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    Esclusiva / Camorra, colpo di scena nel processo sulle tangenti chieste a Sarpi. Il pentito Aveta inguaia la moglie di Salvatore Belforte


      La procura generale con una mossa a sorpresa ha portato il collaboratore in aula per raccontare la confidenza che in cella gli fece Francesco Zarrillo, al quale il super boss aveva chiesto di autoaccusarsi di quella richiesta estorsiva per i lavori al carcere, scagionando la moglie Marcianise – Si è svolto stamane, mercoledì, presso […]

    Nelle foto, da sinistra, Concetta Zarrillo, Pasquale Aveta e Francesco Zarrillo

     

    La procura generale con una mossa a sorpresa ha portato il collaboratore in aula per raccontare la confidenza che in cella gli fece Francesco Zarrillo, al quale il super boss aveva chiesto di autoaccusarsi di quella richiesta estorsiva per i lavori al carcere, scagionando la moglie

    Marcianise – Si è svolto stamane, mercoledì, presso la quarta sezione penale della corte di Appello di Napoli il processo a carico di Salvatore Belforte, nel quale sono imputati, anche la moglie Concetta Zarrillo, la cognata Maria Buttone, ed ancora Gaetano Piccolo detto il ceneraiuolo, Pasquale Aveta, Francesco Zarrillo ed altri ancora. Gli imputati sono tutti accusati di  concorso in estorsione al Consorzio che realizzò l’edificazione del carcere di Santa Maria Capua Vetere e di concorso in estorsione in danno dell’ingegnere Sarpi.
    In aula si è assistito ad un vero e proprio colpo di scena, in quanto il procuratore generale ha chiesto ed ottenuto l’escussione del nuovo collaboratore di giustizia Pasquale Aveta, il quale alle domande postegli dalla pubblica accusa ha risposto dichiarando che quando era detenuto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove si trovava nella stessa cella con il coimputato Francesco Zarrilo, questi gli conferì di aver ricevuto una richiesta da parte di  Salvatore Belforte, che pretendeva che lo stesso Zarrillo durante la celebrazione del processo di primo grado si autoaccusasse della estorsione in danno dell’ingegnere Sarpi e scagionasse la moglie, Concetta Zarrillo.

    Sempre a detta del collaboratore di giustizia, Zarrillo non eseguì l’ordine di Belforte in quanto nulla sapeva della vicenda.
    Il processo in questione è stato rinviato al 20 novembre, nell’ambito del quale il Pm ha appellato la sentenza di primo grado con la quale sia Concetta Zarrillo era sta assolta insieme a Maria Buttone, moglie di Domenico Belforte, dalle imputazioni addebitatele.
    Nella stessa data il procuratore generale quantizzerà le richieste di pene per gli imputati e successivamente prenderanno la parola i deifensori:  Angelo Raucci, Giovanni Zannini, Vittorio Giaquinto, Romolo Vignola

    PUBBLICATO IL: 31 ottobre 2012 ALLE ORE 12:25