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    ESCLUSIVA MONDRAGONE / Abusi sessuali? Il parroco di San Rufino denunciato da un imprenditore, dopo l’anatema di Natale contro i parenti della vittima


        Il sacerdote, prendendo la parola avrebbe letto all’assemblea la denuncia della ragazza che già fece condannare il nonno e uno zio.  MONDRAGONE - Lanciare un anatema, anzi la lettura, da parte di un sacerdote, di una denuncia durante la Santa Messa della notte di Natale, quella in cui i cristiani ricordano la venuta […]

    Nella foto, la cupola della Chiesa di San Rufino

     

     

    Il sacerdote, prendendo la parola avrebbe letto all’assemblea la denuncia della ragazza che già fece condannare il nonno e uno zio. 

    MONDRAGONE - Lanciare un anatema, anzi la lettura, da parte di un sacerdote, di una denuncia durante la Santa Messa della notte di Natale, quella in cui i cristiani ricordano la venuta nel mondo di Gesù Cristo, porta il nostro pensiero alle vicende che hanno caratterizzato gli scontri tra papato e impero durante il medioevo, o a quelle pertinenti l’origine del protestantesimo, galvanizzate spesso dalla temibile “scomunica”. Invece, cari lettori, stiamo scrivendo di un episodio che è accaduto ai giorni nostri e precisamente a Mondragone, nella notte tra il 24 e il 25 dicembre, quando don Franco Alfieri, parroco della chiesa di San Rufino, ubicata quest’ultima nel centralissimo viale Margherita, prendendo la parola, avrebbe deciso di leggere innanzi ad una gremita assemblea la denuncia di una ragazza mondragonese, che 10 anni fa avrebbe subito degli abusi sessuali.

    In tale frangente gli zii (l’imprenditore Renato Ranucci e Giovanni Serao) e il padre della ragazza, sempre secondo quanto è stato denunciato ai carabinieri della Compagnia di Mondragone, sarebbero stati indicati quali nuovi “mostri” davanti a tutti i fedeli.

    A questo punto i parenti della vittima, alcuni giorni fa, sentendosi diffamati, hanno deciso, mediante i propri legali di denunciare il parroco, in quanto questa controversa vicenda è stata caratterizzata da un processo con tre gradi di giudizio, nel quale proprio la stessa ragazza attribuì la responsabilità degli abusi subiti al nonno Antonio Villano e ad uno zio, entrambi condannati a pene detentive. ( Il nonno della ragazza sta ancora scontando la propria pena in carcere ndr).

    Questo improvviso “cambio di rotta” da parte della ragazza e l’assordante e rumorosa accusa di un sacerdote, che invece di operare nel silenzio del segreto confessionale con le autorità preposte, al fine di cercare di riportare alla luce una presunta verità, ha deciso di puntare il dito in pubblico, alla stregua di un nuovo Giovanni Battista, ha trasformato questa vicenda in un caos giudiziario dove fioccano querele e tensioni.

    Staremo a vedere.

    Massimiliano Ive

    PUBBLICATO IL: 31 dicembre 2012 ALLE ORE 12:22