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    CASERTA/ Dopo i cessi d’oro anche gli interruttori d’oro. Il comune li paga mille euro l’uno


    Per la terza settimana consecutiva, il consigliere comunale di opposizione, mette a nudo le spese dissennate di un comune in dissesto, che, dovrebbe, risparmiare fino all’ultimo euro Caserta – Per la terza settimana consecutiva il consigliere comunale Cobianchi, l’unico che sta svolgendo con serietà la funzione a cui l’hanno delegato i suoi elettori, ovvero quella […]

    Luigi Cobianchi e il sidnaco Del Gaudio

    Per la terza settimana consecutiva, il consigliere comunale di opposizione, mette a nudo le spese dissennate di un comune in dissesto, che, dovrebbe, risparmiare fino all’ultimo euro

    Caserta – Per la terza settimana consecutiva il consigliere comunale Cobianchi, l’unico che sta svolgendo con serietà la funzione a cui l’hanno delegato i suoi elettori, ovvero quella di oppositore e controllore dell’amministrazione comunale di Caserta, affronta, con dovizia di particolari e con ampia dotazione di documenti, la questione delle spese che, giunta e dirigenti, stanno compiendo, attraverso affidamenti diretti.

    Ricordiamo che il comune di Caserta è un ente ufficialmente dissestato, impegnato in una vera e propria traversata nel deserto per uscire dal default in cui è stato precipitato da 15 annidi amministrazioni dissennate. Dunque, ogni spesa dovrebbe essere fatta con l’obiettivo di risparmiare fino all’ultimo euro.

    La settimana scorsa, Cobianchi, (clicca qui per leggere l’articolo) ha scoperto che in alcune scuole materne di Caserta, sono stati instalati water e rubinetti da duemila euro cadauno. Questa settimana e la volta degli interruttori. Anche in questo caso pagati a peso d’oro dal comune di Caserta, come se dovessero arredare il palazzo di uno sceicco degli Emirati Arabi. Insomma sprechi, nonostante il dissesto.

    g.g.

    Leggete qui sotto, la lunga nota del consigliere Cobianchi delle spese fatte.

    Il Faro di Alessandria

     (una lenta gestazione, lunga cinque anni, per dare alla luce un nuovo dissesto….)

    I Regali di Natale dell’Allegra Brigata del PEG (3a puntata)

    (Seguendo l’iperbole di Fabrizi a Totò, se di cocozza in cocozza si arriva all’intero “cucuzzaro”….di sorbola in sorbola….. )

    di Luigi Cobianchi

     

    Amati Concittadini Casertani, ogni promessa è debito!

    So che tanti di voi attendono, oramai con ansia, la Domenica per conoscere il seguito dei miei “Christmas Tales”, dei “Racconti di Natale” del Comune di Caserta.

    Eccomi qua! Anche se stavolta non è stato facile accontentarvi, credetemi!

    Per ogni scrittore serio, invero, una delle fasi più difficili, nell’intraprendere un nuovo cimento, è la prodromica, indispensabile raccolta di testi e fonti.

    Ed anche uno scribacchino della Domenica (è proprio il caso di dirlo!) come il sottoscritto non sfugge a questa regola.

    Pare che a Palazzo Castropignano non tutti abbiano gradito le due precedenti uscite (“Il Tavolo di Re Artù” e “I Rubinetti d’Oro”), per cui è stata una vera e propria impresa –  fatta di tante scale, di viaggi da una Sede comunale all’altra, soprattutto di più di un mal di stomaco – procurarsi quei documenti che dimostrassero che io sono uno di quelli che, allorquando si mette a scrivere, segue pedissequamente la parte fondamentale della regola aurea manzoniana, cioè il “vero per soggetto”.

    Mi chiederete come mai, se, forse, si è tentato di ostacolare un Consigliere Comunale nell’esercizio delle suo ius ad officium che viene reso “sostanziale”, per esempio, dalla deroga al termine massimo di trenta giorni per accedere ed estrarre copia di atti, fissato dalla L. n°241/1990 e s.m.i., termine che per l’Eletto del Popolo si riduce a ventiquattrore.

    Ma no, non siate così drastici! La verità è ben altra e fa comprendere, una volta di più, la genuinità, la generosità dei sentimenti con i quali l’establishment del Comune di Caserta – che sopravvive ad ogni tempesta, al succedersi dei Sindaci, come a quello dei Commissari Prefettizi, che sei mesi prima non si accorgono di voragini nei conti, per poi cadervici dentro sei mesi dopo, all’alternarsi dei colori politici delle Maggioranze – ha voluto premiare, a Natale, i più meritevoli. Si tratta di pudore, sissignore, di una pedissequa applicazione di quel precetto, tutto cristiano: “… nesciat sinistra tua quid faciat dextera tua ut sit elemosyna tua in abscondito et Pater tuus qui videt in abscondito reddet tibi” (Matteo (6, 3-4)), ben recepito in un’espressione della millenaria Cultura Napoletana, tanto a noi cara: “Fa o‘bbene e scuordatenne”.

