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    Esclusiva / Aversa- Trasforma i suoi vestiti in una corda per impiccarsi: 48enne salvato per miracolo


      Ennesimo episodio drammatico nell’Opg. Il comandante Mosca: ” Questa volta vi è stato un coordinamento straordinario di soccorso” Aversa - Mercoledi sera un altro internato facente parte dell’OPG di Aversa ha tentato il suicidio applicando su di sé una rudimentale ma efficace tecnica di soffocamento. Il probabile motivo scatenante? Forse desolato e totalmente avvilito […]

     

    Ennesimo episodio drammatico nell’Opg. Il comandante Mosca: ” Questa volta vi è stato un coordinamento straordinario di soccorso”

    Aversa - Mercoledi sera un altro internato facente parte dell’OPG di Aversa ha tentato il suicidio applicando su di sé una rudimentale ma efficace tecnica di soffocamento. Il probabile motivo scatenante? Forse desolato e totalmente avvilito all’idea premeditata della disumana e spartana vita, una volta fuori dalla struttura. Secondo un’accurata indagine, sembra infatti che non abbia parenti  e che sia totalmente solo. L’uomo, un quarantottenne di Roma, con precedenti per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, ma fondamentalmente di indole tranquilla e  piuttosto mite.

    A salvare il 48enne, due poliziotti penitenziari e il medico di guardia Barbato: i primi, lo hanno dapprima liberato dal cappio al collo, realizzato con gli indumenti , e poi lo hanno sollevato, animati da una straordinaria volontà di ridonare una vita ad un essere in fondo colpito da un reato blando. Il medico, subito dopo, è poi tempestivamente intervenuto applicandogli con estrema caparbietà il pallone Ambu ed un massaggio cardiaco ininterrotto per circa mezz’ora. In seguito è stato contattato il 118 e già dentro l’ambulanza il cuore del suicida ha ripreso a pulsare. E’ stato quindi condotto all’ospedale di Aversa e, conseguentemente, probabilmente per la gravità della situazione, al II Policlinico di Napoli.

    Venendo a conoscenza dell’accaduto, è risultato spontaneo rivolgersi direttamente al comandante Mosca dell’OPG e chiedergli delucidazioni. ‘Come mai sembra aumentare vertiginosamente il numero d’internati che tentano il suicidio? La vostra è una struttura realmente al sicuro ed in grado di fare da supporto concreto? Al di là dell’episodio, che tipo di vita fanno ‘i reclusi’ e da chi sono praticamente aiutati nella vita di tutti i giorni?’  ‘C’è un gruppo di lavoro molto valido costituito da psichiatra, medico generico, ispettori ed altro, ma il punto chiave che incide a svantaggio è che dopo una certa ora tutto viene rallentato e quindi risulta più arduo vigilare con la stessa oculatezza e destrezza del giorno. Prima di compiere questi atti inconsueti le persone sono piuttosto lucide, escogitano un piano da tempo prefissato e possono benissimo prenderci alla sprovvista. Tuttavia, questa volta, c’è stato un coordinamento straordinario di soccorso. Ad oggi – conclude Mosca –  l’uomo versa ancora in precarie condizioni ma ci auguriamo vivamente che riesca a superare il pericolo“.

    Ilaria Rita Motti

    PUBBLICATO IL: 9 novembre 2012 ALLE ORE 11:23