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    ESCLUSIVA, L’ACCUSA A DELLA CIOPPA & C: i lavori per l’infrattusturazione del Pip fatta da un impresa dell’agro aversano senza certificato antimafia


    L’inchiesta è del dipartimento distrettuale antimafia di Napoli, a cui gli atti sono stati trasmessi dalla Procura della Repubblica di S.Maria C.V. alla quale si era rivolta il secondo classificato di quella gara da 2 milioni di euro BELLONA – Non è, purtroppo, un fatto leggero quello che coinvolge l’ex sindaco di Bellona, oggi presidente […]

    Nelle foto da sinistra: Giancarlo della Cioppa e il Comune di Bellona

    L’inchiesta è del dipartimento distrettuale antimafia di Napoli, a cui gli atti sono stati trasmessi dalla Procura della Repubblica di S.Maria C.V. alla quale si era rivolta il secondo classificato di quella gara da 2 milioni di euro

    BELLONA – Non è, purtroppo, un fatto leggero quello che coinvolge l’ex sindaco di Bellona, oggi presidente del Consiglio provinciale, Giancarlo Della Cioppa. L’avviso di garanzia per turbativa d’asta, che ha raggiunto anche il segretario comunale, il dirigente dell’ufficio tecnico, un altro impiegato del comune e un imprenditore dell’agro aversano, è stato spedito dai magistrati della Dda. La turbativa d’asta in concorso è infatti aggravata come ipotesi di reato dall’art. 7. La vicenda riguarda un appalto di circa 2 milioni di euro per l’infrastrutturazione dell’area Pip di Bellona. L’impresa che si aggiudicò i lavori, localizzata in uno dei comuni delicati dell’agro aversano, cominciò a operare sul cantiere, fino a completare le opere nelle more, in verità molto lunghe, della presentazione del certificato antimafia. In effetti, il certificato antimafia era un requisito di tutt’altro facile accesso, dato che risultò che questa azienda era stata colpita da interdittiva. In poche parole quei lavori sarebbero stati realizzati da un’impresa in odore di camorra.

    L’inchiesta nasce da una denuncia alla Procura di S.Maria C.V.  presentata dalla seconda impresa classificata. Quando il pm Fucci, titolare dell’indagine, si è scorto che i fatti coinvolgevano e assorbivano temi legati anche a possibili ingerenze o influenze o semplici presenze camorristiche, ha trasmesso tutta la documentazione alla Dda di Napoli, la quale, a sua volta ha iniziato l’indagine coordinando il lavoro degli uomini del Reparto operativo speciale (Ros) dei Carabinieri.

    Ieri mattina, mercoledì si è proceduto con le perquisizioni e gli avvisi di garanzia.

    Non sono esclusi ulteriori sviluppi.

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 19 dicembre 2013 ALLE ORE 20:38