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    DALLA CAMORRA ALLA MALA MILANESE. Ucciso Tatone, figlio di “Nonna Eroina”. La sua famiglia partì da CASALUCE e ha formato un clan nel capoluogo meneghino


      Mercoledì l’autopsia di Emanuele e di Paolo Simone, giustiziati in un agguato nel campo di Quarto Oggiano. MILANO - E’ fissata per mercoledì l’autopsia sui cadaveri di Emanuele Tatone e Paolo Simone, i due uomini di 52 e 54 anni (il primo fratello di un ‘boss’ della malavita milanese appartenente ad una famiglia di origine casertana, […]

     

    Nelle foto, Emanuele Tatone e il luogo del delitto

    Mercoledì l’autopsia di Emanuele e di Paolo Simone, giustiziati in un agguato nel campo di Quarto Oggiano.

    MILANO - E’ fissata per mercoledì l’autopsia sui cadaveri di Emanuele Tatone e Paolo Simone, i due uomini di 52 e 54 anni (il primo fratello di un ‘boss’ della malavita milanese appartenente ad una famiglia di origine casertana, precisamante provenienti da Casaluce e definiti nella regione lombarda: “mezzi pazzi”),sono stati trovati morti ieri, domenica,  in un campo di Quarto Oggiaro nel capoluogo lombardo. Proprio in tale area del milanese è particolarmente radicato il clan dei Tatone che ha alle spalle una ricca e corposa storia criminale.

    Nicola Tatone, fratello di Emanuele, è stato arrestato dalla polizia nel 2009 con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti ed è stato condannato a 24 anni di carcere.

    Lui e suoi fratelli, come detto, di origine campana, sono i figli della nota ‘Mamma Rosa’, detta anche ‘Nonna eroina’ perché una delle capostipiti dello spaccio di droga nel capoluogo lombardo, ancora oggi baricentro dell’importazione di stupefacenti in Italia. Emanuele Tatone, detto ‘il pazzo’, non era ritenuto “di grande spessore”, se non per le sue parentele. Era tossicodipendente e gravemente malato da anni. Incarcerato nel 2002 dopo aver colpito con una revolverata un rivale in amore, aveva vari precedenti per rapine e aggressioni. La tossicodipendenza lo aveva scaraventato ai margini della vita criminale, tanto che nella scorsa primavera era stato sfrattato e si era ridotto a vivere in una tenda di fronte alla sua abitazione.

    Al momento emerge solo che i due sono stati colpiti al capo da due colpi d’arma da fuoco ciascuno. Contrariamente alle voci circolate ieri, il medico legale giunto sulla scena del delitto, non ha trovato sui cadaveri ecchimosi compatibili con un pestaggio, ma per avere risultati piu’ precisi bisognera’ attendere i risultati dei referti autoptici.

     

    PUBBLICATO IL: 28 ottobre 2013 ALLE ORE 13:23