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    ESCLUSIVA. I pentiti Di Grazia e Piccolo: “Vi spieghiamo come funzionava il sistema Zagaria”


    Stamattina, a Santa Maria Capua Vetere, udienza del processo a carico dell'ex primula rossa, di Antonio Basco, Giuseppe Russo detto o' padrino e Salvatore Nobis

     

    Nelle foto, da sinistra, Raffaele Piccolo, Michele Zagaria e Paolo Di Grazia

    Nelle foto, da sinistra, Raffaele Piccolo, Michele Zagaria e Paolo Di Grazia

    SANTA MARIA CAPUA VETERE - Si è svolta stamane, venerdì, l’udienza, nel Tribunale di S. Maria Capua Vetere, riguardante il processo a carico di Michele Zagaria, Salvatore Nobis, Antonio Basco detto Pagliarone,  Giuseppe Russo detto il padrino, Alfonso Cacciapuoti, Giuseppe Caterino detto Peppinotto, Pasquale Gianluca Pagano ed altri. In tale frangente è stato ascoltato il collaboratore Paolo Di Grazia, all’epoca dei fatti, appartenente all’omonimo clan attivo su Carinaro ed Aversa. Il pentito  ha affermato che Giuseppe Russo detto o’ padrino era un affiliato dei Casalesi affiancato in primo momento a Giuseppe Quadrano. “Ha sempre fatto parte del clan che egli ha gestito per conto degli Schiavone”. Il collaboratore di giustizia ha anche accusato Antonio Basco di intraneità al clan, di cui era elemento di spicco con ruolo di killer. Le notizie erano state apprese da Sebastiano Caterino in carcere a Carinola negli anni 98-99.

    Caterino avrebbe riferito a Di Grazia di essere in contrasto con  Basco perché autore dell’omicidio del cognato di Sebastiano Caterino. Anche Giuseppe Caterino, detto Peppinotto, secondo quanto sostiene Di Grazia era uno storico affiliato del clan dei Casalesi.

    Il collaboratore Raffaele  Piccolo, ascoltato anche lui, ha riferito che  Alfonso Cacciapuoti era il capo zona di Grazzanise, S.Maria La Fossa e S. Andrea del Pizzone. “Era stipendiato dai casalesi”.  Piccolo (autore prima del pentimento, del triplice omicidio Minutolo, Battista) ha affermato che anche Antonio Basco  era soggetto intraneo al gruppo Iovine, nonchè era cognato di Pasquale Spierto.

    Per quanto concerne Michele Barone e’ stato affermato anche che era un affiliato al clan dei Casalesi ed in particolare al gruppo Zagaria di cui faceva le veci in sua assenza ed unitamente a  Salvatore Nobis.  Michele Barone avrebbe operato anche nel settore degli appalti nelle zone di Casapesenna e nell’Aversano. mentre Antonio Basco è stato definito quale affiliato dal 2006 al 2009.

    Per quanto riguarda Luigi  Iorio detto 33 è stato descritto dai collaboratori di giustizia come un affiliato attivo nel settore delle estorsioni, mentre  Antonio Santamaria e Biagio avrebbero fatto parte del gruppo Zagaria che, secondo quando ha dichiarato il collaboratore di giustizia avrebbe conosciuto nel 2003 a casa di Enrico Martinelli.

    Oggi il  collegio difensivo era rappresentato dagli avvocati  Giovanni Cantelli, Angelo Raucci,  Emilio Martino,  Rosario Avenia,  Gargiulo, Giovanni Zannini, Vincenzo Di Vaio.

    red.cro.

    PUBBLICATO IL: 18 marzo 2014 ALLE ORE 17:10