    Va a capire, poi, nel prosaico Comune di Caserta, chi sia il “padre che vede nel segreto e ricompensa”, ma non è questo ciò che conta: un principio universale, vale in ogni tempo ed in ogni luogo!

    Venendo a me, so che state seguendo con apprensione – per l’affetto sincero che mi portate – il mio travaglio esistenziale, sul senso della vita, almeno dal punto di vista lavorativo, che, come vi dissi la scorsa settimana, è riesploso quando oramai pensavo fosse risolto da lunga pezza.

    Dopo i fatti della “tavola rotonda”, mi avevate visto pronto a darmi all’ebanisteria; poi mi avete lasciato idraulico. Ebbene, ho cambiato nuovamente consiglio: voglio fare l’elettricista! Beninteso, sempre al servizio esclusivo del Comune di Caserta…

    Lo so, vi sembrerò volubile alquanto, ma non è colpa mia!

    Ancora una volta, quando oramai pensavo di aver ritrovato il mio equilibrio interiore, una determinazione dirigenziale – segnatamente la n°1949 del 31/12/2012, prodotta sempre dal medesimo Ufficio – ha sconvolto nuovamente la mia vita.

    Molti, a Palazzo Castropignano, per il mio bene, mi suggeriscono di non continuare: stress psico-emotivi in sequenza non fanno bene alla salute. Ma non è forse la sofferenza, per un Cristiano, il cammino che porta alla Meta?

    No, con buona pace di coloro che al Comune si preoccupano per la mia vita e la mia salute, vado avanti! Devo. Non posso sottrarmi ai doveri che ho assunto. E qui sono serio. Molto.

    Direte Voi, ma cosa conterrà quest’ulteriore deliberazione, per averti nuovamente sconvolto la vita?!

    Un’altra scoperta, ancor più fantasmagorica di quella del tavolo di Re Artù: fino ad oggi noi casertani ritenevamo di possedere solo tre beni, complessivamente definiti “Patrimonio dell’Umanità” dall’UNESCO, la Reggia, il Reale Belvedere di San Leucio ed i Ponti della Valle.

    Mai informazione fu più incompleta!

    Rimasta nascosta per anni in qualche scantinato del Comune, è riaffiorata l’ottica originale del Faro di Alessandria. Sì, avete capito bene, di quel  manufatto che rappresenta una delle “Sette Meraviglie del Mondo Antico”.

    E la generosità dell’Amministrazione ha voluto fosse inserita, in luogo di una normale plafoniera, in una Scuola Materna.

    Perché proprio lì?! Non voglio ripetermi: Natale è la festa dei Bambini.

    D’altra parte, il Primo Cittadino in persona, in più occasioni, ha manifestato tutto il proprio affetto per i più piccoli, tentando finanche di spiegare loro le ragioni ed i vantaggi dell’avvenuta dichiarazione di dissesto, atteso che nessun adulto è stato in grado di comprenderli, percependone, sulla propria pelle, per contro, esclusivamente i nefasti effetti, come l’IMU e la TARSU più alte d’Italia, che stanno costringendo molti Casertani, soprattutto quelli più avanti con gli anni, a valutare di vendere il loro tesoro più prezioso, la casa, mentre in Comune si continua a spendere allegramente.

    Ma veniamo ai fatti. Dicevamo un’altra determinazione “natalizia” da 10.000,00 euro (siamo già ad un ammontare di oltre 41.000,00, con quelle di cui abbiamo parlato nelle scorse settimane. Ed il conto è destinato ad aumentare).

    Per cosa?! “Opere di Manutenzione Ordinaria e Straordinaria Prescrizioni ASL – Lavori Elettrici Scuole Materne”, consistenti in: “Verifica impianto elettrico negli uffici; Sostituzione neon rotti [sic!]; Rispristino lampade di emergenza”.

    Cosa ci sia di “straordinario” in tutto ciò qualcuno dovrebbe pur spiegarmelo. Io di eccezionale, nel senso di “esorbitante”, vedo solo la spesa!

    I Concittadini più sensibili mi diranno: sei sempre il solito! Vuoi far rimanere i bambini senza luce?!

