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    Esclusiva / Da scompisciarsi dalle risate. Giovanna Rotriquenz e l’assessorato alla Sanità fanno il copia ed incolla, e trasferiscono a Bergamo i controlli Asl sui cantieri


      Roba da pazzi: questa barzelletta, che nessuno ha evidentemente controllata, è stata scritta in un decreto, pubblicata su un BURC e avallata da tutti i super dirigenti delle Asl campane. Neanche in Uganda… IN CALCE ALL’ARTICOLO L’INCREDIBILE CONTENUTO DEL DECRETO DIRIGENZIALE PUBBLICATO SUL BURC Caserta – L’avevamo detto noi che Giovanna Rotriquenz aveva interrotto troppo […]

    Nelle foto, da sinistra, Albino D’Ascoli, Mara Azzi dirigente dell’Asl di Bergamo (che sicuramente casca dalle nuvole) e Giovanna Rotriquenz

     

    Roba da pazzi: questa barzelletta, che nessuno ha evidentemente controllata, è stata scritta in un decreto, pubblicata su un BURC e avallata da tutti i super dirigenti delle Asl campane. Neanche in Uganda… IN CALCE ALL’ARTICOLO L’INCREDIBILE CONTENUTO DEL DECRETO DIRIGENZIALE PUBBLICATO SUL BURC

    Caserta – L’avevamo detto noi che Giovanna Rotriquenz aveva interrotto troppo bruscamente la sua attività di pasionaria, di paladina dell’ambiente, di tutrice della pubblica salute, messa in pericolo dall’inquinamento elettromagnetico.

    Me la ricordo bene al tramonto del millennio scorso e all’alba del nuovo, farsi ritrarre con un casco in testa a ispezionare aree contaminate da campi elettromagnetici, da antenne di telefonini. All’improvviso, mentre tutti ipotizzavano per lei una luminosa carriera politica, si eclissò completamente. Scomparsa. Desaparecida per giornali e tv. Sbagliò, perchè se si fosse esercitata un pò di più, non sarebbe in corsa in infortuni come quello che andiamo a raccontare.

    Ma andiamo per ordine e riavvolgiamo la bobina della biografia della paladina Rotriquenz, uscita dal cono luminoso dei media, ma ben presente nelle stanze del potere. Correvano gli anni del bassolinismo trionfante. La Rotriquenz era collegata ai circoli della sinistra pseudo radical chic casertani, che avevano in Gianfranco Alois, nominato da Bassolino, assessore regionale alle Attività produttive , la loro punta di diamante.

    Quel brodo di coltura e di cultura del potere giovò, probabilmente alla carriera della Rotriquenz, la quale entrò, come si dice,”di spighetto e si mise di chiatto!“.

    Avrebbe dovuto partecipare al concorso indetto per ingegnere dirigente del servizio prevenzione e protezione dell’Asl Caserta 1. Per intanto, in attesa del concorso, le venne conferito l’incarico di consulente esterno, naturalmente per chiamata direttissima, per lo stesso posto.

    Il concorso poteva aspettare. Lei piantò le tende e il concorso che poi si fece, diventò una pura formalità. Dunque, la strada era spianata. La Rotriquenz, poco tempo dopo associò questa super poltrona di dirigente ad un’altra consulenza importantissima, realizzata direttamente all’interno dell’assessorato regionale alla Sanità presso l’area generale di coordinamento, al tempo guidata da quel Gambacorta che poi Bassolino avrebbe spedito all’Asl di Caserta, con la carica di commissario. Dunque la Rotriquenz ebbe Gambacorta come suo “principale” svolgendo l’attività di consulente della Regione a Napoli e poi se lo ritrovò come suo massimo dirigente a Caserta, dove invece era dipendente a tutti gli effetti.

    Mo’, da una con una carriera tanto autorevole, con un cursus honorum di questo spessore, non ti aspetteresti  mai che nel momento in cui viene gratificata dell’ennesimo incarico, cioè quello di redigere i modelli di verbale necessari a tutte le Asl della Campania per realizzare i controlli sulla sicurezza in tutti gli ambienti di lavoro, dicevo, non ti aspetteresti che redigendo questo modello incorra in uno strafalcione a dir poco comico.

    Ve lo ricordate quel Gip del tribunale di Napoli, che assecondando una richiesta di arresto avanzata dalla Procura, produsse un documento che non cambiava nemmeno i termini temporali, riproducendo pedissequamente l’istanza della Procura che diventava essa stessa ordinanza, con buona pace della separazione delle carriere?

    Che c’entra questo paragone? Ve lo spieghiamo subito. Nel decreto dirigenziale della Regione Campania, n. 201 del 26 ottobre scorso, settore 1, “prevenzione, assistenza sanitaria, igiene sanitaria”, recante l’autorevolissima firma di Albino D’Ascoli, potentissimo dirigente regionale della Sanità, la Rotriquenz propone il modello a cui tutte le Asl della Campania si devono uniformare e D’Ascoli firma.

    Cosa propone la Rotriquenz e che cosa D’Ascoli firma?

    Un modello con tanto di frontespizio della Regione Campania, nel quale ai punti 1 e 2 chiede che nei cantieri della Regione Campania gli impianti elettrici e gli apparecchi di sollevamento vengano controllati e verificati dall’Asl di Bergamo. Sì, avete letto bene: dall’Asl di Bergamo!

    Da scompisciarsi dalle risate, a meno che non sia in vigore una convenzione tra Regione Campania e Regione Lombardia per questo tipo di attività, che tra l’altro sarebbe onerosissima e denoterebbe che tra le centinaia e centinaia di dipendenti delle Asl, che lavorano nelle aree di prevenzione, tra cui ci sono fior di ingegneri, non ce n’è uno in grado di valutare se un impianto elettrico è fatto a regola d’arte o meno.

    La Regione Campania che non vuole farsi mancare nulla, con supremo sprezzo del ridicolo ha pubblicato questa comica sul suo BURC, precisamente il numero 70 del 2012. A questo punto questo copia ed incolla, evidentemente non verificato da nessuno è arrivato preventivamente sulle scrivanie dei referenti Asl, così come recita il decreto di D’Ascoli.

    Domanda: a occhio e croce alle casse della Regione Campania, gli stipendi lordi di D’Ascoli e della Rotriquenz costano circa 25mila euro al mese. Cioè circa 300mila euro all’anno, a questo aggiungiamoci i compensi dei 9 referenti delle Asl campane che nulla hanno eccepito rispetto alla trasmissione a Bergamo delle dichiarazioni di conformità.

    Insomma, milioni e milioni di euro per eccellenze del copia ed incolla.

    Ma quale spending review? Vergognatevi, in qualsiasi altro posto del mondo, funzionari di questo genere sarebbero licenziati su due piedi. Ma la Campania è un mondo a parte.

    Gianluigi Guarino

    QUI SOTTO IL TESTO DEL DECRETO E DEI MODULI

    PUBBLICATO IL: 27 novembre 2012 ALLE ORE 8:00