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    ESCLUSIVA L’ASSASSINIO DI SESSA AURUNCA – Stavolta il killer non parla, ma conferma la sua confessione e garantisce che farà ritrovare l’arma del delitto


    Si è avvalso della facoltà di non rispondere. Stamattina, martedì, l’autopsia della vittima. Funerali forse entro domani mercoledì   SESSA AURUNCA – Si è svolto stamane, martedì, l’interrogatorio di garanzia a carico di Vincenzo Perillo, il 64enne accusato dell’omicidio dell’ex esponente politico democristiano, Luigi D’Arino. Il corpo di quest’ultimo è stato ritrovato dai carabinieri della Stazione di Sessa […]

    Nella foto a sinistra D’Arino, a destro il suo corpo esanime rinvenuto in piazza

    Si è avvalso della facoltà di non rispondere. Stamattina, martedì, l’autopsia della vittima. Funerali forse entro domani mercoledì

     

    SESSA AURUNCA – Si è svolto stamane, martedì, l’interrogatorio di garanzia a carico di Vincenzo Perillo, il 64enne accusato dell’omicidio dell’ex esponente politico democristiano, Luigi D’Arino. Il corpo di quest’ultimo è stato ritrovato dai carabinieri della Stazione di Sessa Aurunca, sabato mattina, riverso nella piazza della frazione di Corigliano, con un colpo di arma da fuoco esploso all’altezza della testa.

    L’interrogatorio, come scrivevamo si è celebrato davanti al Gip di S. Maria Capua Vetere, Corinna Forte, la quale ha, alla fine dell’udienza, convalidato l’arresto.

    Perillo assistito dall’avvocato Giovanni Zannini si è presentato in aula fortemente provato e si è avvalso della facoltà di non rispondere pur avendo contrariamente ammesso di essere stato l’esecutore dell’omicidio, nonchè dichiarandosi anche disponibile ad ogni contributo per consentire il rinvenimento dell’arma.

    Sul movente dell’omicidio vi sarebbe non solo un generico movente politico ( a suo dire tra maggio ed agosto ultimo scorso infatti il D’Arino con l’aiuto di Lorenzo Di Iorio e Vittorio Sciarretta l’avrebbero in più circostanze diffamato e denigrato) ma anche la necessità di reagire ad una minaccia di cui sempre il D’Arino si sarebbe reso protagonista in danno del figlio di Perillo, minacciandolo con un’ascia.

    Al di là, della confessione ci sarebbero elementi probatori comunque incontrovertibili a carico del Perillo e consistenti negli esiti stub effettuati sia sulla sua persona sia all’interno della sua autovettura RENAULT MEGANE (e anche da dichiarazione testimoniale)

    Intanto, dalle prime indiscrezioni che emergono dalle indagini in corso, si scoprono ulteriori particolari e cioè che oltre essere armato di fucile, Perillo portava in auto anche un’ascia e dei coltelli.

     Infine, proprio stamattina, presso la medicina legale di Caserta, il Pm della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, il dott. Guarriello, che è il titolare delle indagini, ha dato disposizione per l’effettuazione dell’autopsia, all’esito della quale potranno essere celebrati i funerali.

    Massimiliano Ive

    PUBBLICATO IL: 27 agosto 2013 ALLE ORE 14:25