    La luce è vita: senza luce come avverrebbe la fotosintesi clorofilliana, che di tutti i chimismi biologici è quello fondamentale, assicurando, per il tramite delle piante, il permanere dell’atmosfera ossigenica, oltre che la produzione di carboidrati, che rappresentano la base del nutrimento per tutti gli organismi viventi?! Né si avrebbe la sintesi della vitamina D, senza la quale non c’è sviluppo osseo.

    Ed allora, ci vogliamo “intirchire” proprio sulla luce?!

    Il giudizio finale spetta ai Casertani, non prima ch’io abbia fornito Loro, tuttavia, tutti gli strumenti per esprimersi serenamente. Uno per tutti, il solito, laconico capitolato allegato alla determinazione che ci occupa, che, in verità, rispetto agli altri in precedenza esaminati, contiene un elemento di peculiarità: la specifica per la quale i lavori elencati sono da considerarsi “a misura”. E, per paura che qualcuno potesse non notarla, viene evidenziata con caratteri capitali, in grassetto-sottolineato.

    Il preventivo si apre con la seguente voce: “Revisione impianto elettrico a causa di corto circuito, con la sostituzione di pre , interruttori, quadro elettrico ecc.”.

    Ci avete capito qualcosa?! Io no! So solo che alla voce – oramai a Voi ben nota – “Quantità” si legge “1,00”. Al solito viene spontaneo chiedersi, sempre con il “Principe della Risata”, “Uno che?!”, un interruttore?! Di che tipo, differenziale puro, magnetotermico, magnetotermico-differenziale?! E con quali caratteristiche di carico massimo (16, 25, 40A) ovvero di potere di interruzione IΔn (0,03A, oppure 0,01A)?! Un intero quadro elettrico?! Cosa sarebbero mai, poi, i “pre-interruttori”?!

    L’unica certezza è il costo dell’intervento: mille euro, tondi tondi. Ma c’è un’altra cosa che vorrei capire: per la stessa voce si riporta un altro parametro “H/peso”, per il quale si indica un valore pari sempre ad “1,00”, come numero puro, senza unità di misura. Che vuol dire?!

    Certamente tra i Lettori vi sarà un esperto. Per favore, mi illumini!

    Come nel miglior spettacolo di fuochi pirotecnici, questo preventivo riserva sorprese in crescendo: con il numero d’ordine “2” è riportata la “Sostituzione di lampade Fluorescenti”, “H/peso” pari ad “1,00”, per una “Quantità” di “1,00”. Quindi, sempre che il rigore dell’Italiano tecnico non diventi d’improvviso opinabile, si prevede la sostituzione di un tubo al Neon, per la modica cifra di…. €500,00. Sì, avete letto bene, CINQUECENTO euro.

    Ma qui la spiegazione c’è, e la mia meraviglia testimonia esclusivamente il tempo (ahimé) trascorso da quando non ho più toccato alcuni libri: se avessi reminiscenze più recenti dei miei studi di Chimica, pure avrei, invero, dovuto ricordare che il Neon, assieme all’Elio, all’Argon, al Kripton, allo Xeno, al Radon, all’Ununoctio, appartiene, nella Tavola Periodica degli Elementi di Mendeleev, alla famiglia dei “gas nobili”. E, se sono nobili, avranno pur un costo, altrimenti verremmo a dire che la nobiltà ha realmente perso qualsivoglia valore, a dispetto del fatto che nell’Europa dei Quindici, il rapporto Monarchie/Repubbliche era di otto a sette!

    Qualcuno potrebbe dirmi: ma io dall’elettricista vicino casa, che non è certo un grossista, compro un tubo fluorescente a qualche euro… Evidentemente conterranno gas plebei. Ma – vuoi mettere?! – ai bambini delle scuole di Caserta solo il meglio!

    Il capitolato prosegue con la voce n° “3”, rubricata “Sostituzione di plaffoniere”. Già dalla “f” di troppo, riportata tal quale dal testo originale, avrei dovuto comprendere che mica si tratta di applique normali, da centro di grande distribuzione…..

    Dalla solita voce “Quantità” deduco che, in realtà si prevede di sostituire una sola “pla(f)foniera”, alla “modica” cifra di….. MILLE euro!!!

    In realtà tutto ha una logica in un preventivo redatto da un Ente Pubblico: se un tubo al Neon costa cinquecento euro, un’applique deve costare almeno il doppio, no?!

    Ma, quand’anche pensassi ad una plafoniera con la base in metallo nobile ed il trasparente realizzato in cristallo Baccarat, in nessun catalogo si trova una preziosità simile….

