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    I 14 ARRESTI DEI CASALESI, ECCO I NOMI DEI COMUNI e degli appalti su cui il boss Panaro aveva messo gli occhi: l’intreccio con le elezioni Regionali e Provinciali e il caso ALVIGNANO


        I Casalesi, ai loro massimi livelli erano particolarmente interessati alla dinamica delle gare nel comune in cui era sindaco ed è sindaco Angelo Di Costanzo. Nell’ordinanza viene fatto preciso riferimento a 4 opere in cantiere. IL RACCONTO DEL MODO CON CUI LA PROFESSORESSA ROMANO la su famiglia avrebbero coperto la latitanza del ras […]

     

     

    Nelle foto, da sinistra Antonio Diana e Nicola Panaro

    I Casalesi, ai loro massimi livelli erano particolarmente interessati alla dinamica delle gare nel comune in cui era sindaco ed è sindaco Angelo Di Costanzo. Nell’ordinanza viene fatto preciso riferimento a 4 opere in cantiere. IL RACCONTO DEL MODO CON CUI LA PROFESSORESSA ROMANO la su famiglia avrebbero coperto la latitanza del ras

    SAN CIPRIANO D’AVERSA – Alla fine della sua latitanza, il reggente del clan dei Casalesi, Nicola Panaro, sarebbe stato aiutato e ospitato dalla professoressa Giuseppa Giovanna Romano, la 54enne arrestata ieri, martedì, assieme ad altre 14 persone accusate di essere i fiancheggiatori del clan dei Casalesi, in una villa con piscina a San Nicola Arcella, in provincia di Cosenza.

    E’ quanto emerge dalle indagini condotte dalla Dda di Napoli rappresentata dai Pm Giovanni Conzo, Cesare Sirignano, Antonello Ardituro e Catello Maresca, coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Greco.

    Sempre secondo le tesi della Dda, il latitante prima di essere arrestato avrebbe trascorso anche un capodanno con la famiglia della prof., quello del 2010. L’accusa dei magistrati napoletani si basa sulle dichiarazioni rese dal giovane pentito Raffaele Maiello, braccio destro di Carmine Schiavone, figlio di Sandokan.

    PANARO CONTROLLAVA GLI APPALTI MEDIANTE UN SITO INTERNET - Gli inquirenti, nel contempo, sono riusciti  anche a ricostruire il modus operandi del boss nel controllo degli appalti che venivano monitorati mediante un sito specializzato nella pubblicazione dei bandi.

    Mediante un elenco cartaceo rinvenuto nel rifugio del boss, con tanto di segni che evidenziavano probabilmente i possibili cantieri da visitare, gli inquirenti sono convinti che il reggente dei Casalesi intendeva incidere o far sentire il peso del clan sull’affidamento degli stessi bandi di gara.

    Ecco l’elenco completo dei cantieri o degli appalti contrassegnati:

    Lavori di sistemazione della frana sulla Sp 333 ex Ss 264 nel comune di Bellona, per un importo pari a 191.665,50;

    Potenziamento della sicurezza urbana dell’incrocio di via Monti, in via Appia e Viale delle Industrie nel comune di San Marco Evangelista, per un importo pari a 115.215,36.

    Lavori di sistemazione di sistemazione della copertura delle cappelle cimiteriali nel comune di Alvignano, per un importo di 85.700 euro;

    Lavori di adeguamento funzionale della rete di drenaggio a Marcianofreddo e opere per la depurazione delle acque nel comune di Alvignano, per un importo di 101.520, 82;

    Lavori di riqualificazione del centro urbano cittadino nel comune di Alvignano, per un importo di 1.624,647,02;

    Ristrutturazione e potenziamento della rete fognaria comunale nel comune di Formicola, per un importo di 157.825, 34;

    Concessione di progettazione, costruzione e gestione degli impianti fotovoltaici nel comune di Letino, per un importo di 3.500.000 euro.

    Affidamento di concessione del servizio di riscossione ordinaria e coattiva per l’Imu, la Tares e via dicendo nel comune di San Marcellino, per un importo di 612.000 euro.

    Progettazione, realizzazione e manutenzione del nuovo polo scolastico di Alvignano, per un importo di 1.200.000;

    Un affidamento di lavori pubblici nel comune di Piana di Monteverna per un importo inferiore a 750.000 euro. 

    LE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE: LE TELEFONATE DI ANTONIO DIANA E DEL FIGLIO AL “DOTTORE AUGUSTO” E AL “COMPARE MIMMO”Antonio Diana da Lusciano, considerato dalla Dda di Napoli uno dei fiancheggiatori di Nicola Panaro, assieme ai suoi familiari  avrebbe tentato di racimolare voti per le elezioni amministrative alla provincia di Caserta tenutesi nel 2010.

    E’ quanto viene evidenziato nell’ordinanza di custodia cautelare a carico dei 14 presunti supporters del clan Panaro.

    In data 28 marzo 2010 sono state carpite e controllate alcune telefonate-conversazioni tra Antonio Diana e un certo Dottore, con nome di battesimo di Augusto.

    A seguito di riscontri effettuati sull’utenza telefonica si è riusciti ad identificare il Dottore Augusto nella persona di Augusto Abategiovanni, ex consigliere comunale Udc a Lusciano. A chiamare Antonio è il Dottore Augusto che lo invita a visitare delle “belle amicizie” a Parete… a fare mente locale delle persone da incontrare casa per casa.

    Un’altra telefonata, invece è stata intercettata il 26 ottobre 2010 nella quale l’interlocutore non è il Dottore Augusto, ma un certo “Compare Mimmo” che colloquia con il figlio di Antonio Diana, Giuseppe. In tale frangente Giuseppe formula una proposta: gli servono 4 voti alla Regione, perchè alla Provincia li daranno al Dottore Augusto. Compare Mimmo gli risponde di no, ma nel contempo Giuseppe insiste per incontrarlo a casa, per portare del materiale elettorale di una persona conosciuta da una settimana e che se l’avessero conosciuto prima avrebbero ottenuto un bel lavoro. Sempre il figlio di Antonio sostiene telefonicamente che si tratta del sindaco di Alvignano (cioè Angelo Di Costanzo)”.

    Come potete ben notare, leggendo la sintesi delle intercettazioni telefoniche e del materiale ritrovato nel rifugio del boss Panaro, il reggente dei Casalesi era interessato particolarmente al comune di Alvignano, in quanto su 10 appalti provinciali, 4 erano lavori da eseguire nel comune dell’Alto Casertano.

     

     

     

    PUBBLICATO IL: 23 ottobre 2013 ALLE ORE 13:14