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    IL VIDEO ESCLUSIVO CASAL DI PRINCIPE – Si scava nei suoli della diocesi di AVERSA. Il cittadino Griffo: “Fuori i nomi dei colletti bianchi responsabili”. Il custode Cantile critico nei confronti dei magistrati


       Seconda giornata di carotaggi del personale Arpac coadiuvato dai carabinieri CASAL DI PRINCIPE - Secondo giorno di scavi effettuati dal personale Arpac, coadiuvato dai carabinieri,  a Casal di Principe. Questa volta i carotaggi sono stati effettuati nel fondo di proprietà dell’Istituto del Sostentamento Clero della Diocesi di Aversa. Ciò che risalta dalla visione delle […]

     

     Seconda giornata di carotaggi del personale Arpac coadiuvato dai carabinieri

    CASAL DI PRINCIPE - Secondo giorno di scavi effettuati dal personale Arpac, coadiuvato dai carabinieri,  a Casal di Principe. Questa volta i carotaggi sono stati effettuati nel fondo di proprietà dell’Istituto del Sostentamento Clero della Diocesi di Aversa. Ciò che risalta dalla visione delle video interviste raccolte in loco emergono due posizioni, una è quella del custode giudiziario di tale terreno, Antenore Cantile e l’altra è quella di un cittadino, Salvatore Griffo.

    Cantile, raggiunto da due avvisi di garanzia e sottoposto ad indagini per lo sversamento dei rifiuti, innanzi alle telecamere dei giornalisti presenti in loco ha sottolineato il fatto che in tale fondo “non sarebbe mai emerso nulla”. Nel contempo è stato anche particolarmente critico nei confronti dell’attività di indagini condotta dai magistrati.

    Come contraltare, poi c’è la dichiarazione del cittadino Griffo che confida e spera anche in un intervento del presidente Giorgio Napolitano affinchè si faccia chiarezza sulla vicenda degli sversamenti illeciti: “Voglio sapere se ho altri 10 anni di vita o domani mi verrà un tumore. Voglio conoscere i nomi dei colletti bianchi che hanno permesso, assieme ai pentiti e ai clan, che i nostri territori venissero contaminati”.

    Max Ive

    Nelle foto, da sinistra, Salvatore Griffo, il custode giudiziario del fondo della diocesi, Cantile e gli scavi a Casal di Principe

     

     

    IL RESOCONTO DELL’ATTIVITA’ DI OGGI – Si sono concluse le operazioni per i carotaggi disposti dagli inquirenti in via Sondrio a Casal di Principe e in due ex cave di Maddaloni, rispettivamente in via De Curtis, nei pressi del palazzetto dello sport, e in localita’ Masseria Monti. I carabinieri della compagnia di Casal di Principe, che hanno coordinato le operazioni in via Sondrio, hanno terminato sondaggi su due particelle di terreno, compreso il fondo di proprieta’ della Curia di Aversa che negli anni Novanta aveva dato in gestione a un privato. Raggiunti i 20 metri di profondita’ su tutti i tre punti dell’area interessata. Gli scavi in via Sondrio iniziarono lo scorso mese di settembre dopo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Luigi D’Ambrosio, secondo il quale in quel terreno sarebbero stati interrati rifiuti tossici. Ora l’Arpac dovra’ analizzare i campioni di terreno rilevati anche quattro mesi fa. Stessa sorte per le operazioni nell’ex cava Monti, eseguite dai carabinieri di Maddaloni e dai consulenti esterni nominati dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, dove la sonda ha prelevato l’acqua e materiali sepolti almeno fino a 15 metri. In prossimita’ della variante Anas Maddaloni-Capua e’ stato eseguito un sondaggio su un’ex area di riempimento che oggi, per oltre 30mila metri quadrati, e’ interessata da una coltivazione di cavolfiori. Conclusa anche l’ispezione e il carotaggio nel nuovo sito in via De Curtis, iniziati stamane sempre su delega della procura. Nella ex cava di tufo, oggi adibita a parcheggio di mezzi pesanti, sono stati eseguiti due carotaggi in diversi punti di 12 metri ciascuno. I risultati dovrebbero arrivare nel giro di qualche mese.

    PUBBLICATO IL: 13 febbraio 2014 ALLE ORE 18:56