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    ESCLUSIVA. POLITICA, AFFARI E UNA MONTAGNA DI QUATTRINI TARGATI ATO. I retroscena del “tradimento” di Sarro a Cosentino e del fidanzamento ufficiale con Caldoro


    Tutte le tessere del mosaico cotruito in questi ultimi due mesi da Casertace sono andati al loro posto. Tutto parte da un manifesto anonimo fatto uscire per le strade di Napoli sulla transazione attraverso cui la Regione Campania, un anno fa ha graziato la Gori, società cara, molto cara all'uomo che Cosentino ha fatto prima senatore e poi deputato

     

    manifesto

    CASERTA- Ci sono piccoli fatti che, per chi ha una visione abbastanza vasta e militante del quadro politico locale, che va al di là della semplice cronistica quotidiana, si collocano ben al di là dell’apparente normalità, ritualità dei loro contenuti espressivi.

    Se Caldoro, infatti, si complimenta con Sarro per l’ordine del giorno finalizzato ad ottenere aiuti per le zone del Matese, colpite dai terremoti di fine ed inizio anno, ai nostri occhi questo consolida l’idea che Caldoro e Sarro, quest’ultimo tra i promotori di quest’ordine del giorno, abbiano trasformato i loro flirt in un vero e proprio fidanzamento con chiare tracce prodromiche di un matrimonio.

    Mettere insieme le varie tessere di un mosaico che abbiamo cominciato a comporre quasi un anno fa, quando in esclusiva vi abbiamo raccontato di quello che considerammo un regalo da quasi 300 milioni di euro, che la Regione Campania fece alla società pubblico privata Gori Spa, spalmandogli in rate ventennali, addirittura per 10 anni senza l’applicazione degli interessi il maxi debito accumulato nei confronti della Regione proprio dalla Gori, nell’ambito dell’Ato 3 da tempo nelle mani commissariali di Carlo Sarro, per volere di Nicola Cosentino, diventa per noi quasi agevole.

    Sarro frequentava in quel periodo la stanza di Caldoro un giorno sì e l’altro pure. Quella transazione criticabilissima e sicuramente in contrasto con gli interessi economici dei cittadini campani, rinsaldò il loro rapporto.

    Niente di apodittico in questa affermazione, ricca di riscontri anche di tipo politico. Non è casuale, infatti, che siano proprio gli uomini di Caldoro a farsi scappare al telefono di Casertace che Sarro sarebbe l’uomo giusto per provare a comporre la spaccatura tra la corrente Caldoro-Cesaro e quella di Cosentino.

    Casertace scrive quella notizia e Cosentino capisce tutto. Capisce al punto, da dire senza mezzi termini a Sarro, presentatosi nel frattempo  a casa sua per chiedergli la benedizione sulla sua nomina a coordinatore provinciale, che lui non avrebbe mai avallato un’operazione del genere. Cosentino non dice a Sarro tutto quello che pensa e cioè che il nome è frutto di un passaggio, armi e bagagli, anzi,  armi, bagagli e  interessi economici dell’ex sindaco di Piedimonte Matese nella squadra del governatore.

    Ma Cosentino lo pensa e lo pensa per davvero.

    La nomina di Sarro salta, succede quel che succede e arriviamo alla dichiarazione di Caldoro sul terremoto, fatta in questi giorni.

    I due, cioè il governatore e Sarro scoprono di avere molte affinità tra di loro. E oggi ragionano in termini assonanti su quello che si prospetta come l’affare degli affari dell’ultimo scorcio di legislatura regionale: la ridefinizione degli ambiti dei 3 Ato che gestiranno i servizi idrici dell’intera Campania.

    Dal momento della maxi transazione con Gori in poi è tutto un consultarsi fitto fitto. Una consultazione che produce l’abominio di un ambito che dovrebbe mettere insieme la città di Caserta con quella di Napoli. Probabilmente, è proprio questo l’ambito su cui ha messo gli occhi la Gori, cioè la società formata da diversi comuni dell’agro nocerino sarnese e  da privati che portano dritti dritti a Caltagirone.

    Una torta enorme su cui potrebbero giocarsi anche molte delle prossime partite elettorali a cominciare da quella delle Regionali del 2015.

    Gli ambiti dovranno essere approvati dal Consiglio Regionale. E questa porcheria, dell’associazione della conurbazione casertana a Napoli potrebbe anche non passare, in considerazione dei diversi emendamenti presentati, uno tra questi proprio dal Comune di Caserta che chiede di essere ricompreso nell’Ato 1 con le zone confinanti della provincia di Benevento e di quella di Avellino.

    Sarro, dunque, ha lasciato Cosentino. Questo apre prospettive molto interessanti, dato che questo imprevedibile divorzio potrebbe far saltare fuori storie imoportanti e anche retroscena clamorosi relativamente al rapporto tra politica, capitale privato assistito e poteri forti. Noi, non vediamo l’ora.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 31 marzo 2014 ALLE ORE 11:25