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    IL PUNTO / tassa rifiuti, business miliardari, dipendenti del Consorzio, caos totale: tanti errori, ma ora il Governo scriva un parere serio, comprensibile e definitivo


    Quello arrivato nei giorni scorsi da via XX settembre ha accresciuto la confusione, dichiarando follemente che Gisec dovrebbe riscuotere la tassa (che il 31 dicembre, tra l’ altro, scompare), ma non ha affrontato la questione dell’utilizzo del gettito che resterebbe, ai sensi della spending review, a disposizione dei Comuni. Tipico casino della solita Italietta CASERTA […]

    Quello arrivato nei giorni scorsi da via XX settembre ha accresciuto la confusione, dichiarando follemente che Gisec dovrebbe riscuotere la tassa (che il 31 dicembre, tra l’ altro, scompare), ma non ha affrontato la questione dell’utilizzo del gettito che resterebbe, ai sensi della spending review, a disposizione dei Comuni. Tipico casino della solita Italietta

    CASERTA - Dopo un anno, ci troviamo a scrivere incredibilmente delle stesse cose di cui scrivevamo 12 mesi fa. E, questa volta, esiste anche una precisa responsabilità del Governo Monti che, su questa vicenda della gestione del servizio di raccolta dei rifiuti, di quello del loro smaltimento, etc. etc., ha combinato un casino pazzesco che, come dice il maniera sacrosanta il Procuratore della Repubblica, Corrado Lembo, può aprire un nuovo e significativo varco dentro cui si vanno ad incuneare gli interessi della criminalità organizzata, i cui soldi madidi di sangue sono significativamente presenti in molte aziende e si occupano della raccolta e del trattamento dei rifiuti.

    I decreti, convertiti in legge, sulla spending review, hanno paralizzato le procedure, sbugiardando clamorosamente e dannosissimamente, quello che era previsto nella legge 26, che rappresentò, almeno sulla carta, un tentativo serio di dare una risposta alla rovinosa crisi del sistema. In verità, la demolizione di quell’impianto molto serio è cominciata a causa di interpretazioni, quantomeno suggestive, del ruolo di Commissario Liquidatore da parte di Gaetano Farina Briamonte il quale, e lo ripeteremo fino alla noia, ha disatteso clamorosamente il dettame chiaro dell’art. 13 della legge 26 che prevedeva precisi criteri per individuare chi aveva diritto ad avere ancora il posto di lavoro, anche all’interno di un nuovo soggetto, chiariva ancora quali fossero i criteri per stabilire i livelli. Farina e, purtroppo, anche Zinzi, che in un certo momento ci ha messo il suo, hanno scarnificato quella legge con una serie di iniziative, a partire da quella della Commissione di Verifica, creando ulteriori e insopportabili sperequazioni di trattamento tra i dipendenti del Consorzio.

    Monti, con la spending review, ha follemente ridato ai Comuni tutte le competenze, creando una confusione normativa spaventosa.

    Nei giorni scorsi, di fronte alla crisi cronica del Consorzio, di fronte ai 5 stipendi non pagati, di fronte ai dipendenti che cominciano seriamente ad essere agitati, il Presidente della Provincia ha assunto un’iniziativa importante e, davanti alla Commissione Parlamentare, arrivata a Caserta per audire lui ed altri, ha detto chiaro e tondo che il parere del Ministero dell’Economia, che riattribuisce alla GISEC la potestà di soggetto esattore della Tarsu – Tia, finisce per accrescere ulteriormente il caos, dato che quel parere non chiarisce se ci sono e quali sono i limiti di attuazione della legge 26 rispetto alla legge 135 sulla spending review. Che fa la GISEC? riscuote la Tarsu – Tia e poi i soldi del gettito li passa ai Comuni, che a loro volta gestiscono il servizio e che con quei soldi fanno vincere la gara per la raccolta a chi gli pare e piace? Sarebbe una follia ed un garbuglio senza precedenti. A questo punto non resta che aspettare la risposta al nuovo e forse decisivo quesito che Zinzi ,attraverso la Prefettura, ha rivolto al Ministero dell’Economia. la Legge 26 è considerabile ancora una legge speciale. E se è tale la GISEC, diventando soggetto riscossore della Tarsu-Tia, conserverà questo suo ruolo anche dopo il 31 dicembre, quanto la Tarsu andrà in soffitta? Ora è inutile mettere in campo le varie ipotesi, altrimenti occorrerebbe scrivere un trattato. Non ci resta che aspettare il contenuto del parere ministeriale.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 13 ottobre 2012 ALLE ORE 11:56