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    CAMORRA, GLI EREDI DI LA TORRE E LADY VALLANZASCA – La moglie del bel René si impadronì dell’albergo International


        E’ quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Maria Foschini a carico di 18 indagati. La donna, inoltre, non voleva in un progetto cinematografico il giornalista Coen. I La Torre proposero al marito invece di avviare a Milano un centro di smistamento della mozzarella AGG. 16.11 MONDRAGONE - Emergono ulteriori elementi […]

     

    Nelle foto, da sinistra la mozzarella e Renato Vallanzasca

     

    E’ quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Maria Foschini a carico di 18 indagati. La donna, inoltre, non voleva in un progetto cinematografico il giornalista Coen. I La Torre proposero al marito invece di avviare a Milano un centro di smistamento della mozzarella

    AGG. 16.11 MONDRAGONE - Emergono ulteriori elementi dall’ordinanza emessa dal Gip Foschini riguardo i 18 arresti eseguiti stamane tra Ciociaria e Mondragone. Buona parte dell’inchiesta sembra ruotare anche attorno alla moglie del bel René (Renato Vallanzasca). Ecco alcune intercettazioni effettuate a carico di Antonella D’Agostino.

    “Guarda che quell’albergo ce lo prendiamo noi! Lo gestiamo noi!”: sostiene sempre la mondragonese D’Agostino parlando al telefono con Italo Zona, esponente di spicco della cosca un tempo capeggiata dai fratelli La Torre. La donna si riferiva all’albergo International di Mondragone, il cui titolare, Antonio Barbatelli, era stato costretto a lasciare per difficolta’ economiche; la struttura e’ la stessa nella quale il 17 agosto 2012 e’ stato presentato il libro scritto dalla D’Agostino, “Francis Turatello – Faccia d’angelo”. Alla D’Agostino, Barbatelli si rivolgeva perche’ intercedesse con il clan, con cui era in rapporti molto stretti, e ottenesse una dilazione dei pagamenti dovuti dall’imprenditore. Dalle intercettazioni emerge tuttavia che la moglie di Vallanzasca, anziche’ aiutare Barbatelli, sollecitava il clan ad affossarlo e a impadronirsi dell’albergo: “La nuora ha appena partorito, che ce ne frega! Questo e’ proprio un uomo inutile, non ho parole per questo deficiente! Questo e’ proprio un lordo, un coso lordo!”. Quote della struttura, e’ emerso dalle indagini, sono effettivamente state rilevate dalla donna.

    Poi emerge anche una considerazione della moglie di Vallanzasca su un progetto cinematografico…

    “Io sto tribolando con quello …… di Leonardo Coen che mi sta rompendo le balle con questo libro, perche’ lui a tutti i costi vuole entrare nel progetto cinematografico pero’ io non ce lo voglio”. Antonella D’Agostino si riferisce ovviamente al giornalista Leonardo Coen, autore assieme allo stesso Vallanzasca del libro “L’ultima fuga”. La conversazione della donna con il capoclan di Mondragone Giuseppe “Peppino” Perfetto. “Allora – dice ancora la donna riferendosi a Coen – sta trovando delle scuse: la data, non la data e cioe’ perche’ dice, ma no perche’ non facciamo una, cioe’… Peppino, si vuole mettere in mezzo… che dovrei fare ‘La Casalese’ e vedo di farlo con la Mondadori perche’ mi sono scocciata, insomma”.

    Nelle foto, Lady Vallanzasca col marito e l’hotel International di Mondragone

    LA PROPOSTA DEI LA TORRE DI AVVIARE UN CENTRO SMISTAMENTO MOZZARELLE A MILANO - Con il gruppo camorristico dei Perfetto, nato dal disciolto clan La Torre di Mondragone, Renato Vallanzasca stava per mettere in piedi un commercio di mozzarelle a Milano: il progetto pero’ non si concretizzo’ anche a causa della revoca del permesso di lavoro giunto il 22 agosto del 2012 dopo le note polemiche legate alla notizia della sua assunzione in un negozio di abbigliamento di Sarnico, nella provincia di Bergamo. La circostanza emerge dall’ordinanza di custodia cautelare del gip di Napoli Maria Vittoria Fischini emessa su richiesta del pm della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea Cesare Sirignano che oggi ha portato all’arresto di 18 persone tra la Ciociaria e Caserta. La richiesta gli fu direttamente fatta da Italo Zona (anche lui tra i destinatari del provvedimento) che, per conto del clan Perfetto, si occupava delle estorsioni. La conversazione telefonica e’ stata intercettata nel maggio del 2012. “…Rena’ – dice Italo Zona a Renato Vallanzasca – mettiamo una cosa in piedi insieme lassu’… mettiamo un grosso centro di smistamento di mozzarelle… una bella piattaforma… io ti mando tutti i giorni le mozzarelle!”. Zona rassicura Vallanzasca sull’organizzazione del progetto: “…metto tutto io… tu trovami solo il punto e poi te lo gestisci tu… e poi lo facciamo in societa’… tu non devi investire niente”. Dalle intercettazione si evince che Vallanzasca intende aderire al progetto, malgrado il timore per la scadenza, il maggio, del permesso di lavoro. Vallanzasca riesce a trovare anche un locale per la vendita, nella zona Navigli di Milano, e nella conversazione fa intendere di essere fiducioso nel successo del progetto perche’ la mozzarella e’ di ottima qualita’ (“…se e’ come quella (mozzarella) che mi avete fatto magiare giu’…”). La circostanza fa comprendere agli inquirenti che Vallanzasca violando le prescrizioni a cui era sottoposto, si era recato a Mondragone. Il “progetto Mozzarella”, pero’, alla fine, non si realizza: Italo Zona, a causa di un intervento al ginocchio, e’ costretto a rallentare e, nel frattempo, sopraggiunge la revoca, il 22 agosto, del permesso di lavoro. La commercializzazione della mozzarella mondragonese a Milano fu comunque avviata, ma da Giuseppe Perfetto, a capo dell’omonimo gruppo camorristico, con la collaborazione della moglie di Renato Vallanzasca, Antonella D’Agostino. Entrambi sono raggiunti oggi da provvedimenti d’arresto.

    PUBBLICATO IL: 9 dicembre 2013 ALLE ORE 11:39