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    ILS.STEFANO DI CASERTACE / Distrutti alla Flora i proiettori dei Percorsi di Luce. Ma non liquidate la cosa come un atto vandalico. E vi spiego peche’


    L’ipotesi che si possa trattare di un atto di intimidazine nei confronti dell’attuale presidente della Camera di Commercio Tommaso De Simone non uò essere esclusa a priori CASERTA – La dinamica non è ancora chiara e sarà importante fissarne tutti i suoi addendi con precisione, per fornire alla valutazione una consistenza affidabile. Al momento, di […]

    Nella foto, il presidente della Camera di Commercio, Tommaso De Simone

    L’ipotesi che si possa trattare di un atto di intimidazine nei confronti dell’attuale presidente della Camera di Commercio Tommaso De Simone non uò essere esclusa a priori

    CASERTA – La dinamica non è ancora chiara e sarà importante fissarne tutti i suoi addendi con precisione, per fornire alla valutazione una consistenza affidabile. Al momento, di sicuro, c’è solo l’effetto e cioè i gravi danni inferti ai proiettori, serviti a riportare nella Reggia vanvitelliana i Percorsi di Luce, per volere e attraverso un investimento, stavolta tutt’altro che frivolo e meramente clientelar –  assistenziale, compiuto dalla Camera di Commercio.
    Sarà importante indagare bene e prestare la massima attenzione ai particolari, senza sottovalutarne alcuno, perché il fatto in se’ per se’ e il luogo in cui questo si è consumato,  aggregano fattori apparentemente evidenti e insidiosamente oggettivi intorno alla tentazione di liquidare il tutto come un episodio causato da un atto vandalico.

    D’altronde, la zona della Flora è, ormai, considerata un luogo a rischio, esposto alle scorribande della micro delinquenza. Questo a causa di una pessima politica dell’Amministrazione comunale di Caserta, che, a fronte di una deregulation degli orari e dell’offerta dei locali che vi insistono, eccessiva finanche agli occhi di un liberista come il sottoscritto, non ha iniettato alcuna certezza metodologica e nessuna rassicurante continuità alla sorveglianza dei luoghi. E così alla Flora, negli ultimi tre anni, è successo di tutto: pestaggi, scippi, risse assortite, spaccio diffuso e via discorrendo.

    Va da sé, dunque, che l’episodio della semiditruzione dei proiettori che hanno contribuito, nella serata del 22 dicembre,  allo spettacolo dei Percorsi di Luce, possa essere intruppato, rubricato, senza tanti rimuginii, nel libro fitto degli atti vandalici e, molto probabilmente, degli atti che rimaranno impuniti, dato che l’esigua possibilità offerta dagli organici delle forze dell’ordine, mortificate dalle politiche di troppi governi, costringe le stesse ad apprestare pochi uomini e pochi mezzi alle indagini sulla cosiddetta micro delinquenza.

    Ma gli evidenti indizi sono un valore effettuale della criminologia, ma non un valore assoluto, dato che la casistica ci induce ad essere prudenti, soprattutto quando ci si muove in contesti in cui esistono altri elementi che non possono essere certo considerati irrilevanti e che un investigatore serio definirebbe raffinati, percheé intersecano mondi apparentemente lontani dalla ragion d’essere di u volgare atto vandalico.

    Primo: chi ha colpito il questo presunto atto vandalico? Risposta: ha colpito la Camera di Commercio, committente dell’iniziativa e, unanimemente lodata, non solo dai marchettifici in servizio permanente effettivo, quale Il Mattino, ma anche da gente molto più complicata, scapigliata e indulgente con i poteri forti e  con le cosiddette istituzioni, come noi di Casertace.

    Dunque, l’episodio è avvenuto dopo i tanti giudizi positivi espressi sull’evento del 22 dicembre.
    Insomma, un investigatore appena scolarizzato non può non considerare, quanto meno come fattore complementare, ma possibile, questa consecutio temporale, sottendendola alla pista principale dell’atto vandalico, ma non escludendola, dato che, in quel caso, peccherebbe sul piano professionale.