    E, poi, anche volendo commissionare a Murano un pezzo unico, come ho personalmente visto fare all’originalissimo Sultano del Brunei, sarebbe comprensibile – ma mai ammissibile, soprattutto in fase di dissesto – l’applicazione di un simile pezzo da collezione in un ambiente di rappresentanza, per esempio della Casa Comunale, qualora vi si ricevessero almeno Capi di Stato ed Ambasciatori, a testimonianza delle eccellenze nazionali, non certo in una scuola materna!

    In realtà, non avevo tenuto conto di un fattore, sottaciuto per modestia dai nostri Dirigenti, fattore cui, poc’anzi, abbiamo, peraltro, già fatto cenno: l’unicità dell’applique in parola deriva dal fatto che diffonde luce attraverso il sistema di lenti originario del Faro di Alessandria!!!

    Il Capitolato procede, con l’intervento, contraddistinto dal numero d’ordine “4”, recante: “Sostituzione di scaldabagni”.

    In verità, anche in questo caso, dalla voce “Quantità”, desumiamo che si tratta di un solo scaldabagno, che verrebbe sostituito per “appena” MILLE euro, che indubbiamente sono un’inezia, se paragonati ai costi, dianzi elencati, che l’Amministrazione Comunale di Caserta è disposta a pagare per neon e plafoniere. Tuttavia, non per voler fare il polemico a tutti i costi, ma per quella cifra si comprano signore caldaie a gas, piuttosto che modesti scaldacqua, con tutti i risparmi che comportano in tema di costi di esercizio!

    Arriviamo all’elemento clou (qualcuno potrebbe dirmi: perché, finora abbiamo scherzato?!): al numero d’ordine n° “5” troviamo la dizione, tanto generica da divenire inconferente, “Apparecchi di illuminazione rettangolari ad incasso”.

    Innanzitutto non è dato di sapere se sia prevista una mera fornitura, od anche la posa in opera, con eventuali spese accessorie. L’unica certezza è la “Quantità”, tanto per cambiare pari ad “1,00”, ma solo un veggente potrebbe sapere cosa il Comune intenda effettivamente acquistare. Per fortuna, evidentemente il cottimista “di fiducia” sa il committente cosa desidera!

    Se, però, si guarda al costo, pari a MILLE euro, è lecito chiedersi di cosa mai si tratti?! Di un altro elemento del Faro alessandrino?

    Si prosegue con la voce, contraddistinta dal numero d’ordine “6”, recante: “Fornitura e posa in opewra di contatori tetrapolari”. Tetrapolari?! Uha!

    Oramai ho capito che nella “Designazione dei Lavori”, elencati nel capitolato de quo, i nostri Dirigenti preferiscono usare, in ragione del rango, il pluralis maiestatis, atteso che, anche in questo caso, dalla voce “Quantità”, desumiamo che parliamo di un contatore.

    Domanda: ma i misuratori non sono forniti direttamente dai gestori della fornitura di energia elettrica?! Perché il Comune di Caserta dovrebbe pagarne uno di tasca propria, per di più ben TREMILA euro?! Forse il conto è questo: €750,00 per ogni polarità, sicché per un contatore tetrapolare pago tremila euro……!

    Dulcis in fundo, il capitolato si conclude con la voce, riportata con il numero d’ordine “7”, “Revisione di pompe di calore, con cariche di gas, pulizia filtri con apposito materiale”.

    Privo di fantasia (e di “prudenza”) il compilatore riporta sempre “1,00”, come “Quantità”. Quindi viene rivista una sola pompa di calore, con relativa ricarica di gas (ma era davvero necessaria?!) e pulizia filtri. Il tutto per l’ “irrisoria” cifra di DUEMILACINQUECENTO euro (sic!).

    Qui, piuttosto che la pompa, è il compilatore ad avere bisogno di una revisione, perché solo uno che ha avuto un colpo di calore può pensare di spendere per la manutenzione ordinaria di un climatizzatore duemilacinquecento euro, quando una macchina nuova, completa, della migliore marca, costa, installazione compresa, meno della metà!

    Vero è che la pulizia dei filtri mica viene eseguita con materiale qualunque?! Si usa materiale “apposito”! (E ci mancherebbe altro, per duemilacinquecento euro, vogliamo pure utilizzare i rimedi della nonna?! Non vogliamo neanche pretendere che si usino prodotti specifici?!)

    E per oggi, come si legge nei titoli di coda dei cartoon della Warner Bros: “That’s all Folks!”

     

    Ovviamente, for now, perché non finisce qui!

    Arrivederci a Domenica prossima, ovviamente a Dio piacendo, con la quinta puntata!

    Persevererà il cons. Cobianchi nella decisione assunta di diventare elettricista, o deciderà di cambiare nuovamente mestiere? Chi seguirà, vedrà!

     

    PUBBLICATO IL: 9 febbraio 2013 ALLE ORE 19:00