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    Esclusiva / S. Maria C.V. – ” Giudice, assolva Franco Cecere”. L’arringa dell’avvocato Crisileo: “Calunnie dai pentiti e vi spiego perché”


      Stamattina, venerdì, la discussione del noto penalista sammaritano, in difesa dell’ex consigliere comunale per il quale il Pm della Dda Conzo, ha chiesto una condanna a 10 anni di carcere per associazione a delinquere di stampo camorristico Santa Maria Capua Vetere - Un’arringa, lunga, circostanziata, in certi momenti anche dura quella tenuta nella tarda […]

    Nelle foto, da sinistra, Franco Cecere e l’avvocato Raffaele Gaetano Crisileo

     

    Stamattina, venerdì, la discussione del noto penalista sammaritano, in difesa dell’ex consigliere comunale per il quale il Pm della Dda Conzo, ha chiesto una condanna a 10 anni di carcere per associazione a delinquere di stampo camorristico

    Santa Maria Capua Vetere - Un’arringa, lunga, circostanziata, in certi momenti anche dura quella tenuta nella tarda mattinata di oggi, venerdì,  tenutasi al tribunale di Napoli, dall’avvoccato Raffaele Gaetano Crisileo in difesa dell’ex consigliere comunale di Santa Maria Capua Vetere, Francesco Cecere.

    Per ben due ore, ininterrottamente, il difensore dell’ex politico sammaritano è stato un fiume in piena ed ha cercato di smontare, pezzo per pezzo, l’impianto accusatorio della Procura della Repubblica partenopea, presso la D.D.A. che, alla scorsa udienza, al termine della requisitoria tenuta dal dott. Giovanni Conzo, pubblico ministero e coordinatore delle indagini di questo processo, aveva chiesto per Cecere dieci anni di carcere per il reato di associazione per delinquere di stampo camorristico ritenendolo un affiliato, un intraneo al clan dei casalesi in quanto ritenuto un informatore del sodalizio al quale – sempre secondo l’ipotesi accusatoria – forniva notizie sugli imprenditori che ottenevano gli appalti o i permessi di costruire dal Comune di Santa Maria Capua Vetere per poi sottoporli a tangenti ed in cambio aveva ottenuto i voti dalla camorra.

    Sono tutte calunnie quelle dei pentiti – ha sottolineato l’avvocato Crisileo – in quanto Francesco Cecere, ad esempio nel 2007 ( periodo in cui il collaboratore di giustiza afferma che Cecere è stato aiutato dal clan nella competizione elettorale), ha ottenuto meno voti del 2002 ( quando non sarebbe stato aiutato da nessuno). Infatti nel 2007 Cecere ottenne 226 preferenze, a differenza del 2002 quando ottennne 250 voti. Sono tutte calunnie quelle raccontate dai pentiti – ha ribadito Crisileo durante la sua arringa – perchè Cecere non ha mai ricoperto l’incarico di assessore, quindi non poteva sapere quale imprenditore si aggiudicava gli appalti o otteneva i permessi di costruire, prima del loro rilascio; quanto a quelli già rilasciati venivano pubblicati mediante affissione nell’albo pretorio comunale. E ciò – ha scandito forte in aula, stamattina l’avvocato – conferma che le accuse del collaboratore di giustizia che parla di Cecere, sono inattendibili, così come sono inattendibili le accuse degli altri collaboratori di giustizia che riferiscono fatti solo per sentito dire
    senza addurre alcun elemento a sostegno delle loro dichiarazioni accusatorie; accuse – ha concluso Crisileo –  che si riducono a mere opinioni e considerazioni personali”. Naturalmente alla fine della sua arrigna, l’avvocato Raffaele Gaetano Crisileo ha chiesto l’assoluzione piena per Franco Cecere. Ora si aspetta la sentenza che verrà emessa a conclusione di tutte le discussioni degli altri avvocati che, man mano, interverranno in difesa dei loro assistiti che hanno scelto, anch’essi, di essere giudicati con il rito abbreviato.

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 5 ottobre 2012 ALLE ORE 16:12