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    ESCLUSIVA – “TRADIMENTO” in famiglia per il presidente Zinzi: il cognato della figlia, sindaco di Alife, vota alle primarie PD e si schiera con CAPPELLO


        Roba da democristiani ALIFE - Alessandro Avecone non possiede, evidentemente una forza contrattuale familiare per indurre il fratello Peppino, sindaco di Alife, a rimanere ancorato allo scoglio di Zinzi. Per cui, ha dovuto assistere inerme alla piroetta, da perfetto democristiano d’annata, che Peppino ha compiuto le ultime lezioni primarie del PD, allorquando, attirato […]

     

    Nelle foto, da sinistra, il sindaco di Alife, Avecone e il presidente della Provincia, Zinzi

     

    Roba da democristiani

    ALIFE - Alessandro Avecone non possiede, evidentemente una forza contrattuale familiare per indurre il fratello Peppino, sindaco di Alife, a rimanere ancorato allo scoglio di Zinzi. Per cui, ha dovuto assistere inerme alla piroetta, da perfetto democristiano d’annata, che Peppino ha compiuto le ultime lezioni primarie del PD, allorquando, attirato dalla sirena di Enzo Cappello, si è recato a votare per Matteo Renzi.

    Si capisce bene che un gesto di questo tipo, se è fatto da un sindaco, riveste un significato molto più forte rispetto a quello espresso quando a votare per il segretario del PD si reca un semplice militante dell’UDC.

    Se a questo si aggiunge che Alessandro Avecone, fratello di Peppino è il marito di Mara Zinzi, figlia del presidente della Provincia, si può ben comprendere che questa vicenda contiene in se tutti gli ingredienti dell’intrico politico-familiare.

    Zinzi padre, a quanto si dice, non l’ha presa molto bene. Ma sfumata la rabbia del momento, se Zinzi è un vero democristiano, tra l’altro di estrazione e di origine cappelliana, e lo è senz’altro, allora comprenderà che Avecone ha applicato una regola molto in voga nell’antica Balena bianca: quando su un carro si comincia a stare scomodi, perchè le ruote scricchiolano ed alcuni viaggiatori cominciano anche a ipotizzare che sia pronto per la rottamazione, allora si salta sull’altro carro, soprattutto quando questo ha una carrozzeria già conosciuta.

    Zinzi ha un altro anno da presidente della Provincia, il figlio Gianpiero ha fallito l’aggancio al seggio parlamentare, l’UDC è un partito sconfitto e vicino a tirare le cuoia, dunque, viva Cappello.

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 21 dicembre 2013 ALLE ORE 17:31