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    Cosentino, 40 giorni per evitare il carcere. Il 17 marzo la data. I retroscena delle liste scomparse


        E’ quella dell’insediamento del nuovo Parlamento ed è quella in cui l’ex Sottosegretario perderà lo schermo dell’immunità.  Ieri pomeriggio, lunedì, Verdini è stato a casa di Cosentino in via Tescione a Caserta, per farsi consegnare le liste, che erano probabilmente nelle mani di Michele Izzo. Stamattina, jogging nella Reggia e concentrazione prima della […]

     

    Nelel foto, Michele Izzo e Nicola Cosentino che fa jogging nella Reggia

     

    E’ quella dell’insediamento del nuovo Parlamento ed è quella in cui l’ex Sottosegretario perderà lo schermo dell’immunità.  Ieri pomeriggio, lunedì, Verdini è stato a casa di Cosentino in via Tescione a Caserta, per farsi consegnare le liste, che erano probabilmente nelle mani di Michele Izzo. Stamattina, jogging nella Reggia e concentrazione prima della conferenza stampa, fissata per mezzogiorno a Napoli. IL VIDEO DEI GIORNI SCORSI IN CUI SI VEDE COSENTINO CORRERE NELLA REGGIA

     

     

    Caserta – Ha sfogato la rabbia consumando le prime ore della sua mattinata nella rituale seduta di jogging attorno alla Reggia, che gli è servita, forse a sciogliere le altissime tensioni di ieri, quando al culmine della rabbia ha portato via con sé tutti i documenti e le liste già firmate dai candidati, gettando nel panico i suoi amiconi Denis Verdini e Francesco Nitto Palma.

    Lavorando bene, ieri sera, su tutte le sequenze del folle pomeriggio del Pdl, siamo riusciti a capire, naturalmente in beata solitudine cosa diavolo ci facessero i due amiconi al casello di Caserta Nord alle 4 di pomeriggio. Verdini, per evitare di essere scuoiato da Berlusconi, un paio di orette prima si era attaccato al telefono e aveva convinto Cosentino a mollare le liste, per evitare lo sputtanamento mondiale della loro mancata presentazione nelle due circoscrizioni camerali della Campania e in quella senatoriale.

    Solo Verdini possedeva “la chiave dell’acqua”, dato che Nitto Palma si è rivelato un semplice esecutore di ordini di Cosentino, solo Verdini era titolare del lessico giusto per convincere Cosentino. E lo ha convinto, entrando personalmente, verso le 15 e 30 di ieri, lunedì  nell’abitazione di Caserta di Nicola Cosentino in via Tescione. L’unica cosa, che forse non riusciremo mai a stabilire e chi avesse materialmente quei fogli in mano: lo stesso Cosentino o il fedelissimo di sempre Michelino Izzo? Ripetiamo non lo sapremo mai, mentre si può affermare con sufficiente sicurezza che sia stato proprio Michelino Izzo, il quale è comunque fortemente indiziato di essere stata la persona che li ha portati a Nitto Palma al casello di Caserta. Nord E meno male, per il Pdl, che quelle liste siano saltate fuori altrimenti nonostante il disperato tentativo di richiamare tutti i candidati, perchè tornassero a firmare, il baratro della ricusazione sarebbe stato certo, al cospetto di una concitatissima, trafelata e quasi disperata Mara Carfagna, che da Roma si è precipitata a Benevento affermando di avere in mano una delega nuova, che al contrario si è rivelata solo un inutile pezzo di carta. Questo a dimostrazione di quanto superficialmente Angelino Alfano abbia gestito questa operazione, ritenendo, forse che Cosentino si sarebbe arreso, con lo stesso fair play dimostrato da Dell’Utri e da Scajola. E arrendendosi avrebbe lasciato sul tavolo del segretario nazionale, già da domenica mattina tutti i documenti.

    Cosentino che non è Scajola, e non è Dell’Utri, si è letteralmente scatenato. Solo Verdini poteva convincerlo e Verdini lo ha convinto.

    Ora ( sono le 10.00) dopo la seduta di jogging, Cosentino si prepara alla conferenza stampa di mezzogiorno, in cui risponderà sicuramente ai tanti attacchi ricevuti in questi giorni, in cui dirà che lui è un uomo vero ed è pronto a sopportare l’ingiustizia della galera. Una conferenza stampa in cui pronuncerà rituali parole di appoggio e fedeltà al Pdl.

    Nel minuto successivo alla conclusione di questa, fissata all’Hotel Excelsior di Napoli alle 12, cominceranno i 40 giorni più difficili della vita di Cosentino. Quelli in cui i suoi avvocati proveranno a evitare l’esecuzione delle due ordinanze di arresto che pendono sulla testa dell’ex Sottosegretario. E anche qui dobbiamo fare un po’ di chiarezza rispetto a tutta una serie di inesattezze scritte in queste ore, anche da organi di informazione che, sulla carta, dovrebbero essere popolati da giornalisti competenti.

    Andiamo per ordine e partiamo dal codice di procedura penale combinato alle norme costituzionali: Nicola Cosentino gode dell’immunità parlamentare, confermata da due voti che hanno respinto le richieste di arresto firmate dai giudici del tribunale di Napoli, su istanze della Dda, fino a quando non si insedierà il nuovo Parlamento. In quel momento preciso, Cosentino perderà l’immunità e diventerà operativo, perchè di operatività e non di esecutività si tratta in senso giuridico, il titolo di custodia cautelare in carcere.

    La data di insediamento del nuovo Parlamento è stata già fissata per il prossimo 17 marzo. Quello è il giorno fatidico. Se Cosentino e i suoi avvocati non riusciranno da oggi a quella data, ad ottenere una revoca o un ammorbidimento della misura cautelare, il 17 marzo diventerà la data dell’arresto di Nicola Cosentino.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 22 gennaio 2013 ALLE ORE 10:34