Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    Esclusiva / Scandalo Coppola. Incassano 800mila euro di affitti e non pagano 60mila euro di stipendi ai dipendenti di Progetto Industrie, ridotti alla fame


      Anche stamattina manifestazioni e presidi. Bloccato il parcheggio del Crowne Plaza. I dipendenti: “Ci avevano promesso 3 mensilità entro lunedì 19. Non abbiamo visto il becco di un quattrino” Caserta – Ogni mese la famiglia Coppola incassa, a titolo di canone d’affitto degli immobili della Ex Saint Gobain, circa 800mila euro. Se il signor Coppola […]

    Nelle foto alcuni momenti della manifestazione a ridosso del parcheggio del Crowne Plaza. Parcheggio bloccato dal presidio e le vie di accesso all’albergo riempite di immondizia. Foto Max Ive

     

    Anche stamattina manifestazioni e presidi. Bloccato il parcheggio del Crowne Plaza. I dipendenti: “Ci avevano promesso 3 mensilità entro lunedì 19. Non abbiamo visto il becco di un quattrino”

    Caserta – Ogni mese la famiglia Coppola incassa, a titolo di canone d’affitto degli immobili della Ex Saint Gobain, circa 800mila euro. Se il signor Coppola o qualche suo storico e docilissimo pretoriano, come Augusto Tedeschi,  amministratore unico delle aziende fondate da Don Cristoforo da Casal di Principe e i vari compagnucci di quella sorta di circolo del bridge, che è l’Unione Industriali di Caserta, intende confutare questi dati, si faccia avanti che noi lo aspettiamo con una calcolatrice in mano dotata solo dei segni, più e per, dato che i Coppola, delle quattro operazioni, ne conoscono solo due: l’addizione e la moltiplicazione.

    Ora, i 28 dipendenti, tra storici di Progetto Industrie e assimilati in Progetto Industrie dalla Mirabella, costano 50,60mila euro al mese. Se da 7 mesi questi 28 sventurati non percepiscono lo stipendio e a casa hanno una pila di bollette da pagare e di cartelle di Equitalia che ne turbano ogni notte i sogni, mi spiegate perchè su 800mila euro incassati proprio attraverso l’esercizio dei servizi forniti a chi fruisce degli immobili della Ex Saint Gobain, non si riesce a stornare la miseria dell’8% di questo importo per pagare i dipendenti, non di un’azienda che opera sulla luna, ma che garantisce proprio quei servizi, a partire dalla consegna materiale delle fatture agli inquilini, tra cui si annoverano nomi eccellenti, quali l’Asl, l’Equitalia, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, Poste Italiane, il Consorzio idrico e autorità di bacino assortite, oltre ad una serie di titolari di attività commerciali.

    Nelle foto gli striscioni dei manifestanti. Foto Max Ive

    Se ti rivolgi all’anziano Augusto Tedeschi, rappresentante dell’archeoimprenditoria casertana, quella giurassico-monopolista, quella degli inciuci infiniti con la Pubblica Amministrazione, quella che è esistita solamente, perchè è esistito l’assistenzialismo e il rapporto bacato tra economia e politica, per non dire altro, ti dice che la sua speranza è quella di ottenere per Progetto Industrie la cassa integrazione in deroga.

    Ma sono proprio i motivi per i quali l’accesso all’ammortizzatore sociale, è, praticamente impossibile per i lavoratori di Progetto Industrie, a determinare una condanna senza appello del comportamento della famiglia Coppola. In questa vicenda infatti, i requisiti per l’accesso alla cassa non esistono. E sapete perchè? Perchè l’azienda Progetto Industrie non è in crisi. I parcheggi incassano, gli inquilini pagano tonnellate di euro di affitti al mese. Insomma, nessuno dei motivi che possono giustificare la messa in cassa integrazione dei dipendenti di un’azienda di servizi, è evidente. Ed è questo il nocciolo della questione: i Coppola,dei soldi che incassano ogni mese nella ex Saint Gobain, cosa diavolo ne fanno?

    In questi giorni, dalle parti del Crowne Plaza, assediato anche stamattina dagli operai che inibiscono l’accesso al suo parcheggio è arrivato anche il sindaco Del Gaudio, il quale, giustamente si è reso disponibile a partecipare a un tavolo, a condizione che questo venga attivato dalla prefettura.

    Se i Coppola pagano gli operai delle loro altre aziende, se i Coppola possono più facilmente usufruire della cassa integrazione, in imprese del settore edile, come è successo per la Mirabella, perchè alimentano questa tensione proprio nell’ambito di Progetto Industrie?

    Non è che tutto questo serve a far pressioni sull’amministrazione comunale di Caserta, affinchè questa, accetti spericolatamente una modifica dell’Accordo di Programma, in modo che i Coppola possano vomitare altro cemento nell’area?

    E già, 15 anni fa Coppola utilizzò gli operai di Progetto Industrie per fare blocchi stradali e per occupare il Comune di Caserta. Li utilizzò a tal punto da non sottrargli nemmeno un’ora di sciopero dalla busta paga in un anno e mezzo.

    Ora, magari gli eredi di don Cristoforo potrebbero, anche, essere tentati, anche perchè Augusto Tedeschi si aggirava nei pressi anche allora.

    Il dubbio, insomma, nasce spontaneo quando ascolti i rappresentanti della protesta. Ennio Emanuele e Michele Densa, raccontano dell’ultima promessa tradita: “Ci avevano detto che entro il termine della scorsa settimana, avrebbero pagato le mensilità di giugno e di luglio e, entro la giornata di lunedì 19 novembre,  finanche la quattordicesima. Non abbiamo visto il becco di un quattrino. Mentre, abbiamo visto – continuano i tre – due operai della Mirabella salire sul tetto del Crowne Plaza ed ottenere dopo cinque minuti il riconoscimento della cassa integrazione. Ci sentiamo presi in giro, anche perchè quando un nostro collega della Progetto Industrie si è cosparso di benzina all’interno del capannone ex Ucar, circa un mese fa, ha ricevuto dopo pochi giorni la lettera di licenziamento“.

    La giornata della protesta e della rabbia è ancora lunga. Noi di Casertace ve la racconteremo nelle prossime ore.

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 21 novembre 2012 ALLE ORE 13:49