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    Esclusiva / L’EDITORIALE – Farina Briamonte si è dimesso, speriamo stavolta, sul serio. Ecco perchè ha aggiunto rovina alle altre rovine del consorzio dei rifiuti


        IN CALCE ALL’EDITORIALE IL LINK CONTENENTE IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA CHE FARINA HA SCRITTO A ZINZI   “Ir-re-vo-ca-bi-li”. Quata volta l’ha scritto, l’ha messo nero su bianco in una lettera inviata al presidente dell Parovincia, Domenico Zinzi. Gaetanto Farina Briamonte si è dimesso. Oddio, non è che la notizia, in quanto tale, […]

    Nelle foto, da sinistra, Gaetano Farina Briamonte e Domenico Zinzi

     

     

    IN CALCE ALL’EDITORIALE IL LINK CONTENENTE IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA CHE FARINA HA SCRITTO A ZINZI

     

    “Ir-re-vo-ca-bi-li”. Quata volta l’ha scritto, l’ha messo nero su bianco in una lettera inviata al presidente dell Parovincia, Domenico Zinzi. Gaetanto Farina Briamonte si è dimesso. Oddio, non è che la notizia, in quanto tale, debba rappresentare un fatto definitivo ad ogni costo, dato che il nostro si è già dimesso  una mezza dozzina di volte, poi, probabilmente i 2 milioni e passa di euro che gli toccherebbero per una liquidazione, che non è mai iniziata seriamente,  hanno impresso all’intenzione una serie di rinculi, pressocché immediati.

    Ma stavolta, nella lettera c’è l’aggettivo irrevocabile, che in altre occasioni non compariva.

    Che dire dello scritto di Farina Briamonte: si tratta di una messa a fuoco di problemi noti, che nessuna istituzione è stata neanche lontanamente in grado di risolvere, a partire dai crediti che il consorzio vanta nei confronti dei comuni associati e rispetto ai quali i comuni non vogliono disobbligarsi, proseguendo con le altre questioni note dei crediti vantati nei confronti della Protezione Civile e che la Protezione Civile ritiene ormai inesigibili, fino ad arrivare al caos del ginepraio legislativo in cui norme nuove fanno a pugni con norme più datate, creando una condizione di incredibile, paralizzante incertezza rispetto ai contenuti di riferimento del quadro regolatorio delle varie questioni.

    Farina Briamonte, nella sua lettera scopre, dunque l’acqua calda. Da par suo ci mette dentro qualche strafalcione lessicale, che storicamente rappresenta una sorta di suo marchio di fabbrica. Lo realizza, spassosamente quando, facendo riferimento a presunti comportamenti violenti da parte di taluni dipendenti, scrive di “pericolo per l’indennità” e non per l’incolumità.

    Che Farina Briamonte non sia un fine conoscitore della lingua italiana e del dizionario ce ne siamo accorti in diverse occasioni, fronteggiando l’impervia impresa di leggere e di interpretare altri suoi scritti. Ma questa volta, probabilmente, non si tratta di un erroneo utilizzo di un termine, di cui non conosce il significato, ma di un vero e proprio lpsus freudiano. Perchè, una cosa è certa nella vita di Gaetano Farina Briamonte: lui conosce bene cosa significa sia la parola incolumità, dato che da dottore commercialista, sempre vicino alle sorti del generone casertano, è rimasto, appunto, “incolume“, attraversando tante stagioni della politica e, soprattutto, della politica legata agli affari. Ma ancor più sicuramente, Gaetano Farina Briamonte conosce il significato del termine: “Indennità“, che a lui fa lo stesso effetto, che faceva al congiunto di Bellavista la parola: “Un milione” che lo risvegliava, seppur per un solo secondo, dal sonno comatoso. (CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO)

    Dunque, ci siamo capiti: quell’uso improprio è frutto di un pensiero che alberga nella mente di Farina Briamonte, con scansione continua. Lo scopritore dell’acqua calda, oggi scrive che si dimette, perchè non riesce più a fronteggiare la situazione. Ma questo era chiaro già da un anno. Quando, infatti, di questi tempi, 12 mesi fa, lo invitavamo a lasciare il suo costosissimo incarico, esprimevamo questa posizione proprio in relazione all’impalpabilità dell’azione di uno che stava lì e che invece di occuparsi della funzione per cui era stato nominato e per cui beccava 10.000 euro al mese, si dilettava a costituire commissioni incaricate di valutare riqualificazioni o dequalificazioni professionali dei dipendenti. E facendo questo e molte altre cose, e mi riferisco ai blitz compiuti in queste settimane di promozioni a raffica, appesantiva ancor di più il carico debitorio del consorzio, che,  lo stesso Farina, in un punto della sua lettera si duole per il fatto che non sia stato eliminato a monte, attraverso la non infusione, la non iniezione, la non trasfusione delle debitorie degli antichi consorzi d’ambito nel nuovo soggetto unico.

    Altro che legge speciale, ci sarebbe voluta per attuare una roba del genere, somigliante al crac argentino, in cui centinaia di creditori sarebbero rimasti drammaticamente senza alcun titolo obbligazionario. Farina sognava, in questo modo un trono per la vita.

    Speriamo che le istituzioni, e a questo punto mi riferisco soprattutto alla Regione, abbiano un sussulto di dignità e scrivano una legge breve e chiara che stabilista il nuovo regime dei rifiuti in Campania. Inutile girarci intorno. Nel Consorzio Unico dei rifiuti, almeno il 50% del personale dovrà essere tagliato e assorbito nelle economie di altri enti. Prepariamoci, dunque a un’altra stagione di polemiche e di tensioni.

    Gianluigi Guarino
    CLICCA QUI PER LEGGERE LA LETTERA DI DIMISSIONI DI GAETANO FARINA BRIANO

    PUBBLICATO IL: 15 novembre 2012 ALLE ORE 11:25