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    Esclusiva / Caserta – Ztl, i commercianti schiumano di rabbia: niente luminarie a Natale e qualcuno pensa anche di occupare i binari


        Stasera, lunedì solita visione spettrale di Corso Trieste. Ieri mattina, domenica, assemblea al calor bianco nel nuovo bar Margherita. In un dialogo tra sordi, la verve e la fantasia di Ciro Guerriero prova a realizzare una complicatissima mediazione Caserta - Al di là di un retorico rotear di spade, al di là della […]

    Nella foto, Corso Trieste a Caserta

     

     

    Stasera, lunedì solita visione spettrale di Corso Trieste. Ieri mattina, domenica, assemblea al calor bianco nel nuovo bar Margherita. In un dialogo tra sordi, la verve e la fantasia di Ciro Guerriero prova a realizzare una complicatissima mediazione

    Caserta - Al di là di un retorico rotear di spade, al di là della propaganda delle 16mila persone che sarebbero affluite in corso Trieste due settimane fa, al di là di tutto quello che ha a che fare con punti di vista, pregiudizi, filosofie di vita, al di là di tutto questo se giri stasera, lunedì, per corso Trieste, e noi lo abbiamo fatto verso le 18.00, hai l’idea di una città spettrale, vinta dall’inconsapevolezza di sé, dalla sua inazione, dall’indolenza delle sue istituzioni. Centinaia tra negozi e bar desolatamente vuoti.

    E qui non è questione di essere ambientalisti o mercantilisti, fautori dello sviluppo sostenibile o di quello insostenibile. Qui, Caserta rischia di andare veramente a rotoli. Certo, questo non accade solo a causa della Ztl e le colpe non sono solo delle amministrazioni comunali che questa Ztl hanno voluto imporre a tutti i costi.

    Ma, ora, in un momento drammatico, in cui la crisi dei consumi abita in tutte le statische congiunturali, occorreva utilizzare la leva della mobilità cittadina per attutire il colpo. Non ritorniamo su quello che Casertace pensa intorno alla Ztl come validissimo strumento per la vivibilità dei centri urbani e su quello che pensa sulla specifica marca demenziale della Ztl casertana.

    Qui c’è da concentrarsi, invece, su un tracollo. Quello di cui hanno discusso tra loro, ieri mattina, domenica, nel nuovo bar Margherita, moltissimi commercianti del centro storico.

    Si parla di azioni clamorose, di occupazione dei binari in quella che sarebbe un’espressione originalissima, che assimilerebbe i criteri, le prassi dialettiche della borghesia commerciale a quelle operaiste e barricadere di un qualsiasi manipolo incazzato di metalmeccanici o di disoccupati più o meno organizzati. Stando così le cose i commercianti del centro storico di Caserta non installeranno nemmeno le luminarie natalizie, trasformando le feste in una sorta di plastica orazione funebre del loro declino irreversibile.

    La speranza è che figure nuove, effervescenti come quella di Ciro Guerriero che si è conquistato un posto originale ed efficace, attraverso l’uso intensivo della rete, riescano ad aprire una vera linea di dialogo con l’amministrazione comunale.

    Guerriero ha incontrato il sindaco, ieri, domenica e tornerà ad incontrarlo a metà di questa settimana. Le posizioni rimangono distanti e apparentemente inconciliabili. Il punto di rottura definitiva appare vicina, ma si spera ancora in un miracolo.

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 29 ottobre 2012 ALLE ORE 20:22