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    ESCLUSIVA MARCIANISE. Rapinarono e picchiarono Concetta Alberico: chiesti 10 anni di carcere per Palmiero e Di Sivo. Ma la famiglia…


    Stamattina si è chiuso il dibattimento celebrato con rito abbreviato

    (nella foto, da sinistra, Di Sivo e Palmiero)

    (nella foto, da sinistra, Di Sivo e Palmiero)

     

     

     

    MARCIANISE – Si è concluso, con la requisitoria del Pubblico Ministero della Procura di Santa Maria Capua Vetere Giacomo Urbano e con la discussione dei difensori, il dibattimento con rito abbreviato del processo a carico di Salvatore Palmiero e Generoso Di Sivo, accusati di rapina aggravata ai danni di Concetta Alberico, anziana poi morta due mesi dopo.

    Il Pm ha chiesto 10 anni di reclusione per entrambi gli imputati.

    Va rimarcato, però, un fatto sorprendente: in questo processo non c’è stata parte civile. La famiglia di Concetta Alberico, dunque, non si è sentita parte lesa e, dunque, non chiederà un risarcimento agli imputati.

    Fatto clamoroso perchè, nei giorni immediatamente successivi alla morte della Alberico i familiari furono letteralmente adottati sia dal sindaco di Marcianise, Antonello Velardi, che dal quotidiano “Il Mattino”, in pratica dalla stessa entità, visto che Velardi oggi riesce, evidentemente nel rito caltagironiano questo si può fare, la carica di primo cittadino e quella di caporedattore centrale de “Il Mattino”.

    Ricordiamo i contenuti di quelle interviste, rilasciate dai familiari al giornale di Velardi, in cui non mancavano critiche all’operato della Procura della Repubblica, responsabile, secondo i congiunti della Alberico, di non aver approfondito come si doveva le risultanze dell’esame autoptico e, quindi, di non aver fatto tutto quello che era necessario fare per riqualificare l’accusa, trasformandola da accusa per rapina aggravata, per la quale oggi il Pm ha chiesto 10 anni, ad una imputazione per omicidio.

    Cosa è successo tra i giorni di quelle interviste e il momento in cui la famiglia si sarebbe dovuta costituire parte civile?

    Quelle interviste riproducevano realmente le convinzioni dei familiari di Concetta Alberico? E nessuno osi parlare di malevolenza o di dietrologia, perchè la scelta di non costituirsi parte civile è un dato dannatamente concreto, oggettivo, che fa letteralmente a pugni con ciò che era scritto nelle paginate de “Il Mattino” e nei post di Velardi, che “Il Mattino” rappresenta in nome e per conto dato che fa coesistere le due funzioni di cui sopra.

     

     

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 11 gennaio 2017 ALLE ORE 19:30