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    Esclusiva / Caserta – Chiesa di S. Antonio, permuta ancora bloccata. Diffida al Comune ed esposto alla Corte dei Conti in partenza


      Le intrigate vicende e gli interessi di Don Mario Vallarelli e della famiglia Preziosi rendono ancora ingarbugliata la vicenda. E in tanti sono quelli che denunciano una valutazione degli immobili che si sarebbe tradotta in una vera e propria svendita Caserta - Fiumi di parole, montagne di documenti, estenuanti sedute del consiglio comunale, ma […]

    Nelle foto, da sinistra il parroco di S. Antonio, don Claudio Nutrito e il responsabile dei beni artistici della diocesi di Caserta, Don Battista Marello

     

    Le intrigate vicende e gli interessi di Don Mario Vallarelli e della famiglia Preziosi rendono ancora ingarbugliata la vicenda. E in tanti sono quelli che denunciano una valutazione degli immobili che si sarebbe tradotta in una vera e propria svendita

    Caserta - Fiumi di parole, montagne di documenti, estenuanti sedute del consiglio comunale, ma al momento, la contestatissima e controversissima permuta dei locali del complesso di S. Antonio tra comune e Curia non si è ancora perfezionata. Gravano su tutta la vicenda le rivendicazioni degli eredi di don Mario Vallarelli, e quelle della famiglia Preziosi. E se è vero, come è vero, che i nipoti di don Mario Vallarelli hanno raggiunto un’intesa con la Curia, questa intesa non l’hanno, al contrario, ancora raggiunta  col comune, il quale, cedendo i 4/5 del complesso monumentale, acquisirebbe proprio quella parte residuale dove si concentrano le rivendicazioni dei discendenti di don Mario.

    Ma a complicare ulteriormente la matassa, dovrebbe arrivare nei prossimi giorni un formale atto di diffida, firmato da alcuni consiglieri di minoranza, che, proprio in relazione a questi contenziosi relativi alla sostanza del titolo di proprietà, invitano il Comune di Caserta a non andare avanti nella procedura della permuta.

    Questa iniziativa sarebbe seguita immediatamente da un esposto alla Corte dei Conti, la quale verrebbe investita della questione della valutazione dell’enorme spazio che il Comune cederà alla Curia e che comprende l’attuale chiesa parrocchiale e tutti i beni artistici e storici contenuti.

    Secondo molti, si è trattato di una vera e propria svendita. Un punto di vista che si vuol far passare al vaglio dei giudici della Corte dei Conti, la quale tra qualche anno potrebbe eventualmente rivalersi sui beni personali dei consiglieri, che questa delibera hanno votato.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 15 novembre 2012 ALLE ORE 18:15