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    IL VIDEO ESCLUSIVO – MADDALONI, ecco come e cosa ribolle nel ventre della cava Masseria Monti


      Dopo l’intervento della Procura della Repubblica, abbiamo posizionato in loco le nostre telecamere. Vedere per credere. MADDALONI -  E’ di questi giorni la notizia dell’intervento della Procura della Repubblica sul caso della cava maddalonese definita”Monti”. Noi di Casertace che non ci accontentiamo mai, muniti di telecamere, abbiamo deciso di effettuare un viaggio nei luoghi che […]

     

    Nelle foto, fumarole si sprigionano dalla cava Monti e il responsabile dell’associazione Cumpa

    Dopo l’intervento della Procura della Repubblica, abbiamo posizionato in loco le nostre telecamere. Vedere per credere.

    MADDALONI -  E’ di questi giorni la notizia dell’intervento della Procura della Repubblica sul caso della cava maddalonese definita”Monti”. Noi di Casertace che non ci accontentiamo mai, muniti di telecamere, abbiamo deciso di effettuare un viaggio nei luoghi che in questi giorni sono stati oggetto di varie news giornalistiche, per capire cosa stesse accadendo e raccogliere testimonianze. Le scoperte fatte hanno dell’incredibile: in loco abbiamo intravisto e ripreso delle fumarole che si sprigionano dai buchi disseminati in un terreno non recintato, facilmente accessibile, che risulta ubicato a ridosso di campi coltivati, tutti irrigati da acqua della falda acquifera sottostante.

    La Masseria Monti, come è stato acclarato è una vera e propria bomba ecologica  posta ai confini dell’abitato maddalonese ed in piena zona commerciale. La cava in questione è un’ex-discarica autorizzata di batterie d’auto il cui stoccaggio è oggi vietato per legge. Per ben tre volte è stata sequestrata dalla magistratura. Non a caso nel perimetro della cava si rileva una concentrazione di cadmio 100 volte superiore a quella consentita sempre dalla legge. Il cadmio è un metallo, considerato più tossico del mercurio e del piombo, e capace di provocare: tumori, diabete, ipertensione ed impotenza. Ma la Cava Monti non è solo questo. Attualmente priva di ogni protezione, è un sito storico per lo stoccaggio clandestino di scorie di fusione e l’occultamento di fusti contenenti rifiuti speciali, come confermano i rilievi dell’ARPAC e dell’Istituto Nazionale di Geofisica di Roma che vi ritrovarono sepolto perfino la sagoma di un camion.

    Sui due lati della discarica caratterizzata da un’enorme collina di terra rivoltata, è possibile intravedere in controluce almeno 4 fumarole sospette. Per due di loro si nota la frattura nel terreno da cui fuoriescono. L’odore è acre e assomiglia molto a quello emesso dalle sostanze chimiche. Continuando a perlustrare la collina è possibile ritrovare nell’ordine: fusti arrugginiti, rifiuti inerti edili abbandonati, pneumatici che emergono dalla terra, residui di scarti delle industrie tessili del vesuviano bruciati, diverse collinette di solai che emergono in più parti dalla terra rivoltata, cumuli di materiali non classificabili e scarti di fonderia. Il sentiero che porta al fondo della cava continua ad essere un ricettacolo di rifiuti di ogni genere ed altri non classificabili che hanno fatto assumere alla terra una tonalità rosso scuro. Il fondo della cava dismessa, di cui abbiamo le immagini,  in quel sito raggiunge circa 30 metri di profondità e raccoglie le acque piovane che confluiscono nella falda che emerge originando un enorme lago.  I margini delle strade ai lati della cava sono ricolme di rifiuti urbani mischiati a terra mentre nel sottopassaggio del cavalcavia della superstrada vicina ci si ritrova davanti ad una discarica di eternit e a sacchi di scarti con il nome della ECOCAMPANIA s.r.l. I risultati delle indagini da parte dell’ARPAC hanno evidenziato gravi mancanze da parte delle autorità preposte alla tutela dell’ambiente e alla sicurezza sia sanitaria che fisica della popolazione. Si è parlato di bonifica. Si è parlato dimessa in sicurezza. Si è parlato di controllare le coltivazioni e i pascoli presenti nelle immediate vicinanze del sito. Più che altro si è parlato, perché le fumarole e tutto il resto sono ancora lì. Alle nostre telecamera hanno raccontato cosa accade da anni lì, i referenti di due associazioni -comitati attivi contro questo scempio, anzi disastro ambientale, che monitorano il territorio con dei DRONI per le riprese dall’alto vista la pericolosità e tossicità del terreno e i suoi fumi. Stiamo scrivendo di Antonio Cuomo  e Giuseppe Fedele.

     

    Lidia de Angelis

    PUBBLICATO IL: 22 gennaio 2014 ALLE ORE 12:39