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    Frode informatica nella Repubblica di San Marino, sequestri per 3,1 milioni di euro della Guardia di Finanza di Caserta


        Scoperta una maxi-evasione Iva Pur non avendo magazzini, depositi e unità commerciali operative, vendevano all’ingrosso e al dettaglio, sia in Italia che all’estero, materiale informatico e di telefonia grazie ad un sistema di frodi carosello aggirando il fisco e non pagando l’Iva. Un raggiro attuato grazie a società fittizie e a fornitori della […]

     

     

    Scoperta una maxi-evasione Iva

    Pur non avendo magazzini, depositi e unità commerciali operative, vendevano all’ingrosso e al dettaglio, sia in Italia che all’estero, materiale informatico e di telefonia grazie ad un sistema di frodi carosello aggirando il fisco e non pagando l’Iva.

    Un raggiro attuato grazie a società fittizie e a fornitori della Repubblica di San Marino godendo dei benefici previsti dalla norma che disciplina i rapporti di interscambio con azienda sanmarinesi.

    La frode è stata scoperta dai finanzieri del Comando provinciale di Caserta che, su disposizione della Procura di Napoli, ha provveduto al sequestro di sei immobili, 56 conti correnti bancari e 8 veicoli per un importo di 3,1 milioni di euro scrivendo nel registro degli indagati sei persone. Le società coinvolte nella truffa avevano sedi a Napoli, Roma, Bologna e Alessandria.

    I relativi amministratori, veri e propri prestanome, oltre a non possedere cognizioni tecniche necessarie per l’espletamento di attività commerciali non avevano alcuna conoscenza di sedi sociali, uffici, depositi, magazzini, unità operative, ricavi realizzati e conti correnti posseduti.

    Gli ingenti quantitativi di materiale informatico veniva acquistato da società fittizie e poi la merce, scontata dell’evasione Iva, veniva ceduta a fornitori compiacenti a prezzi inferiori a quelli di mercato, ledendo in questo modo la concorrenza degli esercizi commerciali in regola con le normative tributarie.

    La truffa ha generato una sottrazione di ricavi allo Stato pari a circa 72 milioni di euro, l’utilizzo di fatture fittizie è stata pari a 4 milioni di euro, mentre l’Iva omessa all’erario è di oltre 13 milioni.

    PUBBLICATO IL: 17 gennaio 2014 ALLE ORE 13:17