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    AGG. 18,03 – IL PRINCIPE E LA SCHEDA BALLERINA, la parola a Vargas: le pressioni di Nicola Schiavone per sostenere Cosentino. “Ultimi sindaci di Casale decisi dal clan”


      Il collaboratore di giustizia ascoltato dai pm e dal giudice Rossi ha raccontato in aula la sua versione dei fatti sulle elezioni amministrative di CASAL DI PRINCIPE nel 2007   AGG. 18,03 –  ”Nelle elezioni comunali tenutesi a Casal di Principe nel 2005 e nel 2007 i candidati poi eletti sindaci, Pasquale Martinelli e […]

    Nella foto, Nicola Cosentino

     

    Il collaboratore di giustizia ascoltato dai pm e dal giudice Rossi ha raccontato in aula la sua versione dei fatti sulle elezioni amministrative di CASAL DI PRINCIPE nel 2007

     

    AGG. 18,03 –  ”Nelle elezioni comunali tenutesi a Casal di Principe nel 2005 e nel 2007 i candidati poi eletti sindaci, Pasquale Martinelli e Cipriano Cristiano (ultimo sindaco prima dello scioglimento del consiglio comunale per camorra), furono decisi da Nicola Schiavone, figlio di Sandokan. Dopo queste elezioni arrivò un fiume di danaro per lavori pubblici, tra i 10 e i 20 milioni di euro che andarono alle ditte del clan“.

    Lo ha affermato il collaboratore di giustizia Roberto Vargas (collegato in videoconferenza) al processo “Il Principe e la Scheda Ballerina” in corso al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che vede imputato l’ex sottosegretario Nicola Cosentino per reimpiego di capitali illeciti con l’aggravante di aver agevolato il clan dei Casalesi in relazione alla costruzione di un centro commerciale, peraltro mai realizzato. Vargas, condannato con sentenza definitiva per un triplice omicidio del 2009, rispondendo alle domande del pm della DDA Antonello Ardituro, ha spiegato “che il clan dei Casalesi, in particolare gli Schiavone, da inizio anni ’90, hanno sempre scelto i sindaci di Casale, tranne Renato Natale; il clan ha sempre sostenuto Forza Italia e poi il Pdl, in quanto Cosentino era, così come Gennaro Coronella (ex senatore Pdl, ndr), a nostra disposizione. Entrambi però erano restii a incontrare i camorristi“.


    Cosentino – ha aggiunto Vargas – era furbo, e i contatti con lui, dal 2005 in poi, li teneva solo Nicola Schiavone; questi ci disse che non dovevamo estorcere nulla alle pompe di benzina Agip aperte dalla famiglia Cosentino in quel periodo nè potevamo presentarci ai cantieri della centrale di Sparanise dove c’erano interessi del politico“.
    Vargas ha citato anche l’ex consigliere regionale della Campania dell’Udeur Nicola Ferraro, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. “Ferraro – dice – incontrava i camorristi senza problemi; la lista Udeur alle varie elezioni, grazie al nostro appoggio, prese parecchi voti“.
    Vargas ha raccontato poi, senza però distinguere tra le due tornate elettorali, “che in ogni lista c’erano uomini vicini al clan, poi diventati consiglieri e assessori al Comune di Casale, c’erano tra gli altri Erminio Schiavone, parente di Sandokan, un parente di Peppe Russo o’ padrino, i nipoti dell’imprenditore Apicella (condannato in Spartacus), Antonio Corvino, figlio di Gaetano, colui che ospitò il summit di mafia interrotto nel cosiddetto ‘blitz di Santa Lucia’ (nel 1993)“.
    Sui lavori concessi dalle due amministrazioni alle ditte colluse, Vargas riferisce esplicitamente delle “opere di rifacimento dei marciapiedi che dalla rotonda di Casale arrivavano a Villa Literno. Il lavoro fu affidato da Nicola Schiavone a me e mio fratello Pasquale che lo demmo a nostro cugino Michelangelo Madonna (ex consigliere provinciale) che aveva una ditta; anche lui, sin dall’inizio militante di Forza Italia, fu eletto alla Provincia grazie ai voti del clan. Gli altri appalti andarono ad Apicella e alle aziende a lui collegate“.
    L’esame di Vargas e’ stato poi sospeso in quanto solo qualche giorno fa la DDA ha deposito i verbali di tre interrogatori da lui resi e mai allegati agli atti, relativi alla centrale elettrica di Sparanise; sul punto, come deciso dal collegio presieduto da Orazio Rossi su sollecitazione del legale di Cosentino Agostino De Caro, si riprenderà alla prossima udienza (il 20 dicembre ma è probabile il rinvio per l’astensione degli avvocati) per dare possibilità ai difensori di preparare la difesa.
    Solo il 3 dicembre siamo stati avvisati del deposito, ma i difensori degli altri imputati non hanno avuto alcuna notifica” ha spiegato De Caro. “La mancata notifica e’ stato un errore della cancelleria” ha ammesso Ardituro.

