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    ESCLUSIVA / CASERTA – L’ospedale più pazzo del mondo: infermieri del civile senza cartellini inseguiti da strani figuri. E Bottinopaternosto firmano l’editto


      E’ successo nei giorni scorsi e per poco gli episodi non sono sfociati in rissa. Fatto sta che marted’ 23 ottobre è arrivato l’ordine di servizio. Caserta – Una sorta di caccia all’iomo o di caccia alla donna. O, meglio ancora, di caccia all’infermiere o all’infermiera. “Siamo del comitato cittadino…” … Una sorta di […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Francesco Bottino e Diego Paternosto

    E’ successo nei giorni scorsi e per poco gli episodi non sono sfociati in rissa. Fatto sta che marted’ 23 ottobre è arrivato l’ordine di servizio.

    Caserta – Una sorta di caccia all’iomo o di caccia alla donna. O, meglio ancora, di caccia all’infermiere o all’infermiera. “Siamo del comitato cittadino…” … Una sorta di posto di blocco. Infermieri e inservienti severamente redarguiti perchè non dotati di cartellino identificativo. Momenti di tensione, una infermiera è stata seriamente tentata di denunciare la molestia al drappello di polizia del pronto soccorso. Non si è capito bene chi fossero questi personaggi, si è capito bene che una qualsiasi forma di denuncia o di segnalazione di una irregolarità non può essere certo realizzata braccando e tallonando i presunti trasgressori, con l’aggiunta di contumelie accessorie.

    Ma evidentemente la cosa deve essere servita se è vero che martedì scorso i tre tenori Bottino, Paternosto e Patrone, rispettivamente direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo hanno diramato una lettere urgente, indirizzandola ai direttori delle unità operative complesse e delle unità operative semplici di dipartimento, parlando senza mezzi termini di mancato rispetto di norme aziendali da parte del personale.

    Una segnalazione che è sfociata in un’ordine di servizio in cui si ricorda al personale stesso di esporre il cartellino di riconoscimento, indossare le divise previste dal capitolato aziendale, di indossare le divise speciali per le sale operatorie e per quelle delle terapie intensive, ricordando nel contempoche questi abiti speciali non vanno assolutamente utilizzati al di fuori di tali ambienti specifici.

    Sarebbe opportuno, però, a questo punto, che quei “cacasotto” dei direttori Uoc e Uosd scrivessero una controlettera in cui rispedissero al mittente l’accusa di mancato rispetto delle norme aziendali, dato che l’azienda non ha rifornito il personale dei cartellino di riconoscimento e, a quanto pare, di fronte a coloro che, in questi giorni, lo hanno chiesto, ha risposto candidamente :”fatevi la fotocopia di quelli vechhi”.

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 25 ottobre 2012 ALLE ORE 17:03