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    ESCLUSIVA. ECO.CAR, i rapporti stretti tra il “supremo” Cerroni, re di Malagrotta, e la famiglia Deodati. I 22 milioni di euro, leggenda o realtà?


      Il recente arresto del magnate romano non riguarda una persona estranea alle vicende dei grandi appalti collegati al settore dei rifiuti. Prima, per Eco.car la provincia di Caserta era un assett strategico, successivamente le cose sono cambiate e Maddaloni, Casagiove, S.Nicola e Aversa non sono state più terra di conquista CASERTA – Manlio Cerroni […]

    Nella foto Cerroni e Deodati

     

    Il recente arresto del magnate romano non riguarda una persona estranea alle vicende dei grandi appalti collegati al settore dei rifiuti. Prima, per Eco.car la provincia di Caserta era un assett strategico, successivamente le cose sono cambiate e Maddaloni, Casagiove, S.Nicola e Aversa non sono state più terra di conquista

    CASERTA – Manlio Cerroni sembrava un highlander. 88 anni ma ne dimostrava 25 di meno. Lo chiamavano il supremo proprio a voler statuire, sigillare, ceralaccare il suo primato assoluto nel settore dei rifiuti su scala europea, se non mondiale. D’altronde, il primato continentale non era una deduzione, ma un’evidenza, visto che la discarica di Malagrotta, che per decenni ha accolto tutti i rifiuti della città di Roma e della sua provincia, era, appunto, la più grande del vecchio continente.

    E volete che un uomo di queste dimensioni economiche, uno che ha regalato alla figlia per il suo compleanno, il 50% delle quote di Prada, non abbia mai avuto relazioni con un territorio come il nostro in cui la monnezza è stata al centro di mille affari e di mille intrighi? Ovviamente la risposta è negativa. Le relazioni ci sono state eccome, e sono venute fuori, naturalmente, quando Casertace ha deciso di lavorare in una indagine giornalistica che è un metodo appartenente alle corde e al dna di questo giornale.

    In principio fu Angelo Deodati, anzi, ancora è Angelo Deodati perché il capostipite di questa famiglia imprenditoriale è ancora vivo e vegeto alla bella età di 79 anni. Angelo Deodati oltre ad essere il papà di Francesco Deodati, amministratore della Ecocar, la società che si è aggiudicata l’appalto per 56 milioni di euro per la raccolta dei rifiuti della città di Caserta, aggiungendovi anche un’altra aggiudicazione prestigiosa nella città di Marcianise, è anche un amico fraterno di Manlio Cerroni.  Non solo amico, ma solidissimo e inamovibile partner commerciale e anche socio in molti affari.

    E’ una famiglia larga, ampia e soprattutto solidale ( e vedremo come) quella dei grandi imprenditori del settore dei rifiuti.

    Ve la ricordate la Ipi? Era quella società, componente dell’associazione temporanea d’imprese che si aggiudicò l’appalto precedente a questo, quello per intenderci rappresentato da Caserta Ambiente la quale a sua volta subentrò all’Ecologia Saba, raggiunta da interdittiva antimafia e riferita all’imprenditore vesuviano Sabatino.

    Oggi la Ipi è stata messa in liquidazione, ma per molto tempo ha rappresentato uno dei maggiora trait d’union con il gruppo Cerroni. Un intreccio complesso che ha coinvolto anche in molti affari nomi di grido del settore, come quello di Francesco La Marca, partner degli Ugolini e dei Fiorillo, direttamente a loro volta collegata a Cerroni. Nell’allegra compagnia, sempre allegra perchè fatturava costantemente a 7 zeri, faceva parte la famiglia Colucci, altra vecchie conoscenze dei casertani, visto che hanno gestito, con la loro società Slia, la raccolta rifiuti prima dell’avvento del monopolista Mario Pagano con la sua Sace.

    Cerroni ha sempre guardato con grande simpatia, interesse e, per qualche verso, con un po’ di preoccupazione l’attività di Francesco Deodati, perché Francesco Deodati ha un carattere diverso da quello di Angelo Deodati. Altra generazione, altri interessi, stili di vita chiaramente alimentati da un benessere familiare evidente. Ma Francesco Deodati ha voluto o dovuto continuare l’opera del padre. Dunque, si è lanciato nel settore dei rifiuti e Cerroni lo ha aiutato dandogli man forte da un punto di vista economico.

    Cerroni, dall’alto della sua grande esperienza imprenditoriale, è stato colui che ha consigliato ai Deodati e a Francesco in particolare, di mettere in liquidazione la Ipi, e di cominciare una storia nuova con una società immacolata, vergine, alla quale Cerroni ha guardato con grande interesse e simpatia: la Eco.car srl. Si parla di una cifra importante per la capitalizzazione di circa 22 milioni di euro, che Cerroni avrebbe messo a disposizione proprio per  fornire fondamenta solide alla Eco.car srl. Ed effettivamente Eco.car è partita alla grande, e con i migliori propositi. Non solo Caserta, ma anche l’ancor più importante appalto di Catania da dove sono arrivate a Caserta anche molte delle auto messe a disposizione dei dipendenti e forse anche la famosa auto che per un periodo ha accompagnato il sindaco Del Gaudio.

    Fa un po’ specie, allora, costatare che oggi, tutto sommato, a poca distanza temporale dal momento di quel lancio in grande stile le difficoltà rispetto alle quali Cerroni aveva disegnato una strategia prima di essere arrestato. Naturalmente l’idea era quella di tutelare l’appalto di Catania, città più grande e sicuramente col maggior peso specifico rispetto a Caserta, iniziando una sorta di exit-strategy da Caserta. Un anno e mezzo fa, al tempo in cui Eco.car vinse l’appalto nella città capoluogo e successivamente a Marcianise, si dava infatti per scontato un allargamento a macchia d’olio della presenza della società dei Deodati. Maddaloni, San Nicola la Strada, Casagiove e Aversa. Erano diventati tutti target dei Deodati. A dimostrazione che oggi la strategia è cambiata, c’è il fatto che la Eco.car, considerando evidentemente Caserta e il suo territorio provinciale non più strategico, ha mollato gli ormeggi per esempio da Maddaloni, dove, come abbiamo scritto un paio di settimane fa, nel periodo elettorale, auspice anche la mediazione di Paolo Marzo, si parlava di un serio interesse per il servizio di raccolta.

    Noi non ne capiamo tanto di dinamiche aziendali nel settore dei rifiuti, e quindi può darsi anche che i 22 milioni di euro propiziati da Cerroni, anche in nome della grande amicizia con Angelo Deodati siano una cifra non sufficiente per garantire quello che Francesco Deodati aveva in testa di fare anche in provincia di Caserta. Ma può darsi anche che i 22 milioni che sono sempre quasi 43 miliardi delle vecchie lire, fossero una cifra più che sufficiente per insediare solidamente la Eco.car in questo territorio. Nell’ultimo caso sarebbe lecito domandarsi in che modo Francesco Deodati, ovviamente da un punto di vista imprenditoriale, abbia utilizzato questa maxi strenna dell’amico Cerrone. E sarà proprio questo che cercheremo di capire.

    Provando anche a riannodare il filo della storia al momento in cui Deodati arriva a Caserta in una estate calda di qualche anno fa, non crediamo, per un fatto casuale, ma perché probabilmente il supremo Cerroni ispira e suggerisce, magari per qualche buon rapporto politico, vantato al tempo in area centro-destra, Pdl-An, a Deodati che la piazza di Caserta rappresentava all’epoca la città dell’oro.

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 21 gennaio 2014 ALLE ORE 12:57