio dalle imputazioni gravate dall’ art. 7 ( favoreggiamento nei confronti del Clan dei Casalesi),  mentre residua, da ultimo,  l’imputazione di concorso in corruzione semplice, ancora in bilico, e per la quale è stato condannato.
    Il ricorso è stato assegnato alla Prima Sezione Penale della Suprema Corte e verrà discusso il prossimo 5 luglio.

    A  firmare il ricorso e ad assistere l’imprenditore è l’avvocato Raffaele Gaetano Crisileo che ha sollevato diverse questioni procedurali (innanzitutto la non utilizzabilità delle intercettazioni telefoniche );  il ricorso, da una prima verifica, è già stato dichiarato ammissibile; prima soglia, questa, da superare (e già superata) dinanzi al Massimo Organo Superiore di legittimità di Roma. Ora dovrà essere affrontato il lato “B” della questione ovvero la fondatezza delle eccezioni proposte, cosa che avverrà nell’udienza di discussione,  appunto del 5 luglio di quest’anno.

    Per la cronaca, Mario Brancaccio  venne tratto a giudizio circa cinque anni fa da parte dell’Ufficio della Procura – DDA di Napoli in quanto da alcune
    dichiarazioni di collaboratori di giustizia e da alcune intercettazioni telefoniche,  intercorse tra persone del luogo,  si diceva ( peraltro pare per sentito dire ) che il gestore del Bar Tropical versava a qualche appartenente delle Forze dell’Ordine cinquecento / mille euro al mese  per evitare i controlli alle macchinette di videopoker che illegalmente egli avrebbe detenuto nei locali ( o in quelli  attigui ) del suo esercizio commerciale. La tesi della Procura, limitatamente all’ipotesi della corruzione semplice, venne accolta da Giudice di primo grado e dalla Corte di Appello di Napoli che lo condannarono a
    due anni ed otto mesi di reclusione.
    Ora la vicenda è arrivata all’epilogo e la Corte di Cassazione, con la sua sentenza, metterà la parola fine a questa storia giudiziaria che ha coinvolto
    un noto impreditore castellano.

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 22 gennaio 2013 ALLE ORE 17:37