    Secondo: la Camera di Commercio di Caserta, che dopo un paio di anni di spese dissennate per gli eventi natalizi, ha recuperato sobria percezione di sé, di un’identità che non la consegna certo ala mission di produttore dello svago generalista dentro al filone della “festa, farina e forca”, che trova evocazione proprio dalle parti della Reggia di re Bomba.

    Una Camera di Commercio che ha riorientato la barra  di un  suo ruolo di lungimirante promotore del capitale culturale, che ancora oggi, nonostante i decenni del buio, può rappresentare uno strumento per cambiare gli indicatori del valore aggiunto, riducendo i costi e, nel contempo, qualificandoli con eventi, come quelli di Percorsi di Luce e come quelli affidati all’autorevole direzione di Paola Servillo.
    Questa qui è una Camera di Commercio diversa da quella che è sempre stata. Una Camera di Commercio monopolizzata, avvassallata dall’economia apparente della provincia di Caserta, l’economia del rapporto improprio tra impresa e pubblica amministrazione, tra impresa e istituzioni rappresentative, tra impresa e politica, entrambe inquinate da capitali di dubbia, dubbia, dubbiaaaa provenienza.

    Se andiamo a compiere un’analisi storica su quello che è stata la Camera di Commercio in questi ultimi trent’anni a Caserta, troviamo sempre un solo marchio: quello dei Coppola, ma, soprattutto, del coppolismo.Cacicchi, corifei, valvassori valvassini e questuanti di ogni tipo si sono prestati, ma la cabina di regia è stata sempre e solo quella lì. E’stato così ai tempi di Ascione, è stato così ai tempi di Farina, quest’ultimo autentico presidente di facciata. Poi è arrivato questo contadino di Teano, che le scarpe non le ha più grosse da tempo, mentre il cervello è fino per costituzione biologica.

    Che ha fatto De Simone: ha illuso quel mondo che perpetuava se stesso, di poter essere l’ennesimo “utile idiota”, servile al loro modo post feudale di concepire la società. Ha isolato un elemento debole di quel sistema, lo ha conquistato, finanche concupito, blandito, dimostrando di possedere la stimmate della persona intelligente e cioè la capacità di leggere con precisione nella psicologia altrui e piegarla alle sue necessità.

    L’uomo in questione era Nino Crispino, colui che ha contribuito alla scalata di De Simone, ma che quando ha provato a mettere le briglie a De Simone, quando ha provato a ridurlo al registro di uomo di paglia, ha capito, a sue spese, che De Simone il quale di paglia si intende, per estrazione e non per elezione, è uno che non si fa impagliare.
    Ottimo colpo: il Niccolo’ fiorentino ha detto qualcosa, mi parve e mi pare, sul fine e sui mezzi e stavolta il fine era nobile.
    Va da se’ che l’oligarchia coppoliana, che oggi ha nel da poco ex presidente uscente dell’Unione Industriali Della Gatta, da Gricignano d’Aversa, si incazzasse di brutto, provando, conseguentemente, a organizzare un suo congresso di Vienna restauratore, magari utilizzando persone come l’attuale presidente della semicomatosa Ascom,  Mario D’Anna.
    Ma De Simone non si è piegato e l’oligarchia, fino ad oggi, non è riuscita a soffocare il cambiamento che si vede anche dal modo con cui De Simone ha concepito e organizzato gli ultimi eventi natalizi. Che dite, inquirenti belli, continuo o c’è già qualcosa, da metter, magari, in relazione, a qualche altro episodio di intimidazione ancor più grave, di cui De Simone è rimasto vittima nei mesi scorsi, per non liquidare l’episodio del danneggiamento dei proiettori come un semplice atto vandalico?
    Gianluigi Guarino     

    PUBBLICATO IL: 27 dicembre 2012 ALLE ORE 7:55