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    Il boss del clan Mallardo: "Ero in grado di controllare i sindaci di diversi comuni del casertano"


      In alcune intercettazioni Pirozzi parla di assunzioni imposte ad amministratori locali in cambio di voti e fa capire di poter pilotare decisioni di vari comuni del napoletano e del casertano.   NAPOLI – Rapine in serie alle banche, sfruttamento della prostituzione, speculazioni edilizie e contatti assidui con politici e amministratori locali: un’operazione dei carabinieri del Noe […]

    Nella foto Domenico Pirozzi

     

    In alcune intercettazioni Pirozzi parla di assunzioni imposte ad amministratori locali in cambio di voti e fa capire di poter pilotare decisioni di vari comuni del napoletano e del casertano.

     

    NAPOLI – Rapine in serie alle banche, sfruttamento della prostituzione, speculazioni edilizie e contatti assidui con politici e amministratori locali: un’operazione dei carabinieri del Noe ha consentito oggi di smascherare le attivit… del clan camorristico dei Mallardo, attivo nella zona di Giugliano, in Campania, popoloso centro a nord di Napoli. Nove le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Anita Polito, che ha dedicato un capitolo ai rapporti del clan con l’attivit… politica locale. Sequestrata l’agenzia immobiliare Sab, quartier generale del gruppo dove venivano pianificati i colpi da mettere a segno e venivano prese le decisioni strategiche. L’inchiesta ruota intorno alla figura del boss Domenico Pirozzi, esponente di primo piano della cosca, il quale in un’intercettazione del 9 giugno 2009, due giorni dopo le elezioni provinciali di Napoli, parlando al telefono col nipote, ”lascia sottendere che il clan si sia adoperato affinch‚ un preciso politico potesse essere favorito nella propria corsa elettorale attraverso il controllo e l’indirizzo dei voti”.

    ”E’ ovvio – scrive il gip – che l’inserimento di un politico vicino all’ organizzazione criminale negli enti istituzionali garantirebbe un sicuro accesso alle attivit… di infiltrazione del sodalizio”. In un’altra intercettazione, Pirozzi parla con due uomini di assunzioni imposte ad amministratori locali in cambio di voti e fa capire di poter pilotare le decisioni di vari Comuni del Casertano e del Napoletano: ”Oltre al fatto che soggetti con ruoli nella gestione dell’amministrazione debbono fare il resoconto delle attivit… ad un esponente criminale, si nota come la distribuzione dei posti di lavoro sia ricollegata alla raccolta dei voti, per cui si tiene conto delle famiglie pi— numerose in quanto hanno dato pi— voti”.

    Nell’ambito dell’inchiesta sarebbero indagati anche due appuntati dei carabinieri, accusati di avere accettato regali da Domenico Pirozzi in cambio del trattamento “benevolo” riservato al figlio Antonio, sorpreso pi— volte a guidare senza patente. Un’altra operazione, stavolta dei carabinieri del comando provinciale, ha consentito di fare luce dopo anni su quattro omicidi avvenuti nella zona orientale di Napoli, e in particolare nei quartieri Barra e San Giovanni a Teduccio. Tredici le persone alle quali Š stata notificata l’ordinanza emessa dal gip Antonella Terzi. La svolta Š stata possibile grazie alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, che hanno fatto riaprire i casi dopo anni. Si tratta degli agguati a Ciro Veneruso (26 luglio 1996), Ciro Porro (19 agosto 1996), Luciano Monaco (22 aprile 2005) ed Antonio Erbetti (31 agosto 2006). Chiariti anche i moventi: Veneruso fu assassinato per sancire una pace tra i clan federati del quartiere Barra; Porro per avere offeso la memoria del defunto affiliato Michele Alberto; Monaco per i contrasti con il boss Antonio Formicola; Erbetti perchŠ sospettato di aver fornito al clan Altamura informazioni sul gruppo rivale dei Formicola.

    PUBBLICATO IL: 21 febbraio 2013 ALLE ORE 19:28