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    ESCLUSIVA MONDRAGONE. Dopo l’inferno de Le Iene, a Pescopagano società civile e Chiesa si mobilitano. Don Guido: “Occorre essere audaci e creativi”


    Il consacrato della Piccola Casetta di Nazareth scrive alla Comunità e al suo vescovo. Intanto ecco come in mezzo a tanto degrado c'è chi porta un messaggio di speranza. Al di fuori del contesto parrocchiale in embrione anche la creazione di un comitato pro Pecopagano

     

    Nelle foto, da sinistra, Don Guido Cumerlato e la Grotta di Lourdes presso la chiesa di Pescopagano

    Nelle foto, da sinistra, Don Guido Cumerlato e la Grotta di Lourdes presso la chiesa di Pescopagano

     

    di Massimiliano Ive

    MONDRAGONE – Tre giorni dopo il video servizio choc realizzato da Le Iene nell’enclave territoriale compresa tra Castel Volturno e Mondragone, abbiamo deciso di tornare in loco e di visitare una piccola isola di speranza, la Chiesa di “frontiera” di San Gaetano Thiene gestita dai missionari e missionarie della Piccola Casetta di Nazareth. In effetti a Pescopagano, c’è chi, lontano dai clamori della politica da avanspettacolo e dai media, opera attivamente su un territorio abbandonato e distrutto da scellerate scelte amministrative del passato e dagli speculatori edilizi. Stiamo scrivendo di un piccolo Don Bosco dell’era moderna. Il suo nome? Don Guido Cumerlato. Noi lo conosciamo dal 2006, quando giungendo sul posto per la prima volta lo intravedemmo prima a bordo di un autobus parrocchiale con tanti bambini prelevati lungo quelle strade fatte di detriti, fango, acquitrini e senza arredo urbano di Pescopagano; e poi con la carriola, la pala e il lungo vestito nero del suo ordine sporco di cemento nel mentre lavorava con gli operai nell’erigere qualche opera sacra che oggi contornano le struttura architettoniche della chiesa e della Grotta di Lourdes.

    Ebbene, se da un lato c’è l’inferno rilanciato in rete grazie alle immagini de Le Iene, in loco c’è anche un po’ di Paradiso in terra, che ha deciso di prendere ufficialmente posizione dopo la denuncia mediatica. Don Guido Cumerlato, oggi lo abbiamo trovato intento a preparare il Carnevale dei bambini di Pescopagano ( a dire il vero, qui grazie all’Istituto paritario della Stella Degli Angeli giungono anche molti bambini di Castel Volturno e di Mondragone), nonchè ad impartire direttive ai membri del centro Caritas (quello più organizzato del territorio rivierasco dopo il Centro Fernandes), e nello stesso istante ad organizzare i riti religiosi, i corsi per le comunioni e per le coppie dei fidanzati… nonchè a dare un’occhiata al centro di Ascolto, al campo sportivo dove si allenano i ragazzi di Pescopagano e a lanciare il progetto, curato dall’Acr dell’Oratorio Don Salvatore Vitale (fondatore della Piccola Casetta di Nazareth).

    Il sacerdote ci ha consegnato una lettera che pubblichiamo integralmente. Vi rimandiamo alla lettura del testo, ma nel contempo vi anticipiamo solo che in zona si sta tentando di mettere su un comitato anche per dare una risposta concreta ai problemi del territorio in questione. Don Guido, dal canto suo, come autorità religiosa ha deciso di incoraggiare tutte le iniziative sane che nascono dal quartiere di Pescopagano e di incentivare e spronare tutti coloro che in silenzio operano nel e per il bene al fine di lavorare ad una “possibilità di rimedio“.

    Da anni qui ci sono persone che stanno lavorando indefessamente… che operano per dare una risposta ai molteplici problemi di questa comunità, sia materiali che spirituali. Oggi, forse occorre fare di più“.

    Don Guido si ispira al messaggio rivolto ai cristiani da Papa Francesco per serrare i ranghi ed incentivare la sua opera missionaria a Pescopagano: “Occorre essere audaci e creativi, mettendo dinanzi a ogni programma sociale-politico-religioso chiari obiettivi che vadano a considerare la persona a 360“.

     

     

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    PUBBLICATO IL: 1 marzo 2014 ALLE ORE 19:30