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    Il reportage di Casertace / Castel Volturno – Smantellare i radar della base Nato di Baia Verde? Pronta una petizione, ma attenti ai palazzinari…


      Il giorno dopo la lettera dell’ex primo cittadino Scalzone, sul pericolo dell’inquinamento elettromagnetico, ecco nel dettaglio la storia della stazione radio  militare.  Tra i Variconi e i villini di Baia Verde centinaia e centinaia di metri quadrati di terreni e fondi, tra acquitrini e tamerici, che potrebbero essere acquisti dall’Ente Riserve. TUTTE LE FOTO dal […]

    Nella foto, il perimetro della Base Nato di Baia Verde vista dal satellite. La freccia rossa indica la struttura militare, la freccia gialla i Variconi. Il tutto ubicato alla foce del Volturno tra il rione Scatozza e i villini della zona di Pinetagrande

     

    Il giorno dopo la lettera dell’ex primo cittadino Scalzone, sul pericolo dell’inquinamento elettromagnetico, ecco nel dettaglio la storia della stazione radio  militare.  Tra i Variconi e i villini di Baia Verde centinaia e centinaia di metri quadrati di terreni e fondi, tra acquitrini e tamerici, che potrebbero essere acquisti dall’Ente Riserve. TUTTE LE FOTO dal satellite e il perimetro della base

    Castel Volturno – Ieri, 26 ottobre, l’ex sindaco di Castel Volturno, Antonio Scalzone ha diffuso a mezzo stampa una lettera nella quale ha sollevato il caso del presunto pericolo di impatto ambientale della base Radar della Nato, di Baia Verde di Castel Volturno, la quale, caratterizzata da un numero non meglio precisato di antenne e stazioni radio base, diffonderebbe nel circondario di Castel Volturno perigliose onde elettromagnetiche, che potrebbero essere una delle cause, oltre alla presenza di cave e discariche lungo il territorio cittadino, del numero elevato di morti premature per tumori o leucemie. A giorni dovrebbe partire anche una petizione popolare…

    Mentre si attende una risposta da parte della commissione ambientale regionale, alla quale la lettera di Scalzone è stata indirizzata, vediamo nel dettaglio quale funzione ha, dove è ubicata, qual’è la storia della base Radar di Baia Verde di Castel Volturno.

    Come tutte le basi Nato d’Italia, quella di Castel Volturno, inquadrata nel comprensorio del litorale Domizio per la  difesa aerea e non solo dell’Italia Meridionale – fronte tirrenico, è stata realizzata dopo la stipula del Patto Atlantico. All’epoca furono espropriati dei terreni appartenenti al quartiere Scatozza, in prossimità della foce del Volturno, dove oggi sorge anche la Riserva naturalistica e avifaunistica dei Variconi. Si può dire che la base, se da un lato ha delimitato ampiamente la zona Sud di Scatozza, preservandola dagli speculatori edilizi, essa stessa è ubicata all’interno dell’area dove nidificano o transitano 288 specie di uccelli provenienti o dall’Africa o dal nord Europa.

    I radar a ridosso delle abitazioni di Baia Verde

    Tra pini, macchia mediterranea e i quartieri, un tempo a vocazione turistica di Baia Verde, sorgono delle Grù, con tanto di antenne radio. Fili, recinzioni, filo spinato, cavi e una struttura militare con tanto di base ubicata proprio nel cuore di questo perimetro radar. Nell’era delle comunicazioni satellitari e del dopo guerra-fredda tra Stati Uniti ed ex Urss, tali strutture ormai superate dalla storia  e con particolari segni del tempo: ruggine, recinzioni fatiscenti, e pali dell’illuminazione  senza lampade o rotti, continuano ad essere ubicate e funzionanti sul territorio del litorale Domizio (vedi il caso della base di Lago Patria, potenziata nell’ultimo biennio).

    In più occasioni il sito di Castel Volturno è rientrato a far parte del programma di sicurezza militare “Pluto” e durante le missioni in Iraq, Afganistan e nei Balcani, assieme alle basi di Grazzanise, Lago Patria e Bagnoli, è divenuto un sito militare sensibile per eventuali attentati.

    Il tutto al centro di una cittadina che si è sviluppata in modo, anche irregolare, e che negli anni 70 ha visto contornare la base Nato di abitazioni, villini, ecc, ecc.

    Il sito militare della Nato di Baia Verde

    Nella campagna elettorale vinta da Antonio Scalzone, sia il Pd di Alfonso Caprio, che il Pdl nei loro programmi elettorali paventavano la richiesta di smantellamento della base Radar.

    Ma si sa, a Castel Volturno sussiste sempre il rischio che innanzi alla genuina azione politica, quale lo smantellamento della base, possa sussistere l’interesse di qualche palazzinaro intenzionato a creare qualche altro residence alle porte di Castel Volturno e a ridosso di una zona bonificata dalle paludi, ma pur sempre con un alto valore naturalistico, quali sono i Variconi.

    Se un giorno dovesse essere realizzato il proposito di chiudere la base Radar della Nato, si spera che l’Ente Riserve Foce del Volturno e la Regione Campania abbiano la forza politica e il genuino intento di preservare quest’area ingrandendo la riserva.

    Massimiliano Ive

    La base vista dai Variconi

    PUBBLICATO IL: 27 ottobre 2012 ALLE ORE 17:47