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    FALCIANO DEL MASSICO- Incidente mortale in bicicletta ieri pomeriggio, la nipote della vittima : “mio zio non meritava questa morte”


      Adolfo Prata era un lavoratore e un padre esemplare. Falciano si è stretta intorno al dolore della famiglia di Adolfo Prata, l’uomo investito da un furgone guidato da un diciottenne, nel pomeriggio di ieri. La nipote incontrata fuori la casa della vittima ha commentato: “Mio zio era una persona splendida, non doveva finire così“. […]

    da sinistra, la vittima Adolfo Prata, la casa dove abitava in via Magnolie n. 5, la   scritta “posta” vicino al cancello d’entrata

     

    da sinistra, i soccorsi sul posto dell’incidente, i rilievi degli inquirenti, l’azienda agricolo all’esterno della quale è stato trovato la vittima, la frenata del veicolo coinvolto nell’incidente

    Adolfo Prata era un lavoratore e un padre esemplare. Falciano si è stretta intorno al dolore della famiglia di Adolfo Prata, l’uomo investito da un furgone guidato da un diciottenne, nel pomeriggio di ieri. La nipote incontrata fuori la casa della vittima ha commentato: “Mio zio era una persona splendida, non doveva finire così“.

    FALCIANO DEL MASSICO- Stamattina in Piazza Limata, dove ha sede la locale stazione dei Carabinieri, il lutto era impresso nel volto di tutti. L’incidente mortale di ieri ha trascinato nel dolore un intero paese. Adolfo Prata era nato a Sessa Aurunca il 28 ottobre del 1945, . Stando alla testimonianza di un uomo incontrato nel bar dello slargo Limata, dopo tanti anni trascorsi all’estero per motivi di lavoro, il Prata si era trasferito definitivamente nel suo paese d’origine, per trascorrere in serenità la  vecchiaia.

    Dalle 8 circa di stamane, la sua abitazione, in via Magnolie 5 (una delle traverse  via Vigna Venosina, prolungamento di “Corso del Re”) è gremita di gente che va e che viene. Condoglianze, baci di consolazione, abbracci di conforto. Gesti di vicinanza verso una famiglia stravolta improvvisamente. I compaesani sono lì, non scompaiono nel momento più triste. Una vita stroncata tragicamente, in sella a una bicicletta per la solita passeggiata pomeridiana, un “hobby” che Adolfo amava tanto. Una “pedalata verso la morte“, una corsa che è terminata nel peggiore dei modi.

    Il furgone “killer” era guidato da R.M (diciottenne falcianese che aveva frequentato l’istituto sessano “ITIS Florimonte” ma che da un po’ si era dedicato all’agricoltura in assistenza al padre) , che ha ancora non ci crede a quanto accaduto.

    Il ragazzo che l’ha investito è un bravo giovane, mi dispiace tantissimo anche per lui. È solo un ragazzo, è un peccato che debba portare sulle spalle rimorso così grande- ha continuato ancora il cliente del bar.

    La salma non è stata ancora condotta alla residenza dell’estinto. “Probabilmente se ne parlerà domani, siamo distrutti dal dolore“- ha detto una nipote incontrata davanti al cancello d’ entrata di via Magnolie. Le urla dei familiari si sentivano fin sulla strada. Forti, stravolgenti, disperate. La vittima lascia due figli (un maschio e una femmina), di circa 40 anni ciascuno. Una straziante vicenda, . Mio zio era amatissimo da tutti. Mio zio era una persona splendida, un grande lavoratore e un padre esemplare, non meritava tutto ciò“- ha voluto concludere la nipote.

     

    Walter De Rosa

     

     

    PUBBLICATO IL: 5 luglio 2013 ALLE ORE 19:10