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    Esclusiva / Ci ha provato la Regione Campania a fregare Caserta, facendo pagare ai nostri comuni gli stipendi degli 800 dipendenti napoletani del CUB


    Zinzi si è opposto a questa ipotesi inquietante, balenata durante la riunione, svoltasi venerdì, a Napoli, alla presenza dell’assessore regionale Romano. Situazione sbloccabile solo se il Governo firmerà una deroga al patto di stabilità dei comuni consortili e se garantirà 3 anni di cassa integrazione Caserta – Diciamo che l’assessore regionale Giovanni Romano, diventato buon amico […]

    Nelle foto, da sinistra, Giovanni Romano, Gaetano Farina Briamonte e Domenico Zinzi

    Zinzi si è opposto a questa ipotesi inquietante, balenata durante la riunione, svoltasi venerdì, a Napoli, alla presenza dell’assessore regionale Romano. Situazione sbloccabile solo se il Governo firmerà una deroga al patto di stabilità dei comuni consortili e se garantirà 3 anni di cassa integrazione

    Caserta – Diciamo che l’assessore regionale Giovanni Romano, diventato buon amico di chi gestisce l’amministrazione provinciale di Napoli, ci ha provato. Ci ha provato ad appioppare, ancora una volta, a Caserta il folle organico di dipendenti napoletani del Consorzio Unico di Bacino dei rifiuti. Circa 800 persone, per la miseria di uno, due comuni aderenti.

    Ci ha provato nel momento in cui, al cospetto dei partecipanti della riunione, a cui erano presenti il facente funzioni della Provincia di Napoli, e poi, ancora, Domenico Zinzi e i due commissari Crivaro e Farina Briamonte, ha detto che la Regione Campania è pronta a muoversi con una legge ad hoc solo se il Governo consentirà una deroga del patto di stabilità dei comuni aderenti al Consorzio, in modo che questi possano sanare i loro debiti.

    Ottenuto questo, l’idea di Romano era di mettere tutti i soldi in un unico calderone che servisse a pagare gli stipendi ai dipendenti casertani, finanziati da una quarantina di comuni e a quelli napoletani, finanziati da un solo comune. In poche parole, Napoli si sarebbe attaccata come un autentico e molesto parassita a risorse di provenienza fondamentalmente casertane. Zinzi, che non è nato ieri, ha fiutato l’aria e ha di nuovo conficcato i suoi paletti.

    La distinzione tra le due ripartizioni del Consorzio, secondo il presidente della Provincia, è un dato indiscutibile, che risponde a un principio di equità. Le eventuali risorse tratte dai comuni casertani rimarranno a corroborare i fondi per gli stipendi e gli emolumenti dei dipendenti di Caserta. Agli 800 di Napoli devono pensarci l’amministrazione provinciale di lì e le altre istituzioni di Partenope e dintorni.

    A quanto pare, la manovra è stata disinnescata e la riunione è proseguita sul filo di un’altra questione che l’assessore regionale avrebbe posto al governo centrale, come condizione, affinchè la Regione si assuma l’onere di una legge che costituisca l’unico riferimento in tema di gestione e in tema di ciclo dei rifiuti, in stretto collegamento al piano che il Consiglio regionale della Campania ha già approvato da tempo. La condizione è quella di chiedere al governo la garanzia per tre anni di Cassa Integrazione per i dipendenti, in modo che, dentro ad un sistema rinnovato, questi possano essere ricollocati sperabilmente con numeri meno pletorici e più morigerati, sempre all’interno del sistema di gestione del più controverso dei cicli ambientali.

    Questo il quadro della situazione dopo la riunione svoltasi venerdì.

    Staremo a vedere.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 26 novembre 2012 ALLE ORE 13:16