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    ESCLUSIVA. CAMORRA A MADDALONI, un noto imprenditore di pezze americane di Montedecoro pagò 10.000 euro a Clemente D’Albenzio perchè fermasse Cortese che gli aveva incendiato il capannone


      E’ quanto emerge dall’ordinanza della decima sezione del Riesame di Napoli che ha determinato la custodia cautelare in carcere per Angelo Grillo MADDALONI - C’è un episodio, raccontato dal pentito di camorra, Bruno Buttone, uno dei leader del clan Belforte, reso noto il 25 gennaio 2013 e che abbiamo estrapolato dall’ordinanza della decima sezione […]

    Nelle foto, Bruno Buttone, Angelo Cortese e Clemente D’Albenzio

     

    E’ quanto emerge dall’ordinanza della decima sezione del Riesame di Napoli che ha determinato la custodia cautelare in carcere per Angelo Grillo

    MADDALONI - C’è un episodio, raccontato dal pentito di camorra, Bruno Buttone, uno dei leader del clan Belforte, reso noto il 25 gennaio 2013 e che abbiamo estrapolato dall’ordinanza della decima sezione del Riesame del tribunale di Napoli, la quale ha determinato la custodia cautelare in carcere anche per Angelo Grillo oltre che per killer e mandanti dell’omicidio di Angelo Cortese (CLICCA QUI PER LEGGERE)

    In questa dichiarazione, Bruno Buttone, racconta di ciò che gli aveva detto Clemente D’Albenzio, reggente a Maddaloni del clan Belforte su un incendio, appiccato da Cortese ad un capannone industriale, dedicato alla lavorazione di pezze americane a Montedecoro.

    Un racconto che contiene, anche il particolare di un intervento, remunerato dallo stesso imprenditore, con 10.000 euro, chiesto allo stesso D’Albenzio affinché tenesse buono Cortese.

    Per il momento ci limitiamo alla citazione e alla pubblicazione di questo passaggio dell’ordinanza. Naturalmente, già nel pomeriggio, proveremo a ricostruire storicamente, questo evento criminale, anche per comprendere chi sia l’imprenditore citato.

    G.G.

     

    PUBBLICATO IL: 20 febbraio 2014 ALLE ORE 13:30