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    CAMORRA E POLITICA – I “ricordi” complessi di Vassallo: “Feci avere un fido ai fratelli Orsi dal Monte dei Paschi di AVERSA”


      Nel lunghissimo interrogatorio il pentito che ha dichiarato di aver frequentato a lungo uno psicologo ha ribadito il ruolo di Cosentino, parlando anche di una visita di Giuseppe Valente al suo albergo di Castel Volturno   SANTA MARIA CAPUA VETERE – Le ultime dichiarazioni della lunga deposizione del pentito Gaetano Vassallo, di cui abbiamo […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Sergio e Michele Orsi

    Nel lunghissimo interrogatorio il pentito che ha dichiarato di aver frequentato a lungo uno psicologo ha ribadito il ruolo di Cosentino, parlando anche di una visita di Giuseppe Valente al suo albergo di Castel Volturno

     

    SANTA MARIA CAPUA VETERE – Le ultime dichiarazioni della lunga deposizione del pentito Gaetano Vassallo, di cui abbiamo già dato notizia in tre precedenti articoli. “Feci ottenere dei fidi ai fratelli Sergio e Michele Orsi dalla banca Monte dei Paschi di Siena di Aversa. Garantii io per loro e il direttore della banca volle vedere a cosa servivano quei soldi e quindi si reco’ con noi sulla discarica di Parco Saurino 2 e mi disse ‘Gaeta’, allora sono 500 milioni alla Ati Florambiente e 300 milioni di lire alla Socom‘”.

    Nel processo a carico di Nicola Cosentino, Vassallo, interrogato dal pm Alessandro Milita, ha spiegato che la filiale aversana dei Monte dei Paschi aveva concesso, tra il 2002 e il 2003, dei fidi sulla base di una sua garanzia firmata in favore dei fratelli Orsi di Casal di Principe, titolari dell’Ati Flora Ambiente, poi divenuta parte privata della spa Eco4, e della Socom, l’impresa edile di Michele Orsi, ucciso dal clan poi nel giugno del 2008.

    Sergio Orsi e’ stato condannato a quattro anni e mezzo nel processo principale Eco4 sull’intreccio tra camorra-politica-rifiuti, da cui si e’ staccata poi la costola dibattimentale che vede imputato Cosentino. “Dopo aver ottenuto i fidi li portai a parlare con un imprenditore di Firenze, Mariano Fornaciari, titolare della societa’ toscana Italrifiuti – prosegue il pentito – ma lui non volle scendere a patti con loro. Poi gli Orsi e Cosentino mi estromisero dallo smaltimento dei rifiuti perche’ si doveva realizzare il termovalorizzatore di Santa Maria La Fossa, territorio degli Schiavone, e io, allora, ritirai la garanzia in banca. Cosentino infatti mi disse che vi erano gli Schiavone al comando e, se non sbaglio, fece anche il nome del cognato Peppe, detto ‘o padrino”.

    Sul coso poi dei parlamentari coinvolti, Vassallo ha risposto al pm Milita, affermando: “Di queste persone ci si poteva fidare”, e questa garanzia gli sarebbe stata data  da “Raffaele Bidognetti detto ‘o puffo, il figlio del boss Francesco Bidognetti in occasione di un mio incontro con lui a Casal di Principe, vicino alla statua di Padre Pio. Andavo  la’ quando era latitante per risolvere la questione della apertura del mio hotel a Castel Volturno, dove veniva spesso anche Giuseppe Valente, presidente della Eco4 che prendeva ordini da Cosentino e Angelo Brancaccio, il sindaco di Orta Di Atella che alla epoca era del Pd”. Il pentito ha anche dichiarato che nel periodo successivo al suo pentimento e’ stato sottoposto a sedute presso uno psicologo: “Con il suo aiuto ho rimosso alcuni ricordi del mio ultimo periodo da affiliato, mentre ricordo bene gli eventi precedenti,diciamo fino al 2004, 2005″.

    PUBBLICATO IL: 20 maggio 2013 ALLE ORE 19:12