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    ESCLUSIVA MONDRAGONE – LA CAMORRA DEI LA TORRE-BOCCOLATO. Nessuna scarcerazione per il “guardiano” Cipriani, la difesa “perplessa” sulle ragioni del Riesame annuncia il ricorso in Cassazione


        A poche ore dal rigetto dell’istanza presentata, l’avvocato Zannini spiega che l’uomo accusato dalla Dda di associazione mafiosa poteva essere liberato in quanto: “dal marzo del 2009 in poi e’ stato detenuto e dunque nella materiale impossibilità di contribuire alle sorti del clan… i fatti, per i quali fu liberato, poi risalgono al […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Lorenzo Cipriani, Mario Cuoco e Carlo Neri

     

    A poche ore dal rigetto dell’istanza presentata, l’avvocato Zannini spiega che l’uomo accusato dalla Dda di associazione mafiosa poteva essere liberato in quanto: “dal marzo del 2009 in poi e’ stato detenuto e dunque nella materiale impossibilità di contribuire alle sorti del clan… i fatti, per i quali fu liberato, poi risalgono al lontano 2001″ 

     

    di Max Ive

    MONDRAGONE – Il giorno dopo la decisione del tribunale del Riesame di Napoli di rigettate l’istanza di scarcerazione presentata dall’avvocato Giovanni Zannini, nella quale si chiedeva allo stesso tribunale delle Libertà di revocare il provvedimento disposto dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del “guardiano” di Pescopagano, Lorenzo Cipriani, la difesa ha deciso di palesare le proprie perplessità e ha anche annunciato di ricorre in Cassazione. (CLICCA QUI PER LEGGERE IL NOSTRO ARTICOLO).

    Ovviamente, come ricorderanno i lettori di Casertace, su Lorenzo Cipriani pesano alcune gravi accuse mosse dalla Dda di Napoli, riguardo non solo una remota storia di tangenti per la costruzione dei marciapiedi e per la realizzazione della condotta idrica di Pescopagano, ma tra i capi di accusa formulati a suo carico nell’ordinanza che ha colpito 35 presunti esponenti del clan La Torre Boccolato, figura quello previsto e disciplinato dall’articolo 416 bis (Associazione di tipo mafioso).

    Nel contempo, il legale di fiducia di Lorenzo Cipriani, stamane, venerdì ci ha tenuto a precisare: “Sono rimasto davvero meravigliato del rigetto del ricorso proposto nell’interesse di Lorenzo Cipriani. Ritengo, infatti, che anche il Cipriani doveva essere rimesso in libertà al pari del Cuoco e del Neri. Cipriani – sottolinea Zannini – dal marzo del 2009 in poi e’ stato detenuto e dunque nella materiale impossibilità di contribuire alle sorti del clan. Per il resto i collaboratori di giustizia lo legano ad una vicenda del 2001 per la quale già risultava essere stato liberato. Aspetteremo e leggeremo con attenzione le motivazioni del Riesame – conclude l’avvocato –  che rispettiamo ma che in ogni caso impugneremo in Cassazione”.

    PUBBLICATO IL: 20 dicembre 2013 ALLE ORE 12:33