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    DATI SPA-VEN-TO-SI – Se vuoi crepare di infarto l’ospedale di CASERTA è una vera eccellenza, il primo in Italia


      I dati, fonte Ministero della Salute, e non certo fonte punto Snai, sono stati pubblicati dal quotidiano Libero e ripresi in toto dall’edizione italiana del prestigiosissimo quotidiano americano Wall Street Journal, che così potrebbe anche sconsigliare ai turisti di tutto il mondo di venire a visitare la Reggia, dato che qui se ti viene […]

    Nelle foto, da sinistra, Diego Paternosto, Francesco Bottino e Mimmo Ovaiolo

     

    I dati, fonte Ministero della Salute, e non certo fonte punto Snai, sono stati pubblicati dal quotidiano Libero e ripresi in toto dall’edizione italiana del prestigiosissimo quotidiano americano Wall Street Journal, che così potrebbe anche sconsigliare ai turisti di tutto il mondo di venire a visitare la Reggia, dato che qui se ti viene un malore hai ottime probabilità di finire sotto terra

    CASERTA – Una famosa reclame di qualche anno fa, prometteva ai consumatori, a coloro che volevano acquistare una vettura non nuova, magari perchè non ne avevano la possibilità, di consegnare loro le chiavi di auto considerate “usato sicuro”.

    Se all’ospedale di Caserta volessero confezionare uno spot per evidenziare le proprie eccellenze e i propri successi nella cura dei malati, potrebbero coniare, mutuandolo da quello precedente, un altro slogan: “Infarto sicuro”.

    Il solito attacco di quello scassacazzo di Casertace? No, stavolta ci limitiamo a citare un’autorevolissima ricerca effettuata dall’Agenzia per i servizi sanitari e dal Ministero della Salute.  

    Come volevasi dimostrare, e Casertace non ha mai avuto dubbi in proposito, l’azienda Ospedaliera S. Anna e San Sebastiano di Caserta si attesta come fanalino di coda, nella lista dei 10 migliori e peggiori ospedali in riferimento a 5 dei 45 indicatori presi in esame dall’Agenas e pubblicati sul quotidiano Libero, ma ripresi oggi, data l’autorevolezza della fonte scientifica anche dall’edizione italiana del Wall Street Journal.

    Oltre all’infarto miocardico acuto e all’ictus, si è presa in considerazione la mortalità a 1 mese dal ricovero dopo l’innesto di un bypass aortocoronarico.

    Si sarebbe portati a pensare che gli ospedali migliori con meno mortalità siano quelli del Nord. Questo permetterebbe al nostro scadente management di giustificarsi con la solita lagna delle deficienze di un sistema intero che coinvolge tutta la Sanità meridionale. Ed invece, il migliore ospedale non è quello di Cuneo, di Belluno o di Trento, ma il Mazzini di Teramo, la cui latitutdine non differisce dalla nostra se non di pochissimi gradi.

    Ma veniamo ai numeri. In questo caso, agli indici: rispetto ad un tasso di mortalità media nazionale per infarto successivo a operazioni di Bypass aortocoronarico di 2,45, al Mazzini di Teramo si attestano allo 0,5%. In poche parole ne muore 1 per ogni 200 che si sottopongono a questo ricorrente intervento chirurgico.

    Leggete, invece, un po’ a Caserta come vanno le cose. All’ospedale Civile l’indice di mortalità si attesta ad uno spaventoso 16,1%. In poche parole devi sapere che quando vai a farti questa operazione al Civile con l’equipe del primario Piazza puoi essere tra i 16 sfortunati che tira le cuoia su 100 interventi.

    Dunque rispetto al dato nazionale, a Caserta si muore quasi 8 volte in più, mentre rispetto al dato migliore, quello di Teramo le morti sono 16 volte in più. Divari inaccettabili degni di quelli che c’erano tra un ospedale dell’occidente civilizzato e un ospedale del Corno d’Africa.

    Vergogna! Ma questo l’abbiamo scritto un milione di volte. E la vergogna non dovrebbe riguardare solo chi gestisce l’ospedale, ma anche coloro che alla Regione Campania e tra gli organismi di informazione su queste cose dovrebbero drizzare le antenne, invece di stare imperituramente a libro paga.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 14 agosto 2013 ALLE ORE 13:02