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    I dipendenti degli impianti dei rifiuti di Caserta rimpiangono i tempi di “paga Pantalone” e chiedono un aumento di stipendio. La Gisec: “Impossibile”


       Stamattina, martedì, la manifestazione di alcuni dipendenti della Fit – Cisl impiegati nell’impianto Stir di S. Maria C.V. La replica anche sulla scelta di portare di 250 tonnellate al giorno di indifferenziato nello Stir sannita di Casalduni. Caserta – I dipendenti degli impianti di trattamento dei rifiuti vivono la loro esperienza professionale come se […]

     

    Nella foto lo Stir di S. Maria C.V.

     Stamattina, martedì, la manifestazione di alcuni dipendenti della Fit – Cisl impiegati nell’impianto Stir di S. Maria C.V. La replica anche sulla scelta di portare di 250 tonnellate al giorno di indifferenziato nello Stir sannita di Casalduni.

    Caserta – I dipendenti degli impianti di trattamento dei rifiuti vivono la loro esperienza professionale come se il tempo si fosse fermato. Sono convinti che il calendario segna ancora gli anni 2000, 2001, 2002 o 2003, quando i Consorzio dei rifiuti rappresentavano una sorta di Bengodi in cui, alla meridionale maniera, si guadagnava molto e si lavorava poco, molto poco.

    Per cui, vivendo incastonati in un tempo che non c’è più, è spiegabile pure che organizzino manifestazioni, come quella svoltasi stamattina, martedì, davanti alla sede dell’amministrazione provinciale.

    Un manipolo di dipendenti dello Stir, cioè dell’impianto di S. Maria C.V., che opera la tritovagliatura dei rifiuti indifferenziati della provincia di Caserta.

    Volevano, spalleggiati dal sindacato Fit-Cisl, un aumento del loro stipendio, rivendicando il riconoscimento delle indennità accessorie.

    Una richiesta formulata al loro nuovo datore di lavoro, cioè alla Gisec, la società che gestisce, appunto, discariche e impianti, il cui capitale è totalmente nelle mani dell’amministrazione provinciale.

    Un dialogo tra sordi, visto che, oggi pomeriggio, la Gisec ha stroncato senza remissioni la richiesta dei suoi dipendenti, non poggiata, come spiegato in un comunicato ufficiale, su alcun fondamento giuridico.

     “Nel 2011 - ricorda la nota di Gisec -  c’è stato un accordo con le segreterie regionali dei sindacati (e quindi anche della Cisl) in base al quale i lavoratori dello Stir sono passati da un contratto collettivo che li inquadrava quali metalmeccanici a un contratto Fise-Assoambiente, a seguito di una verifica dei diversi profili professionali. Il contratto collettivo nazionale del settore ambiente – sottolinea la Gisec – prevede che non è cumulabile l’anzianità di servizio dei lavoratori che prima fruivano di un altro contratto collettivo. Per ottenere un aumento dell’indennità accessoria (circa 100 euro mensili) e quindi il “Parametro A” occorrono 5 anni di anzianità, ma nel settore ambiente e non in altri. La Gisec SpA, quindi, si è attenuta ad operare seguendo il dettato normativo e rispettando il contratto nazionale.”

    Insomma, il sindacato, sarebbe incorso in un clamoroso errore, legato ad una cattiva o ad un insufficiente comprensione dei contenuti del contratto collettivo.

    Ma non è solo questo il fronte che impegna la Gisec nella sua nota di replica, in cui respinge al mittente anche l’accusa, mossa dai dipendenti dello Stir, di aver stipulato un contratto con l’amministrazione provinciale di Benevento per trasportare rifiuti casertani nell’impianto Stir di Casalduni. Per la Gisec non si determinerebbe alcuno spreco come invece sostiene il sindaco, preoccupato, probabilmente, perchè teme un depotenziamento dell’impianto di S. Maria C.V.

    Le critiche vengono bollate come “strumentali e prive di fondamento“.

    Con la Provincia di Benevento – spiega nella sua nota la Gisec –  è stato siglato un ottimo accordo, che consente di conferire 250 tonnellate al giorno di rifiuti presso lo Stir di Casalduni. Tale operazione viene effettuata per preservare la discarica “Maruzzella” di San Tammaro che, ricordiamolo, va utilizzata solo per conferirvi i rifiuti attualmente abbancati nel sito di Ferrandelle. Opera, quella dello svuotamento di Ferrandelle, che contribuisce ad un’importante azione di tutela ambientale, che, prima dell’intervento di Gisec, nessuno aveva finora mai svolto.”

    Ultimo passaggio dedicato alla questione della mancata attivazione dell’impianto di compostaggio, per il trattamento dei rifiuti umidi, a San Tammaro. Anche qui Gisec respinge le accuse.

    Ad oggi non è stato ancora attivato per chiare responsabilità della Regione Campania, che attualmente è il soggetto titolare di tale struttura. Gisec ha più volte sollecitato affinché l’impianto venga messo al servizio del ciclo integrato dei rifiuti della provincia di Caserta e quindi immediatamente utilizzato.”

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 27 novembre 2012 ALLE ORE 19:06