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    ESCLUSIVA MONDRAGONE – LA CAMORRA DEI LA TORRE-MUZZONI – Droga e ordini nel carcere di CARINOLA, il genero di Emilio Boccolato: “Non dipendevo da mio suocero. I pentiti sbagliano, si è trattata di un’omonimia”


        Si dichiarano tutti innocenti gli indagati ascoltati oggi a Poggioreale. Salvatore Gallo si difende dall’accusa e ribadisce: “Boccolato sono andato a trovarlo solo 3 volte in un anno”.   di Massimiliano Ive MONDRAGONE – Sono stati ascoltati dal Gip De Falco Giannone, stamane, giovedì gli altri indagati colpiti dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere […]

     

     

    Nelle foto, da sinistra, Mario Cuoco, Salvatore Pierluigi Gallo, Nerino Neri ed Emilio Boccolato

    Si dichiarano tutti innocenti gli indagati ascoltati oggi a Poggioreale. Salvatore Gallo si difende dall’accusa e ribadisce: “Boccolato sono andato a trovarlo solo 3 volte in un anno”.

     

    di Massimiliano Ive

    MONDRAGONE – Sono stati ascoltati dal Gip De Falco Giannone, stamane, giovedì gli altri indagati colpiti dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere che ha visto coinvolte ben 35 persone, tutte accusate di essere appartenenti e fiancheggiatori del clan La Torre-Boccolato-Muzzoni.

    In aula si sono susseguite le dichiarazioni di innocenza Mario Cuoco, Nerino Neri, Vincenzo Palumbo e Salvatore Gallo (Pierluigi) nonchè degli altri indagati.

    Nessuna platealità nelle esternazioni proferite dagli inquisiti innanzi al giudice. Unico elemento nuovo da registrare è la dichiarazione di Salvatore Gallo (Pierluigi), che oltre a dichiararsi innocente ha contesto il fatto (così come è trascritto anche nell’orginanza) di svolgere il compito di eseguire le direttive del suocero Emilio Boccolato in materia di estorsioni e di procacciamento per i detenuti di sostanze stupefacenti da introdurre all’interno del carcere di Carinola.

    Salvatore Gallo, al riguardo, ha precisato che in un anno era andato a trovare il suocero solo 3 volte in carcere e si è dichiarato estraneo da qualsiasi fatto a lui contestato, sostenendo che le dichiarazioni rese dai pentiti si riferiscono ad un’altra persona, quindi, sempre secondo quanto ha detto Gallo, si è trattato di un caso di omonimia.

     

     

     

    PUBBLICATO IL: 5 dicembre 2013 ALLE ORE 16:47