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    ESCLUSIVA MONDRAGONE – La Caporetto di Zoccola e di Schiappa sulla vicenda della casa di Augusto La Torre: il Comune si prepara a restituire le chiavi


      Ad inizio luglio la vicenda finì sui giornali provinciali. L’immobile di via Garibaldi dovrà essere diviso, in quanto il 50% non è confiscato. di Massimiliano Ive   MONDRAGONE – Qualche mese fa, precisamente lo scorso mese di luglio, i familiari della famiglia del collaboratore di giustizia Augusto La Torre decisero di rivendicare il loro diritto […]

     

    Nelle foto, da sinistra Giovanni Schiappa, Augusto La Torre e Benedetto Zoccola

    Ad inizio luglio la vicenda finì sui giornali provinciali. L’immobile di via Garibaldi dovrà essere diviso, in quanto il 50% non è confiscato.

    di Massimiliano Ive

     

    MONDRAGONE – Qualche mese fa, precisamente lo scorso mese di luglio, i familiari della famiglia del collaboratore di giustizia Augusto La Torre decisero di rivendicare il loro diritto di entrare nella loro casa di via Garibaldi, per metà confiscata e concessa al Comune di Mondragone e per l’altra metà, ancora di proprietà, appunto, della moglie di Augusto, Anna Maria Giarra.

    Una mattina nel tentativo di visitare il loro domicilio, i parenti di La Torre si trovarono i carabinieri appostati fuori all’edificio, che tra le altre cose versava in condizioni di abbandono, e in tale frangente sui giornali locali la notizia venne ampiamente trattata in quanto l’assessore alla Legalità, Benedetto Zoccola decise di indossare l’elmetto e scendere in campo nella crociata legalitaria per purificare Mondragone e per sottolineare visibilmente il diniego opposto dal comune alla consegna delle chiavi ad un parente di Augusto La Torre.

    Ebbene, a distanza di 2 mesi circa, siamo stati informati del fatto che il comune di Mondragone avrebbe convocato il figlio di Augusto La Torre, Francesco  per concordare termini e condizioni prodromiche alla restituzione (nella veste di procuratore speciale della mamma Anna Maria Giarra) delle chiavi della casa del boss (confiscata in parte) e per concordare le modalità di divisione definitiva dell’immobile che dovrebbe concretizzarsi domani mattina, venerdì.

    Con ogni probabilità all’epoca non si tenne conto del fatto che solo una parte dell’immobile era stata confiscata. Tale particolare venne rivendicato alcuni giorno dopo mediante l’istanza formulata da Francesco La Torre (CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO).

    La vicenda, a questo punto, poteva essere risolta razionalmente senza che divenisse un boomerang politico e amministrativo. Per Zoccola e il sindaco Schiappa questa è una nuova Caporetto.

     

     

    PUBBLICATO IL: 24 ottobre 2013 ALLE ORE 15:36