Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    LA CAMORRA DEI CASALESI/ Condannato ad 8 anni il boss Di Puorto. In nome di Schiavone jr era diventato il capo dell’estorsione in Emilia


      E’ giunto a conclusione il primo capitolo della vicenda giudiziaria relativa all’uomo su cui i casalesi avevano puntato molto per il controllo dei traffici criminali nel nord italia. In passato le indagini svolte dagli inquirenti emiliani, ma anche dalla squadra mobile di Caserta. SAN CIPRIANO D’AVERSA – Ieri, in sede di giudizio immediato, è […]

    Nella foto Di Puorto e Schiavone

     

    E’ giunto a conclusione il primo capitolo della vicenda giudiziaria relativa all’uomo su cui i casalesi avevano puntato molto per il controllo dei traffici criminali nel nord italia. In passato le indagini svolte dagli inquirenti emiliani, ma anche dalla squadra mobile di Caserta.

    SAN CIPRIANO D’AVERSA – Ieri, in sede di giudizio immediato, è stata pronunciata sentenza di condanna, ad 8 di reclusione, per associazione mafiosa, nei confronti di Sigismondo DI PUORTO, alias Sergio, nato a S. Cipriano d’Aversa 02.03.1972, pregiudicato, detenuto. DI PUORTO Sigismondo, secondo le indagini della Squadra Mobile di Caserta,  era diventato, sino al suo arresto, avvenuto il 20.12.2010, uno dei più fidati luogotenenti di Nicola SCHIAVONE, figlio di Francesco Sandokan, ereditando da questi la reggenza del clan dopo il suo arresto, avvenuto il 15.06.2010, in relazione al triplice omicidio di  Giovanni Battista PAPA, Modestino MINUTOLO e Francesco BUONANNO.

    Sigismondo DI PUORTO, nel dicembre 2010, era stato arrestato, a San Cipriano d’Aversa (CE), dalla Squadra Mobile, dopo alcuni mesi di latitanza, in quanto destinatario di due O.C.C.C., emesse dal G.I.P. del Tribunale di Bologna per i reati di associazione di stampo mafioso ed estorsione continuata, aggravata dall’avere agito al fine di agevolare l’organizzazione camorrista denominata clan dei Casalesi-gruppo SCHIAVONE.

    Nell’occasione, il latitante veniva bloccato dopo un inutile tentativo di fuga attraverso i tetti. Le misure scaturivano dalle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Modena e dal G.I.C.O. di Bologna sulle infiltrazioni dei Casalesi in Emilia Romagna ed in particolare sulle attività estorsive condotte da esponenti del gruppo criminale, tra cui appunto Sigismondo DI PUORTO, nei confronti di imprenditori del casertano che vi si erano insediati da tempo. In seguito, ulteriori indagini della Squadra Mobile di Caserta avevano accertato, non solo la partecipazione di DI PUORTO al clan camorrista facente capo alla famiglia SCHIAVONE, ma anche la sua ascesa a ruoli verticistici dell’organizzazione.

    PUBBLICATO IL: 16 marzo 2013 ALLE ORE 13:54