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    ORE 16.53 ESCLUSIVA – Ecco le dichiarazioni di Gasparin che potrebbero inguaiare Bottino: “Vennero da me lui e Grillo per chiedere la liquidazione di spettanze non dovute. Grillo mi offrì una tangente di 200.000 euro”


      I pubblici ministeri hanno depositato ieri, lunedì, presso il tribunale del Riesame il lungo interrogatorio al direttore amministrativo dell’Asl. TRA POCO ALTRE DICHIARAZIONI CHOC ANCHE SUI POLITICI CASERTA – Come avevamo annunciato ieri, lunedì, le dichiarazioni rese da Gasparin ai magistrati della Dda, che, volontariamente il manager casertano ha chiesto di incontrare, rischiano di provocare […]

    Nelle foto, Angelo Grillo, Giuseppe Gasparin e Franco Bottino

     

    I pubblici ministeri hanno depositato ieri, lunedì, presso il tribunale del Riesame il lungo interrogatorio al direttore amministrativo dell’Asl. TRA POCO ALTRE DICHIARAZIONI CHOC ANCHE SUI POLITICI

    CASERTA – Come avevamo annunciato ieri, lunedì, le dichiarazioni rese da Gasparin ai magistrati della Dda, che, volontariamente il manager casertano ha chiesto di incontrare, rischiano di provocare un vero e proprio terremoto, non solo all’interno di questa inchiesta dei 13 arresti per gli appalti Asl sulle pulizie, ma anche dando innesco ad altre indagini, ugualmente in grado di determinare o produrre sviluppi clamorosi.

    Per dirla in termini gergali, Gasparin “canta”, e come se “canta”. Non ci sta a recitare la parte di vittima sacrificale, di parafulmine che immagazzina in sé tutte le maggiori responsabilità per questa vicenda in cui l’ombra della camorra, anche e soprattutto alla luce di quello che Gasparin Dichiara, va materializzandosi sempre di più.

    Il direttore amministrativo, ascoltato dai Pm, inaugura il suo interrogatorio con quella che è una ammissione piena: “Voglio innanzitutto specificare – dice Gasparin - che delle vicende illecite concernenti il capo A della rubrica (si tratta dell’abuso d’ufficio aggravato dall’articolo 7 contestati a Bottino, Angelo Grillo e Giuseppe Grillo per le proroghe dell’affidamento allo stesso Grillo n.d.d.) parlai, all’atto della presa di possesso del mio nuovo incarico di provveditore presso l’Asl ad un ufficiale dei carabinieri di cui adesso non ricordo il nome. Al suddetto ufficiale riferrii che in effetti gli appalti delle pulizie erano gestiti da Angelo Grillo, persona che io conoscevo come collegata alla criminalità organizzata, ed in particolare al clan Belforte“.

    In poche parole, Gasparin era del tutto consapevole del rilievo criminale di Grillo e, dunque, sapeva che ogni atto fatto a favore di Grillo, era un atto a favore della camorra.

    Non solo dice questo Gasparin, ma specifica che all’ufficiale dei carabinieri in questione avrebbe anche fatto intendere che erano i Belforte a comandare presso l’Asl “Volendomi riferire proprio al controllo che la camorra attraverso Angelo Grillo esercitava presso l’Asl di Caserta“.

    E questo è un altro elemento di novità importante: Gasparin non dice che i Belforte controllavano solo il mega appalto delle pulizie, ma sostiene che nelle loro mani c’era tutta l’Asl.

    Due mesi dopo questo colloquio tra Gasparin e l’ufficiale dei carabinieri, all’Asl arrivò la guardia di Finanza, che sequestrò proprio i documenti relativi alle proroghe, fatte da Bottino a favore della New Splash di Grillo.

    Ed ecco le dichiarazioni di Gasparin che potrebbero complicare la posizione di Bottino: “Ricordo che in quel periodo capitava che Bottino venisse presso di me unitamente ad Angelo Grillo sollecitando un pagamento delle spettanze derivanti degli atti contrattuali e di affidamento a favore delle aziende di quest’ultimo“.

    Gasparin almeno stando a quello che racconta ai Pm si scontra con Bottino e Grillo in quanto, da responsabile del Provveditorato, è, dunque, da unico titolare della potestà nella fase dei pagamenti ai fornitori ,contesta alcune fatture di cui Grillo, sostenuto, sempre secondo Gasparin, pienamente da Bottino, rivendica il pagamento.

    A mio avviso – dichiara l’ex sindaco di Caserta – questi ulteriori pagamenti non dovevano essere effettuati, perchè si riferivano alle superfici non previste nel contratto e che Grillo riteneva che gli dovevano essere pagate in quanto prestazioni da lui effettuate”.

    Lo scontro a questo punto, diventa aspro e lui nomina una commissione, allo scopo di dipanare il contenzioso. Di questa commissione fanno parte l’ingegnere Picierno di Teano (“Lo nominai in quanto padre di Pina, deputata alla camera dei Deputati, che è stata sempre fautrice della legalità“).

    Oltre a Picierno, gli altri nomi erano quelli dell’architetto Di Salvo e dell’architetto Magnetta.

    La commissione dette, in pratica ragione alla tesi di Gasparin. E qui saltano fuori i due decreti ingiuntivi, per un importo complessivo di 1 milione 740mila euro.

    Un altro particolare che noi di Casertace, che di questa vicenda ci siamo occupati a lungo è che “i decreti ingiuntivi furono emessi, à Gasparin a dirlo testualmente, dall’autorità giudiziaria di Roma“.

    Gasparin nelle sue dichiarazioni afferma di non aver mai ricevuto i decreti ingiuntivi e questo ovviamente gli suona strano, “dato che il servizio da me diretto è unico competente per relazionare sulla spettanza o meno di quanto richiesto“.

    A questo punto i pm della Dda chiedono a Gasparin se ha avuto la sensazione che tutta la vicenda dei decreti ingiuntivi non sia stata frutto di una vera e propria manovra ai danni dell’Asl.

    Posso dire solo che Grillo girava, … nel senso che si dava da fare offrendo somme di denaro a titolo corruttivo per sbloccare la pratica di suo interesse. A me offrì 200.000 euro”.

    PUBBLICATO IL: 19 novembre 2013 ALLE ORE 16:58