     

     

     

     

    SANTA MARIA CAPUA VETERE - C’era “pressione” da parte del boss Nicola Schiavone per favorire la lista presentata da Nicola Cosentino, come coordinatore del Pdl, per le amministrative a Casal Di Principe nel 2007. E’ quanto racconta Roberto Vargas, collaboratore di giustizia, ex braccio destro di Francesco Schiavone, Sandokan, durante l’udienza per il processo “Il principe” presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, davanti alla prima sezione penale, presieduta da Orazio Rossi. Nel processo, l’ex sottosegretario all’Economia e’ imputato per rimpiego di capitali illeciti aggravato dall’articolo 7. Vargas ricostruisce un intreccio ramificato tra camorra e politica attraverso la composizione delle liste da presentare alle amministrative; “era tutto organizzato”, dice, per permettere ai camorristi di essere i “padroni” del comune.

    In particolare, l’ex braccio armato di Sandokan, racconta della pressione che ci fu da parte di Nicola Schiavone quando un suo cugino, Michelangelo Madonna, interrompe i rapporti con Cosentino perche’ quest’ultimo avrebbe favorito Enrico Martinelli nella lista e non lui. “Un affronto“, che Madonna, all’epoca gia’ consigliere provinciale di Forza Italia, non perdona, tanto che decide di presentare una sua lista a parte. In quell’occasione, dice Vargas durante l’esame del pm Antonello Ardituro, Schiavone organizzo’ una riunione per dire a Madonna che non doveva mettersi contro Cosentino: “Nicola e’ persona mia, una persona di fiducia, amico di mio padre e devi metterti a disposizione perche’ non possiamo far cadere la giunta visto che devono arrivare molti fondi“.

    Il collaboratore parla di quelli che erano i maggiori referenti politici dei Casalesi, ma precisa che Cosentino “e’ molto furbo: si incontrava solo con Nicola Schiavone“. In apertura di udienza, l’avvocato di Cosentino, Agostino De Caro, ha denunciato al collegio il ritardo del deposito degli atti inerenti gli interrogatori a Vargas sulla centrale di Sparanise. “Un argomento nuovo, a me sconosciuto – dice – il deposito e’ arrivato il giorno 3 e io non posso svolgere un controesame senza essermi prima documentato“. Quindi ha chiesto il rinvio dell’esame e del controesame. Richiesta avanzata anche dagli avvocati di altri imputati nello stesso processo che hanno riferito di non aver ricevuto nemmeno l’avviso di deposito dei nuovi interrogatori e, di conseguenza, non poter esercitare il diritto di difesa. Il collegio ha deciso di svolgere solo l’esame su atti gia’ conosciuti e rinviare il controesame. La prossima udienza, salvo astensione, dovrebbe tenersi il 20 dicembre prossimo.

    PUBBLICATO IL: 6 dicembre 2013 ALLE ORE 16:55