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    AGG.15.21 – LA CAMORRA DEI BELFORTE – Stipendi pagati ai detenuti dalla “signora” del clan ed estorsioni senza freni alla ditta che stava costruendo la piscina comunale a SAN NICOLA LA STRADA


      E’ quanto emerge dall’ordinanza emessa dal Gip del tribunale di Napoli a carico di 5 fiancheggiatori del gruppo criminale marcianisano. I malviventi legati anche da legami di sangue. Torchiati i commercianti di San Nicola e Caserta   MARCIANISE - Il gruppo smantellato questa mattina, venerdì, con 5 arresti effettuati dai carabinieri della Compagnia di […]

    Nelle foto, Pasquale Bruno, Alfonso e Franco Cortese e Innocenzo Landolfi

     

    E’ quanto emerge dall’ordinanza emessa dal Gip del tribunale di Napoli a carico di 5 fiancheggiatori del gruppo criminale marcianisano. I malviventi legati anche da legami di sangue. Torchiati i commercianti di San Nicola e Caserta

     

    MARCIANISE - Il gruppo smantellato questa mattina, venerdì, con 5 arresti effettuati dai carabinieri della Compagnia di Caserta, a loro volta coordinati dalla Dda di Napoli, gestiva il business delle estorsioni ad imprenditori e commercianti nei comuni di San Nicola la Strada e Caserta per conto del clan Belforte di Marcianise.

    In carcere sono finiti su ordine del Gip di Napoli Pasquale Bruno di 27 anni, Alfonso Cortese di 64 anni, Franco Cortese di 26 anni e Innocenzo Landolfi di 32 anni; domiciliari per l’unica donna del gruppo, Immacolata Cortese, che secondo l’accusa pagava gli stipendi alle mogli degli affiliati detenuti.

    Tutti gli arrestati sono legati tra loro da rapporti di parentela. Il capo del gruppo, secondo gli investigatori coordinati dalla DDA di Napoli, sarebbe Antonio Bruno, che nonostante sia detenuto da anni, ha sempre continuato a gestire gli affari dal carcere indicando gli imprenditori da visitare. Le indagini sono partite in seguito al tentato omicidio del pregiudicato Agostino Ragozzino, avvenuto a Caserta il 27 marzo del 2009, ordinato da Bruno dal carcere. Un delitto maturato in seguito al contrasto sorto tra il gruppo di Bruno, che in alcune circostanze si muoveva in autonomia senza versare le entrate illecite frutto delle estorsioni nella cassa comune del clan Belforte, e quello di Antonio Della Ventura, capozona a Caserta, tuttora detenuto insieme alla moglie Concetta Buonocore, ritenuta la cassiera del clan. Il gruppo inoltre sarebbe responsabile di numerose estorsioni, come quelle realizzate alla societa’ (la RI.CO.EL srl) che stava costruendo la piscina comunale di San Nicola la Strada cui venne chiesta una tangente di 60mila euro con la minaccia, in caso di diniego, di impedire con atti di danneggiamento la regolare attivita’ del cantiere. Per questo episodio sono stati gia’ condannati in primo grado a 3 anni e otto mesi di reclusione Franco Cortese e Innocenzo Landolfi.

    PUBBLICATO IL: 19 luglio 2013 ALLE ORE 16:50