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    ESCLUSIVA S. MARIA C.V. – Il Tar blocca lo scandalo degli appartamenti “taroccati” di Enzo Natale, copyright Mazzotti, in via Martiri di Nassiriya


      Il ricorso, presentato dal Comune, sarebbe stato vinto dall’avvocato Mimmo Santonastaso. Il segnale è arrivato dal diniego opposto ad una richiesta di autorizzazione per l’uso di un altro appartamento per insediarci uno studio professionale SANTA MARIA CAPUA VETERE – Ci sarebbe una sentenza del Tar della Campania, che, finalmente farebbe chiarezza su una delle questioni […]

    Nelle foto, da sinistra, Mimmo Santonastaso, Enzo Natale e Maurizio Mazzotti

     

    Il ricorso, presentato dal Comune, sarebbe stato vinto dall’avvocato Mimmo Santonastaso. Il segnale è arrivato dal diniego opposto ad una richiesta di autorizzazione per l’uso di un altro appartamento per insediarci uno studio professionale

    SANTA MARIA CAPUA VETERE – Ci sarebbe una sentenza del Tar della Campania, che, finalmente farebbe chiarezza su una delle questioni più scandalose della storia recente di Santa Maria Capua Vetere, dove grazie alla disinvoltissima gestione degli uffici tecnico ed urbanistica del Comune si è, a nostro avviso, in maniera criminale, consentito a imprenditori locali e non, di costruire nelle zone F opere destinate ad uffici commerciali, professionali di notai ed ecc.

    In passato molto abbiamo scritto ed ironizzato sulla cosiddetta dottrina Mazzotti, cioè sul lavoro di interpretazione lessicale compiuto su alcune parole costitutive delle norme. E così, per la dottrina Mazzotti, “l’interesse comune” caposaldo normativo che sovrintende alle destinazioni d’uso delle zone F, è diventato anche quello di un notaio che si fa pagare 2000 euro per un atto o la parcella di un commercialista, il quale, per farti una dichiarazione dei redditi ti fa pagare 2, 300, 400 euro o più ancora.

    Il problema è dottrinale. E con questo sarcasmo noi lo abbiamo anche nobilitato. Quale sarebbe l’interesse comune in questo caso? In un caso in cui esiste forse un comune interesse a redigere un atto o ad apprestare un servizio tra fornitore e cliente, ma che esprime tutto ciò, attraverso un negozio giuridico collegato solo ed unicamente al diritto civile.

    Qui di pubblico e di interesse comune, a meno che non si voglia giocare biecamente sull’equivoco, appunto, tutto di tipo lessicale, che può nascere dall’uso di questo aggettivo, non c’è proprio nulla. Entrando nel merito specifico della questione, il comune avrebbe vinto un ricorso al Tar relativo ad immobili costruiti nell’area attigua a via Martiri di Nassirya.

    Si tratta di opere messe in piedi dall’imprenditore Enzo Natale, che, beninteso, non è l’unico ad aver fatto queste cose a Santa Maria Capua Vetere.

    Il comune, di questa vittoria, propiziata anche dal buon lavoro fatto dall’avvocato Mimmo Santonastaso, figlio del defunto senatore e cugino di Biagio Di Muro, non sembra volersi beare più di tanto. E’ calata una cortina di silenzio. E se si è riusciti a sapere qualcosa, ciò è dovuto solo al diniego incassato da un inquilino di quegli stabili che voleva avere il via libera per aprirci uno studio professionale.

    Diniego che potrebbe essere legato proprio ad un provvedimento del tribunale amministrativo regionale, che cercheremo di approfondire.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 3 settembre 2013 ALLE ORE 13:48