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    IL PROCESSO A COSENTINO – Il boss Pentito o’ Drink si contraddice su Vassallo e Bortolotto


          Lungo controesame dei difensori dell’ex Sottosegretario che hanno evidenziato alcune significative incongruenze relative alle dichiarazioni dell’ex reggente del clan Bidognetti CASTEL VOLTURNO – CASAL DI PRINCIPE –  Si è concluso pochi istanti fa (sono le 15.31 mentre scriviamo) il controesame al collaboratore di giustizia Luigi Guida, cioè l’interrogatorio condotto dagli avvocati difensori […]

     

     

    Nelle foto, da sinistra Nicola Cosentino e Luigi Guida

     

    Lungo controesame dei difensori dell’ex Sottosegretario che hanno evidenziato alcune significative incongruenze relative alle dichiarazioni dell’ex reggente del clan Bidognetti

    CASTEL VOLTURNO – CASAL DI PRINCIPE –  Si è concluso pochi istanti fa (sono le 15.31 mentre scriviamo) il controesame al collaboratore di giustizia Luigi Guida, cioè l’interrogatorio condotto dagli avvocati difensori di Cosentino, nell’ambito del processo Eco 4..

    Nell’aula bunker del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, gli avvocati della difesa dell’ex parlamentare del Pdl, Nando Letizia e Agostino De Caro, hanno domandato a Guida di precisare alcune vicende riguardanti la gestione della discarica Bortolotto e quella delle estorsioni a Gaetano Vassallo.

    Al termine del controesame abbiamo raccolto qualche informazione al riguardo e secondo i difensori di Consentino, “Guida in più occasioni non ha fornito dichiarazioni precise su fatti e situazioni su cui è stato incardinato il processo“.

    Per il collegio difensivo sarebbero 3 i fatti esternati e raccontati da Guida in cui risalterebbero delle evidenti delle contraddizioni.

    Alla domanda formulata dagli avvocati sui suoi presunti incontri con Gaetano Vassallo, Guida ha risposto “L’ho incontrato tra il 2001 e il 2004...”. Al riguardo ha fatto notare la difesa che Vassallo fu detenuto ininterrottamente dal 2002 al 2003.

    Guida secondo la difesa si sarebbe contraddetto anche sulla vicenda della discarica Bortolotto di Castel Volturno. Stando alle dichiarazioni del pentito la stessa fu riaperta a seguito di un suo intervento sull’allora sindaco Antonio Scalzone e sull’assessore all’Ambienta Domenico Giancotti.

    Sempre la difesa ritiene questa ricostruzione storica poco precisa, in quanto la discarica Bortolotto nel 2001 fu riattivata su ordine delle prefetture per sopperire all’emergenza rifiuti. All’epoca il sindaco Scalzone emise anche un’ordinanza riguardante il divieto di transito degli autocompattatori sul territorio.

    La discarica di Castel Volturno, poi fu riaperta una seconda volta tra il 2003/2004 sotto la gestione Scalzone, ma su preciso ordine del commissariato di Governo per l’emergenza rifiuti in Campania, diretto da Catenacci. All’epoca furono sversati in loco Frazione Organica Stabilizzata e Sovvalli.

    Infine, le domande degli avvocati hanno riguardato anche le presunte estorsioni subite da Vassallo. Per il pentito, Vassallo “poichè era considerato un loro uomo” non avrebbe subito estorsioni.

    I difensori hanno fatto notare che si sarebbe concluso un processo iniziato nel 2008 su presunte pressioni del clan subite proprio dall’imprenditore dei rifiuti, contestando in questo modo l’affermazione, fatta da Guida, sulla presunta affiliazione di Vassallo al clan dei Casalesi.

    Max Ive

     

     

    PUBBLICATO IL: 28 ottobre 2013 ALLE ORE 16:21