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    GRAZZANISE Barbarie al cimitero. L’ennesimo schiaffo alla comunità emblema di una regressione radicale


    Il paese necessità di umiltà, di lavoro, di riflessione, di autocritica, non di stigmatizzazioni e nemmeno di presunzione acclamatoria che i cittadini, con costanza, negano a qualcuno ad ogni turno elettorale GRAZZANISE – Il paese è stordito. Ancora non è stato metabolizzato il barbaro gesto consumato nel cimitero comunale. Occorrerà tempo prima che quest’ennesima brutta […]

    Il paese necessità di umiltà, di lavoro, di riflessione, di autocritica, non di stigmatizzazioni e nemmeno di presunzione acclamatoria che i cittadini, con costanza, negano a qualcuno ad ogni turno elettorale

    GRAZZANISE – Il paese è stordito. Ancora non è stato metabolizzato il barbaro gesto consumato nel cimitero comunale. Occorrerà tempo prima che quest’ennesima brutta storia venga digerita e buttata definitivamente alle spalle.

    Distruggere loculi è un gesto incivile, uno schiaffo inspiegabile inflitto crudelmente all’intera  comunità.

    Il rito funebre raffigura l’emblema del dolore umano, ritrae fedelmente l’ angoscia che viene plastificata e incastonata in quei loculi. Profanare disumanamente sepolture impone ulteriore e gratuita sofferenza, obbliga nei cari dell’estinto la riproposizione di un’amarezza digerita, la ripresentazione di una sofferenza che il tempo aveva aiutato a sopportare e ad accettare

    In paese si sprecano le dicerie su probabili piste, su possibili moventi che avrebbero portato ignoti delinquenti a compiere tale barbarie. Ricamare su questo episodio è facile, ma capire il perché ed individuare i colpevoli spetta agli inquirenti e noi, fiduciosi nel lavoro dell’Arma, in questa fase preliminare, non osiamo indossare i panni degli investigatori di paese.  Ci limitiamo, invece, a riportare i fatti di cronaca.

    Abbiamo scritto che 5 tombe sono state distrutte, che si tratta di vandalismo (perché al di là dell’esistenza o inesisteza di possibili moventi, della presenza o assenza di un minimo comune denominatore, pur sempre di un gesto vandalo-barbarico si tratta). Per dovere di cronaca abbiamo riportato asetticamente, con tatto, basandoci su fatti, anche che 4 delle tombe vittime del malvagio reato sono congiunti di politici. Lo abbiamo fatto cono onestà giornalistica, senza voler fomentare la “pista” politica, ma questo ad alcuni, lo confessiamo con tristezza, nel nostro contesto territoriale, è proprio difficile farlo capire

    Se chi ha letto il nostro articolo ha  costruito altri collegamenti, ha scrutato tra le righe possibili moventi che non abbiamo scritto sarà stato sicuramente frettoloso nella lettura oppure ha visto malizia là dove non c’era.

    In quello scritto non abbiamo sottolineato il torto immane inflitto alla comunità perché si trattava di un lancio giornalistico, di sola informazione, di pura cronaca. Prima di ritornarci, prima di riprendere la questione avevamo deciso di aspettare, di cercare chiarezza, di percepire le reali reazione delle persone.

    Oggi abbiamo davanti gli occhi il quadro completo. Una tela eterogenea condita da visioni diverse, da dicerie, da paura. Le persone ne parlano poco. Non si spiegano il perché e chi lo fa si avvale di voli pindarici che solo il lavoro degli inquirenti potrà stoppare.

    Adesso possiamo dirlo, lo scriviamo ora perché  ora è proprio questo l’argomento dell’articolo. La vittima principale è il paese. Grazzanise ha dato l’ennesima immagine sgarrupata di se stessa. Noi abbiamo il dovere di riportare queste macerie.

    Riportiamo quotidianamente macerie e degrado perché qua rovine e arretratezza abbondano. Non ci divertiamo a farlo. La stampa contribuisce a dare un’immagine negativa del territorio perché la stampa fotografa il territorio. Per evidenziare il bene che sta sorgendo occorre tempo e occorre che quel bene lavori a tambur battente con fatti, con sostanza.  Se quel bene andrà fino in fondo, e lo farà con purezza noi, statene certi, non ci sottrarremo dall’evidenziarlo.

    Lo sfracello compiuto in cimitero ha dato ai cittadini la certezza che il paese è in una fase di regressione senza precedenti. Chi oggi si propone apertamente di cambiarlo, chiedendo al popolo periodicamente l’ennesima occasione, è parte politica trentennale di Grazzanise e sappiamo bene che le involuzioni  non sbocciano da un giorno all’altro, ma sono figlie di lavorio decennale.

    Il paese necessità di umiltà, di lavoro, di riflessione, di autocritica, non di stigmatizzazioni e nemmeno di presunzione acclamatoria che i cittadini, con costanza, negano a qualcuno ad ogni turno elettorale.

    Grazzanise va a rotoli. Per cortesia ognuno si faccia il proprio esame di coscienza.

    Giuseppe Tallino 

    PUBBLICATO IL: 19 agosto 2013 ALLE ORE 16:08