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    Agg.18.16 LA CAMORRA DEI LA TORRE E DEI MUZZONI – Arrestato anche un 35enne mondragonese che lavora nell’Asl a Terni. La droga arrivava in carcere a CARINOLA, nei Rolex e nei pacchetti di sigarette, complici le guardie penitenziarie


      Il cancelliere coinvolto nella vicenda giudiziaria era un funzionario della procura generale (CLICCA QUI PER LEGGERE LA NOTIZIA DEGLI ARRESTI DI STAMANE)   AGG. 18.16 - E’ stata individuata a Terni una delle 35 persone arrestate oggi nell’ambito dell’indagine dei carabinieri di Caserta che ha permesso di smantellare la presunta associazione mafiosa di stampo camorristico “La […]

     

    Il cancelliere coinvolto nella vicenda giudiziaria era un funzionario della procura generale (CLICCA QUI PER LEGGERE LA NOTIZIA DEGLI ARRESTI DI STAMANE)

     

    AGG. 18.16 - E’ stata individuata a Terni una delle 35 persone arrestate oggi nell’ambito dell’indagine dei carabinieri di Caserta che ha permesso di smantellare la presunta associazione mafiosa di stampo camorristico “La Torre-Boccolato”. Si tratta di un 35enne originario di Mondragone, giunto da pochi mesi nel capoluogo umbro, dove lavorava presso l’Asl. Associazione mafiosa, estorsione, porto e detenzione illegale di armi da fuoco, traffico di stupefacenti, usura e riciclaggio internazionale, tutte aggravate dal metodo mafioso, sono le accuse contestate a vario titolo nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. I reati sarebbero stati commessi tra luglio 2008 e giugno 2009 a Mondragone e nei comuni limitrofi. Il 35enne, gia’ inquisito in passato, e’ stato bloccato dai militari del Nucleo investigatico di Terni al termine di alcuni servizi di osservazione e pedinamento.

     

    MONDRAGONE - Erano “a disposizione” dei boss i tre agenti della Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Carinola  indagati nell’ambito dell’indagine della DDA di Napoli e dei carabinieri del Reparto Operativo di Caserta sui clan camorristici di Mondragone e Sessa Aurunca. I pubblici funzionari, uno dei quali, Agostino Perretta, arrestato questa mattina, martedì (l’agente era gia’ sospeso dal servizio per altro procedimento penale), rispondono di vari reati con l’aggravante mafiosa, tra cui lo spaccio di sostanze stupefacenti e vari episodi di corruzione.

    Nelle foto, Carlo Neri e Nerino Neri

    Dalle 129 pagine dell’ordinanza di arresto firmata dal Gip del Tribunale di Napoli, emerge come i tre facessero entrare nel carcere di Carinola l’hashish fornito dall’esponente di spicco del clan Esposito, Arturo Pagano, usando pacchetti di sigarette e Rolex; la droga veniva poi consegnata a vari affiliati. In cambio “ricevevano 150/200 euro per ogni atto contrario ai doveri d’ufficio” si legge nel provvedimento. Ad accusare gli agenti anche il pentito Massimo Iovine, che racconta di come uno dei tre indagati fosse a disposizione e lo informasse, prima di ogni colloquio con i familiari, delle microspie piazzate dai carabinieri per intercettare informazioni rilevanti o eventuali ordini da trasmettere fuori alla struttura. “Mi diceva: attento che i carabinieri ti intercettano”.

    Con riferimento, poi, alle notizie di stampa sull’arresto di un “cancelliere della corte di Cassazione”, Cesare Salomone, avvenuto a Caserta nell’ambito di una indagine a carico del cla La Torre-Boccolato, in particolare relativamente a operazioni finanziarie da effettuare in Costa d’Avorio, la Cassazione precisa in una nota che l’arrestato non appartiene al personale della Cassazione. L’uomo, si sottolinea, ha lavorato in passato per la procura generale ed è attualmente in pensione da qualche mese.

    PUBBLICATO IL: 3 dicembre 2013 ALLE ORE 16:11