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    ESCLUSIVA / ASL, i ‘mandarini’ si aumentano lo stipendio e i disabili aspettano le protesi per mesi


    Documento choc, della sezione di Castel Volturno e di Mondragone, dell’associazione Unione regionale disabili, nel quale emergono gli inspiegabili ritardi nei servizi di fornitura delle protesi. Sono tante le storie di persone che, invano, attendono un segnale di speranza dall’azienda sanitaria. Forse troppe. Caserta – Se la spending review, il taglio della spesa pubblica che, […]

    Nelle foto, Giuseppe Gasparin, capo del personale, Franco Balivo, dirigente del settore economico finanziario dell’Asl

    Documento choc, della sezione di Castel Volturno e di Mondragone, dell’associazione Unione regionale disabili, nel quale emergono gli inspiegabili ritardi nei servizi di fornitura delle protesi. Sono tante le storie di persone che, invano, attendono un segnale di speranza dall’azienda sanitaria. Forse troppe.

    Caserta – Se la spending review, il taglio della spesa pubblica che, in via teorica, dovrebbe eliminare la parte marcia, superflua, per l’interesse collettivo, al contrario, non pota i rami secchi, ma risucchia la linfa, tradisce il suo obiettivo. E di molto.

    La linfa, nel nostro caso, è quel briciolo di speranza rimasta ai tanti che, ogni giorno, per gravi e, a volte, insormontabili, problemi fisici, si affidano ai tempi biblici dell’Asl di Caserta. Un’azienda troppo impegnata a sostenere le laute promozioni e remuneratissime promozioni di carriera, di lor signori, gli alti mandarini dell’azienda sanitaria e, poco attenta, alle storie che bussano alla loro porta.

    Alle porte dell’Asl, a cui ha scritto una lettera, ha bussato l’Unione regione disabili, nello specifico l’articolazione che opera sul litorale Domizio, associazione che, quotidianamente, prova a sensibilizzare, sulle gravi inadempienze, gli organi sanitari competenti dei servizi territoriali di Riabilitazione.

    Mail, telefonate e lettere che, come racconta l’associazione, arrivano ogni giorno, sempre più numerose. Mamme che denunciano i gravi ritardi di carrozzine e protesi, essenziali per i loro bambini.

    Quella dell’assistenza protesica è il campo in cui, l’Asl, nelle sue articolazioni presenti sul territorio,fa più acqua. Le attese più lunghe, quasi mai finalizzate, si condensano nell’area del litorale Domizio: Castel Volturno e Mondragone.

    Storie di inspiegabili ritardi. Come quella di Adriano, così chiameremo la giovane vita che si è spenta qualche tempo fa, che per mesi e mesi ha aspettato, invano, un dispositivo per alleviare la terribile malattia, la Sla, che se l’è portato via. Un’ attesa snervante. Il padre di Adriano per mesi, quasi ogni mattina, si è recato allo sportello dell’Asl per avere rassicurazioni, pillole di speranza. Mai arrivate.

    Un dispositivo di prima necessità per chi, quotidianamente, per via della sclerosi laterale amiotrofica, lotta contro totale immobilità fisica. Una sospensione della vita stessa.

    I casi come quelli di Adriano sono tanti. Forse troppi. Anche Mario Tudisco, ex assessore alla Cultura del Comune di Santa Maria Capua Vetere, venuto a mancare circa un mese fa, ha aspettato per mesi un comunicatore ottico -che gli avrebbe permesso di comunicare con i familiari e gli amici- arrivato tre giorni prima di morire. Un’invalidità, la sua, sotto gli occhi di tutti. Ma non dell’Inps, che mai l’ha riconosciuta, supportandolo con il dovuto contributo per l’evidente minorità.

    Il ritardo come condizione perenne. Il ritardo che i vari dirigenti dell’Asl, a partire dal direttore generale Menduni, passando per i Tari, Balivo, Gasparin, Crisci, la Ruffo, non hanno mai conosciuto, anzi, solerti, chirurgicamente precisi, nel chiedere in sede di redazione del nuovo piano aziendale, le condizioni che il loro stipendio crescesse sempre di più.

    Giovanni Vanore

    PUBBLICATO IL: 18 dicembre 2012 ALLE ORE 12:35