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    ESCLUSIVA MONDRAGONE. OMICIDIO MORETTA, 20 anni di carcere per il custode di Pineta Prisconte, che evita l’ergastolo


    Gli avvocati Luigi Iannettone e Gianluca Di Matteo riescono ad ottenere l'esclusione delle aggravanti a carico del proprio assistito

     

    Claudio-Piscitiello

    Nella foto, a sinistra Claudio Piscitiello

     

    di Max Ive

    MONDRAGONE – Alla fine Claudio Piscitiello, custode del complesso residenziale di Pineta Prisconte,  accusato di un tentato omicidio e dell’omicidio di Paolo Moretta, l’uomo di 53 anni titolare dell’officina di rimessaggio delle barche di questa località compresa tra Pescopagano e Mondragone, è riuscito ad evitare l’ergastolo, così come era stato chiesto il 5 febbraio scorso dal pm D’Amodio, al termine di una lunga requisitoria nell’ambito di un processo con rito abbreviato conclusosi dopo un anno e mezzo dal delitto.

    Il Gup De Chiara, del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha infatti condannato Piscitiello a 20 anni di carcere, escludendo le aggravanti a carico dell’imputato e riqualificando il reato di tentato omicidio in lesioni ed uso di armi per un episodio a latere dell’omicidio avvenuto nel giugno del 2012, quando Paolo Moretta fu trovato morto in auto a pochi metri dalla banchina del fiume Agnena.

    In tale frangente anche se la condanna a 20 anni è una pena piuttosto consistente, per i difensori di Piscitiello, gli avvocati Luigi Iannettone e Gianluca Di Matteo è stato un buon risultato quello incassato, oggi, mercoledì, consistente nell’evitare l’ergastolo per il proprio assistito.

    PUBBLICATO IL: 5 marzo 2014 ALLE ORE 20:50